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(USA 1925, Il fantasma dell'Opera, bianco e nero/colore, 101m a 20 fps); regia: Rupert Julian, (sequenze aggiunte nella versione sonora) Edward Sedgwick, Ernst Laemmle; produzione: Carl Laemmle per Universal-Jewel; soggetto: dal romanzo Le fantôme de l'Opéra di Gaston Leroux; sceneggiatura: Raymond Schrock, Elliott J. Clawson, (dialoghi della versione sonora) Frank McCormack; fotografia: Virgil Miller, Charles Van Enger; montaggio: Maurice Pivar; scenografia: Charles D... Leggi
Il film a episodi in Italiadi Masolino d'AmicoL'espressione f. a e. designa una struttura cinematografica articolata in più parti, ciascuna delle quali rappresenta un'entità narrativa indipendente; il raccordo tra le varie parti può essere costituito dall'unità del tema (o della cornice narrativa, o da un unico autore letterario di riferimento), o dall'interprete (o coppia di interpreti) o dal regista. La brevità del racconto è funzionale all'incisività di un ritratto, di una critica di costume, o di un'idea drammatica. In Italia il f. a e... Leggi
Rapporti con il cinema: il cinema dadaistaCome scrisse nel 1948 Tristan Tzara in Le surréalisme et l'après-guerre, "Dada nacque da un'esigenza morale, da una volontà implacabile di attingere un assoluto morale, dal sentimento profondo che l'uomo, al centro di tutte le creazioni dello spirito, dovesse affermare la sua preminenza sulle nozioni impoverite della sostanza umana, sulle cose morte e sui beni male acquisiti... Leggi
La storia dell'a. c., o meglio del cinema d'avanguardia o sperimentale, è strettamente legata alla storia del cinema nella sua evoluzione tecnico-espressiva, nel senso che, una volta conquistata una propria autonomia artistica e un posto nell'ambito delle arti, il cinema si interrogò sui vari aspetti e caratteri del linguaggio filmico, sia in rapporto agli altri linguaggi artistici ‒ soprattutto il teatro all'inizio, e in seguito le arti figurative e la musica ‒ sia all'interno di una sua individuazione formale. Attorno agli anni Dieci del 20° sec... Leggi
Nel lessico cinematografico, il termine formato designa da un lato la larghezza della pellicola, indicata in millimetri e in maniera ellittica, dall'altro, in modo estensivo, le dimensioni dell'immagine proiettata sullo schermo. Il formato della pellicolaNel corso dei suoi cento e più anni di storia, il cinema, attraverso l'evoluzione della tecnica, ha subito drastici cambiamenti, come testimoniano l'avvento del sonoro, del colore e del digitale: ma il f. della pellicola considerato standard è stato fin dalle origini il 35 mm. Tale f. nacque nel maggio 1899, quando Thomas A... Leggi
Pittore, regista, storico e teorico tedesco del cinema sperimentale, nato a Berlino il 6 aprile 1888 e morto a Muralto (Locarno) il 1° febbraio 1976. Tra i massimi esponenti dell'avanguardia storica (v. avanguardia cinematografica e sperimentale, cinema), R. è stato uno dei primi artisti a porsi il problema del rapporto tra pittura e cinema e a realizzare film astratti all'inizio degli anni Venti... Leggi
(Germania 1919, La bambola di carne, bianco e nero, 60m a 20 fps); regia: Ernst Lubitsch; produzione: Projektions-AG Union; soggetto: da motivi dell'omonima operetta di A.E. Willner, ispirata a racconti di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann; sceneggiatura: Hanns Kräly, Ernst Lubitsch; fotografia: Theodor Sparkuhl; scenografia e costumi: Kurt Richter.Ernst Lubitsch trae da una scatola degli oggetti, con i quali dispone uno scenario in miniatura: una casa, un prato, alcuni alberi. Vi colloca... Leggi
(Italia/Germania/Francia 1947, 1948, bianco e nero, 78m); regia: Roberto Rossellini; produzione: Roberto Rossellini, Salvo D'Angelo, Alfredo Guarini per Tevefilm/ Sadfi/UGC; sceneggiatura: Roberto Rossellini, Carlo Lizzani, Max Colpet, Sergio Amidei; fotografia: Robert Juillard; montaggio: Eraldo da Roma; scenografia: Piero Filippone; musica: Renzo Rossellini... Leggi
Genere cinematografico di impianto psicologizzante, nato agli inizi degli anni Venti del Novecento in Germania sull'esempio del teatro intimista dei Kammerspiele, fondati da Max Reinhardt a latere del Deutsches Theater di Berlino nel 1906 e inaugurati dalla messa in scena di Frühlings Erwachen di F. Wedekind diretto dallo stesso Reinhardt. Nella piccola sala dei Kammerspiele venivano presentati drammi con pochi attori (di preferenza tre personaggi) e dalle scenografie simboliche... Leggi
(Francia/Italia 1953, I gioielli di Madame de…, bianco e nero, 100m); regia: Max Ophuls; produzione: Ralph Baum per Franco-London/Indusfilms/Rizzoli; soggetto: dall'omonimo romanzo di Louise De Vilmorin; sceneggiatura:Marcel Achard, Max Ophuls, Annette Wademant; fotografia: Christian Matras; montaggio:Boris Lewyn; scenografia: Jean d'Eaubonne; costumi: Georges Annenkov, Rosine Delamare; musica:Georges Van Parys.Parigi 1932... Leggi
Società austriaca di produzione cinematografica, fondata a Vienna nel dicembre del 1938 a seguito della statalizzazione operata dal regime nazista della Tobis-Sascha Film. Artefice dell'operazione che permise il passaggio della Tobis-Sascha in mani tedesche fu il finanziere Max Winkler con la sua Cautio-Treuhand GmbH, già attivo negli anni precedenti per favorire il passaggio sotto il controllo del Terzo Reich dell'intera industria cinematografica tedesca. Sotto la nuova... Leggi
Reinhardt, MaxNome d'arte di Maximilian Goldmann, regista teatrale e cinematografico austriaco, naturalizzato statunitense nel 1940, nato a Baden (presso Vienna) l'8 settembre 1873 e morto a New York il 30 ottobre 1943. Dominatore e riformatore della scena teatrale europea, grazie al suo eclettismo (sostenuto da ampiezza di interessi culturali e gusto per la sperimentazione) poté affrontare un repertorio vastissimo, imponendo la concezione novecentesca del regista quale unico vero creatore... Leggi