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meditazióne trascendentale In psicologia, locuzione con cui si definisce una tecnica psicoterapeutica di autoconcentrazione e di addestramento al controllo di alcuni stati emotivo-cognitivi in alterato equilibrio. Le tecniche di meditazione trascendentale (respirazione rilassata e ripetizione di un mantra diverso da soggetto a soggetto) derivano da tecniche indù diffuse da Maharishi Mahesh e utilizzate indipendentemente dal corpo delle discipline filosofico-religiose cui erano direttamente... Leggi
meditazione trascendentale In psicologia, tecnica psicoterapeutica di addestramento al controllo di alcuni stati emotivo-cognitivi in equilibrio alterato. Le tecniche derivano da quelle indù diffuse da Maharishi e sono state proposte per la terapia di disturbi emotivi e ansiosi. La loro importanza risiede nella dimostrazione che è possibile agire sullo stato emotivo e sulle basi fisiologiche attraverso il controllo in feedback di funzioni considerate automatiche e involontarie.... Leggi
Arte e uso di comporre versi all’improvviso, senza preparazione e meditazione, o di comporre musica nell’atto stesso di eseguirla. È detta i. l’opera stessa, letteraria o musicale che si compone improvvisando. letteratura Dalle fonti si evince che l’i. poetica fu praticata in ogni tempo. Cicerone (De orat. III, 194) ricorda l’abilità di Antipatro di Sidone di «fundere ex tempore» versi di ogni metro. Petrarca, riprendendo la notizia da Cicerone, ne trae motivo per biasimare gli... Leggi
Concentrazione della mente nella meditazione di cose divine o spirituali. È elemento comune di varie e diverse forme di esperienza religiosa, soprattutto intendendola come ricerca e possesso – intellettuale e affettivo – dell’oggetto proprio della vita religiosa. È pertanto elemento importantissimo di quelle filosofie religiose che, come quelle dell’India (e dell’Estremo Oriente), dalle Upaniṣad alle varie scuole e sette buddhistiche, valorizzano anche l’amore insieme con l’intelletto... Leggi
Śāntiniketan Eremo (āśrama) indiano fondato nel 1863 da Devendranāth Tagore circa 140 km a NO di Calcutta, allo scopo di crearvi un rifugio sereno per la meditazione, aperto a chiunque. Suo figlio, il famoso poeta Rabindranàth Tagore, vi creò nel 1901 una scuola per risuscitarvi l’antico sistema di educazione indiana, basato sulla comunione tra maestro e discepoli a contatto della natura (l’insegnamento si svolge all’aperto). Diretto da Tagore fino alla sua morte (1941), Ś. ricevette nel 1922... Leggi
Forma di yoga in cui la meditazione, considerata mezzo per conseguire la conoscenza che dà la liberazione, insegna a conseguire un certo grado di controllo della mente. Influendo insieme sulla vita psichica e su quella fisica dell’individuo, pensate come strettamente congiunte, cerca di compiere una sorta di astrazione immediata dal piano dell’esperienza quotidiana, umana e terrena.... Leggi
La meditazione è l'unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all'interno di un tempio.
Osho Rajneesh
La meditazione è un lavoro della mente per riscaldare il cuore.
Giuseppe Allamano
Forma di buddhismo giapponese, derivata nel 12°-13° sec. dalla scuola cinese Chan. Lo z. riduce la tecnica ascetica alla sola meditazione (zen), che peraltro non deve concentrarsi su alcun oggetto, per quanto elevato esso sia (neanche la stessa Illuminazione può essere oggetto dello z.). Il modo usuale è la seduta di meditazione (zazen); la percezione dell’identità tra il vuoto e il meditante, che è la realizzazione soterica dello z., si ha in una illuminazione improvvisa, il satori... Leggi
Tendenza poetica (anche dolce stil novo) diffusa in Toscana tra la seconda metà del 13° e l’inizio del 14° sec., così chiamata dalla critica moderna sulla base di versi di Dante (Purg. XXIV, 49-62). Sua materia poetica è l’amore, sia in quanto confessione sentimentale, sia e soprattutto in quanto meditazione sulla sua essenza filosofica e sui suoi effetti psicofisiologici e soprattutto morali.Lo s... Leggi
Termine («vecchio») con cui tradizionalmente è indicata l’antichissima figura di monaco russo che, anche senza essere sacerdote, diviene guida spirituale, grazie alla vita di preghiera, di rinunce e di meditazione, di comunione mistica con Dio.... Leggi
Pseudonimo della scrittrice Anna Radius Zuccari (Milano 1846 - ivi 1918). Caratteristica delle sue opere, sia di meditazione o autobiografiche (L'amor platonico, 1897; Una giovinezza del sec. XIX, post., 1919), sia narrative (Teresa, 1886, il suo romanzo migliore; Lydia, 1887; Crevalcore, 1907), è un'esigenza morale che, mentre le fa vagheggiare per la donna, in reazione al dilagante materialismo, una più profonda vita spirituale, la tiene poi lontana dagli opposti eccessi del... Leggi
Diagramma geometrico costituito per lo più da linee e cerchi concentrici, utilizzato nell’induismo e in particolare nel tantrismo come ausilio alla meditazione rituale in quanto visualizzazione astratta di una divinità o di un aspetto di essa, generalmente associato a un mantra.... Leggi
Presso i Romani si diceva d. (devotio) l’offerta agli dei di persone o cose determinate, come vittime, per stornare un pericolo dalla comunità. Tipica è la devotio di Publio Decio Mure. Nell’età imperiale fu frequente la devotio pro salute principis, offerta agli dei della propria vita in cambio di quella dell’imperatore. Fu diffusa anche la devotio individuale, la pratica cioè di esercitare vendetta su nemici privati con formule scritte su tavolette (➔ defissione). Nella teologia cattolica, la d. è sottomissione totale a Dio. S... Leggi