119 risultati
alcalini, metalli Metalli del primo gruppo del sistema periodico (litio, sodio, potassio, rubidio e cesio); elettropositivi, reagiscono facilmente e violentemente con l’acqua sviluppando idrogeno e dando idrossidi basici. Non si trovano liberi in natura ma sotto forma di composti; la reattività cresce gradualmente passando dagli elementi a minore a quelli a maggiore massa atomica.... Leggi
Elemento chimico del gruppo dei metalli alcalini, simbolo Rb , numero atomico 37, peso atomico 85,47. Sono noti 2 isotopi naturali del r., 8537Rb (72,2%) e 8737Rb (27,8%), quest’ultimo debolmente radioattivo. L’elemento fu scoperto per via spettroscopica da R.W. Bunsen e G.R. Kirchhoff nel 1861; il nome deriva dal fatto che esso presenta 2 righe rosse brillanti nello spettro. Il r. è un metallo tenero di aspetto simile a quello dell’argento; fonde a 39 °C, ma anche al disotto di 0 °C... Leggi
Elemento chimico del gruppo dei metalli alcalini, scoperto da J.A. Arfwedson (1817) nel minerale petrolite, ma isolato nel 1855 da R.W. Bunsen e collaboratori. Simbolo Li, numero atomico 3, peso atomico 6,94. È moderatamente diffuso in natura (65 parti per milione nella crosta terrestre): è contenuto in alcune acque minerali, nelle ceneri di molte piante (tabacco, tè ecc.) e in diversi minerali... Leggi
Elemento chimico del gruppo dei metalli alcalini, scoperto nei sali da A.S. Marggraf nel 1758 e isolato come metallo da H. Davy nel 1807. Simbolo Na, numero atomico 11, peso atomico 22,9898; del s. si conoscono un solo isotopo stabile, 23Na, e vari isotopi instabili; è molto diffuso in natura sotto forma di composti, nei quali si comporta da monovalente. Fonde a 97,8 °C, bolle a 881,4 °C e ha densità di 0,97 g/cm3. 1. Caratteristiche, proprietà e impiegoIl s... Leggi
biologiaE. genetico trasponibileUnità genetica in grado di inserirsi in un cromosoma, uscirne e reinserirsi successivamente in una diversa posizione. Con tale locuzione sono altresì indicate le sequenze di inserzione, i trasposoni, alcuni batteriofagi e gli e. di controllo , capaci di rendere un gene bersaglio mutante instabile. Gli e. di controllo sono stati identificati nei primi anni 1950 da B. McClintock. E. intensificatore(enhancer). Sequenza di DNA virale, che aumenta l’efficienza della trascrizione e può funzionare situata sia a monte sia a valle del promotore... Leggi
Elemento chimico del gruppo dei metalli alcalini, scoperto per via spettroscopica da R.W. Bunsen e G.R. Kirchhoff nel 1860; simbolo Cs, numero atomico 55, peso atomico 132,91. L’isotopo 137 è prodotto in grande quantità nel riprocessamento degli elementi di combustibile dei reattori nucleari. È un metallo tenero, duttile, di colore bianco argenteo molto reattivo; è il più elettropositivo fra i metalli; fonde a 28,5 °C; bolle a 678 °C, reagisce in modo esplosivo con l’acqua con sviluppo di... Leggi
Composti cianici del ferro trivalente contenenti lo ione [Fe(CN)6]3−. Si formano trattando i ferrocianuri con una sostanza ossidante; quelli dei metalli alcalini e alcalino-terrosi sono solubili in acqua, gli altri sono insolubili. Trattati con una soluzione di un sale ferrico, i f. danno colorazioni brune ma non precipitano; con sali ferrosi danno precipitato azzurro. Il f. di potassio , detto anche prussiato rosso, K3[Fe(CN)6], è il più importante dei f. alcalini... Leggi
(o eteri corona) Famiglia di polieteri ciclici derivanti principalmente dal glicol etilenico o da glicoli etilenici sostituiti. Sono fra i più semplici e interessanti leganti macrociclici della chimica supramolecolare. La loro scoperta si è avuta nel 1967 a opera del chimico norvegese Charles Pedersen, che nell’ambito di una ricerca sull’azione complessante di svariati agenti chimici sugli ioni metallici riuscì a sviluppare la sintesi di questa nuova classe di molecole analoghe, chiamate c... Leggi
In chimica, composti binari dell’azoto con un metallo. Si possono considerare formalmente derivati dall’ammoniaca per sostituzione degli atomi d’idrogeno con quelli di un metallo; si preparano per combinazione diretta degli elementi. Non sono considerati parte di questa classe i derivati metallici dell’acido azotidrico (azidi). I n. si possono suddividere sulla base del tipo di legame tra azoto e metallo: i n. ionici , formati dai metalli alcalini e alcalino-terrosi (per es., n... Leggi
Triidruro di arsenico, AsH3, noto anche come idrogeno arsenicale . Si presenta come un gas incolore e infiammabile, altamente tossico e caratterizzato da un caratteristico odore agliaceo. Si ottiene per decomposizione con acqua degli arseniuri dei metalli alcalini oppure per riduzione con idrogeno nascente dell’arsenico o di qualunque suo composto inorganico. Questa reazione, detta di Marsh, veniva usata come test per la ricerca dell’arsenico poiché l’a. per decomposizione termica forma... Leggi
Composto chimico contenente lo ione O2̇− (detto esso stesso s.), con un elettrone non accoppiato, che conferisce proprietà paramagnetiche; per metterne in evidenza la natura di radicale, è anche indicato con il simbolo O2̇−. Sono noti i s. dei metalli alcalini, la cui stabilità, per effetto delle diverse energie reticolari, cresce al crescere del raggio dello ione alcalino: così, mentre il s. di sodio si può ottenere solo per reazione del perossido con ossigeno ad alta temperatura... Leggi
Sale dell’acido cianidrico, formato dal radicale −CN legato a un metallo. I c. si dividono in semplici e in doppi o complessi. I c. semplici hanno formula generale MeCN, dove Me è un metallo monovalente. I c. dei metalli alcalini (sodio, potassio ecc.) e alcalino-terrosi (calcio, bario) sono solubili in acqua; quelli dei metalli pesanti sono poco solubili (eccettuato quello del mercurio). Il c... Leggi