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Membri della comunità cattolica del Libano che dipendono dal patriarcato di Antiochia. Traggono il nome dall’anacoreta Marone (m. inizi 5° sec.), sulla cui tomba ad Apamea, presso l’Oronte, sorse un monastero, divenuto presto centro di vita religiosa. Alla fine del 7° sec., i m. si eressero in patriarcato autonomo e iniziarono le migrazioni verso il Libano, la Mesopotamia e, più tardi, Cipro. Si fecero riconoscere come comunità separata dal califfo Marwān II (744-50). Secondo alcuni storici, aderirono al monotelismo, per rientrare nell’ortodossia nel 12° secolo Leggi
Il pane di farina impastato senza lievito, usato dagli Ebrei durante la Pasqua (secondo le prescrizioni dell’Esodo) e dai cristiani di rito latino nella celebrazione della Messa; i cristiani orientali (tranne Armeni, Maroniti e Malabaresi) usano invece il pane fermentato. Circa il pane usato da Gesù nell’ultima cena, i Vangeli sinottici sembrano avvalorare la prima consuetudine, Giovanni la seconda. Nell’11° sec. tale diversità di usi diede origine alla controversia degli a... Leggi
Famiglia di maroniti libanesi, alcuni dei quali, venuti a Roma, contribuirono nel sec. 18º al diffondersi degli studi orientalistici in Italia. 1. Giuseppe Simonio (Ḥaṣrūn o Tripoli di Siria 1687 - Roma 1768), sacerdote, entrò nel 1710 come scrittore alla Biblioteca Vaticana. Inviato nel 1715 da Clemente XI in Oriente alla ricerca di manoscritti orientali, viaggiò in Siria e in Egitto, dove riuscì ad acquistare quasi interamente la biblioteca del Monastero copto... Leggi
Larga striscia di seta che, posta sulle spalle, pende davanti e dietro. È il distintivo dei vescovi dei vari riti orientali. Presso i Siri e i Maroniti ha un foro per lasciar passare il capo e si porta come lo scapolare.... Leggi
Famiglia di Libanesi maroniti, che nei secc. 19º-20º ha dato varî dotti e letterati benemeriti della rinascenza culturale araba. Il membro principale di essa è Buṭrus al-Bustānī (1819-1883), autore di un dizionario (Muḥīṭ al-muḥīṭ) e di una enciclopedia araba, in collaborazione col figlio Salīm (m. 1884). L'opera fu condotta a termine, morti i due autori, dal loro parente Sulaimān al-Bustānī, cui si deve anche una traduzione in versi arabi dell'Iliade.... Leggi
(turco Antakya) Città della Turchia (186.243 ab. nel 2007), capoluogo della provincia di Hatay, nella fertile valle dell’Oronte, a 80 m s.l.m. La popolazione è mista (Turchi, Alauiti, Greci, Arabi, Armeni) e ripartita in piccoli quartieri, ai quali è da aggiungere il quartiere commerciale, con i suoi suk. La città moderna si sviluppa nel settore NE delle mura giustinianee e si estende soltanto su una parte dell’area occupata dall’antica agglomerazione... Leggi
religioneInsieme dei principi e dell’ordinamento della Chiesa cattolica romana , ossia la società di fedeli che, distinguendosi da tutte le altre comunità cristiane (➔ cristianesimo), ha per capo visibile il papa, considerato vicario di Cristo e successore di Pietro. Caratteristiche della Chiesa cattolica sono l’unità, la santità, la cattolicità e l’apostolicità... Leggi
(arabo Bairūt) Città capitale del Libano (1.792.000 ab. nel 2003), capoluogo dell’omonima provincia (18 km2). Giace sulla costa levantina, su un promontorio con il quale termina un contrafforte del monte Libano; la città lo riveste in buona parte (elevandosi fino a 90 m s.l.m.) con i quartieri antichi sul versante settentrionale, dove si trovano il porto e la stazione ferroviaria e con quelli moderni specialmente verso S... Leggi
Dell’Oriente, cioè in genere dei paesi posti a E dell’Europa, e quindi soprattutto dei paesi asiatici, ma con estensione più o meno vasta secondo il significato che nei vari tempi è stato attribuito a Oriente, in contrapposizione storico-culturale all’Occidente. chimicaIn gemmologia, in generale, pietre o. , le varietà più pregiate di pietre preziose, che, almeno in passato, provenivano dall’India: per es., topazio o. , varietà di topazio di colore giallo zafferano;smeraldo o. , varietà di corindone di colore verde. istruzioneIstituto universitario o... Leggi
Complesso dei riti e delle cerimonie propri di un culto religioso. La formazione della l. è determinata da due motivi: la necessità di fissare in forme adatte la vita e la professione della religione, che per sé non hanno forma né regola per poter essere tramandate; e il desiderio di rappresentare il contenuto religioso in maniera visibile. Complessivamente si può dire che la l. fornisce quelle forme fisse di espressione di cui ha bisogno la religiosità collettiva e quindi essa ha anche una funzione sociale, in quanto unifica la comunità nella pratica religiosa. 1. L... Leggi
Dottrina cristologica, diffusa nella Chiesa bizantina nel 7° sec., elaborata per superare le dispute attorno al modo di operare delle due nature in Cristo. Storicamente nasce come affermazione di monoenergismo (in Cristo unicità di operazione, di attività). Durante i 60 anni di vita che si è soliti assegnare a questo tentativo di unione teologico-politica (619-79), compaiono varie formule monotelite, ognuna con un suo aspetto... Leggi
(arabo Lubnān) Stato dell’Asia sud-occidentale, affacciato sul Mediterraneo orientale (Mar di Levante), confinante a N e a E con la Siria, a S con Israele. 1. Caratteristiche fisicheNel territorio del Libano sono ben riconoscibili alcuni elementi fisiografici che si allungano in direzione NNE-SSO: la fascia costiera; la catena del L.; la pianura interna Valle della Beqaa (l’antica Celesiria); i rilievi delle catene dell’Ermon e dell’Antilibano. La fascia costiera, larga dai 3 ai 20 km, dal livello del mare sale verso una zona collinosa fino a un’altitudine di 1500 m di quota... Leggi