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In genetica, acronimo di l(ogaritm) od(ds) score («calcolo del logaritmo della probabilità»), parametro usato per calcolare l’associazione (linkage) e determinare la probabilità di ricombinazione tra diversi marcatori genici. Se due marcatori genici hanno un l. uguale o maggiore di 3, sono associati sullo stesso cromosoma (cioè hanno 1000 probabilità contro 1 di essere associati); se il l. è minore o uguale a −2, sono indipendenti per 100 probabilità contro 1.... Leggi
In genetica molecolare, processo di trasferimento genico nelle cellule di mammifero in coltura, in cui si utilizzano tratti di DNA come marcatori di selezione. Il marcatore di selezione più usato è un gene che codifica l’amminoglicoside-fosfotrasferasi (APH) e conferisce resistenza alla geneticina (G418), un antibiotico correlato alla neomicina, che uccide le cellule di mammifero bloccandone la sintesi proteica. In presenza di G418 nel terreno di coltura, solo le cellule... Leggi
Nell’antichità classica, panno, generalmente di lino, usato sia come tovagliolo, sia come acconciatura femminile. Gli antichi agronomi chiamarono m. (perché spesso eseguite su tela) ogni rappresentazione grafica di una zona di terreno; di qui l’uso moderno della parola, che in topografia serve a indicare la rappresentazione grafica di una zona di terreno, in cui la scala di riduzione è superiore a 1:10.000, e per estensione è riferito a vari tipi di rappresentazione. biologiaIn genetica, rappresentazione schematica dei geni su un cromosoma e delle loro distanze relative. 1. M... Leggi
Organo ghiandolare impari e mediano, situato dietro lo sterno, nel mediastino anteriore, in rapporto con il pericardio e i grossi vasi (fig. 1). 1. AnatomiaIl t. si divide in 2 lobi, e ciascuno di questi in numerosi lobuli del diametro di 0,5-2 mm (fig. 2), nei quali, con le tecniche di colorazione istologica, si può distinguere una zona centrale (midollare) chiara, composta quasi esclusivamente da cellule del reticolo con scarsi linfociti, e una zona periferica (corticale), scura, con scarse cellule reticolari e numerose cellule peculiari del t. (timociti )... Leggi
Genericamente, la parte centrale di qualche cosa, in quanto appaia più compatta di ciò che la circonda, o perché si consideri come primo elemento di formazione intorno a cui altri elementi si siano raccolti e organizzati. anatomiaN. di un organo è la porzione centrale e ben delimitata, che si distingue dai tessuti circostanti per caratteristiche strutturali (per es., n. polposo del disco intervertebrale; n. centrale della prostata). Nel sistema nervoso centrale il termine n. è riservato a particolari gruppi di cellule nervose ben delimitati e connessi con determinate funzioni... Leggi
Genere di Batteri Eubatteriali della famiglia Rizobiacee, che vivono nel suolo o all’interno dei tessuti delle piante. A. tumefaciens induce tumori duri e molli in radici e fusti di molte piante coltivate, per l’azione di un plasmide, detto plasmide Ti (Tumor inducing). La formazione del tumore è dovuta a un segmento di DNA plasmidico, detto DNA T, che si integra per ricombinazione nel DNA cromosomico della cellula vegetale infettata... Leggi
(o feromone) Sostanza chimica prodotta ed escreta da un animale, che determina, in un altro animale della stessa specie che viene a contatto con essa, una specifica modificazione fisiologica e/o di comportamento. Analogamente ai veri ormoni che, secreti all’interno dello stesso organismo, regolano il funzionamento degli organi, i f., secreti all’esterno dell’organismo, regolano l’ambiente esterno, influenzando lo stato fisiologico dei conspecifici. Essi possono agire: a) direttamente sul sistema nervoso centrale determinando un’immediata modificazione del comportamento (f... Leggi
Sigla di polymerase chain reaction («reazione a catena della polimerasi»), metodologia utilizzata per ottenere quantità che ammontano a μg di copie di segmenti specifici di DNA o di RNA, partendo da quantità minime (anche una sola molecola) presenti in una preparazione di acidi nucleici. Ideata negli anni 1980 da K. Mullis, ha avuto negli anni successivi un tale sviluppo da rivoluzionare molti campi della ricerca di base e applicata... Leggi
Lesione anatomica dovuta alla cessata o marcatamente ridotta irrorazione sanguigna di un tessuto che, pertanto, risulta privato di ossigeno e di fattori nutrizionali (➔ anche ischemia). L’i. si verifica per lo più in seguito a coagulazione del sangue nell’interno di un’arteria (trombosi), alla presenza di un embolo che determini l’ostruzione del vaso (embolia), o a prolungata costrizione di un vaso arterioso terminale (vasospasmo)... Leggi
Ventiquattresima lettera dell’alfabeto latino. linguisticaL’origine della y è la stessa delle lettere u, v, w, da una lettera fenicia che rappresentava la semiconsonante u̯. La lettera che da questa trassero i Greci, Y, ebbe in origine il valore di u vocale, passato presto a ü nella pronuncia ionico-attica. Altri dialetti greci conservarono alla Y la pronuncia u, e appunto con questo valore i Romani adottarono nel loro alfabeto una Y di forma un po’ modificata, che fu la V. Quando poi, nel 1° sec. a.C... Leggi
Ramo delle scienze biologiche che si occupa dello studio e dell’identificazione delle relazioni tra esseri viventi e fossili e rappresenta tali relazioni in sistemi gerarchici che, a loro volta, ne costituiscono la classificazione. 1. S. filogenetica e s. evoluzionisticaIn base ai criteri tassonomici adottati, si distinguono due scuole: quella della s. filogenetica (detta anche cladistica) e quella della s... Leggi
Affezione del tessuto emopoietico caratterizzata dalla proliferazione anomala della cellula staminale, cioè della cellula non ancora differenziata e con molte potenzialità. 1. Caratteri generaliLa trasformazione neoplastica della cellula staminale provoca l’alterazione dei meccanismi che ne regolano la proliferazione e la differenziazione, con conseguente deficit di maturazione della progenie... Leggi