Restringimento del diametro pupillare provocato dalla costrizione dell’iride. In condizioni fisiologiche si ha m. quando l’occhio è colpito da luce intensa (➔ pupilla); in condizioni patologiche si verifica per lesioni del simpatico cervicale (m. paralitica ), in alcune intossicazioni ecc. La m. può anche essere provocata da alcuni farmaci (miotici ) parasimpaticomimetici o simpaticolitici. Leggi
In anatomia, l’orifizio circolare situato al centro dell’iride, attraverso cui penetra nell’occhio la luce. In uguali condizioni di illuminazione le p. hanno uguale ampiezza nei due occhi (isocoria); si dilatano (midriasi) e si restringono (miosi) grazie all’attività dell’apparato muscolare dell’iride, per effetto degli stimoli luminosi, negli atti di accomodazione, per l’intervento di particolari fattori (farmacodinamici, ormonici, psichici) che agiscono sul sistema nervoso vegetativo... Leggi
Flogosi del tessuto muscolare striato, che può colpire un solo muscolo (m. isolata ) o più muscoli (➔ polimiosite). Le m. si distinguono in aspecifiche e specifiche. Le prime, divenute molto rare dopo l’avvento degli antibiotici, sono dovute, nella maggior parte dei casi, ai comuni germi piogeni; decorrono in maniera acuta o cronica. Le m. specifiche sono la m. tubercolare , che decorre in maniera cronica ed evolve generalmente verso la caseificazione e la fistolizzazione, e la m... Leggi
Pratica usata nei vari rami della chirurgia per sopprimere temporaneamente e reversibilmente la sensibilità dolorifica e rendere possibili gli interventi operatori, detta anche anestesia generale (➔ anestesia). È realizzata mediante particolari farmaci (narcotici ), somministrati, a seconda dei casi, per inalazione, per via endovenosa o altra via. Il narcotismo è l’intossicazione da narcotici, di cui sono sintomo la rigidità delle pupille in miosi e, nelle forme gravi, il coma... Leggi
In anatomia, una delle due sezioni costituenti il sistema nervoso vegetativo (➔ nervoso, sistema), essendo l’altra costituita dall’ortosimpatico (➔ simpatico). La parasimpaticotonia è la prevalenza dell’eccitabilità della porzione parasimpatica del sistema nervoso vegetativo rispetto a quella simpatica, detta anche vagotonia; rappresenta talora una caratteristica familiare; può essere generalizzata o localizzata a una parte del p. (parasimpaticotonia sacrale o cranica)... Leggi
Stato di completa perdita della coscienza, della motilità volontaria e della sensibilità, con conservazione, parziale o totale, delle funzioni vegetative (circolazione, respirazione ecc.). In base alla gravità della sintomatologia si distinguono quattro gradi di c.: il primo con un semplice stato patologico di sonnolenza; il secondo (c. vigile ), con possibilità di reazione alle stimolazioni energiche; il terzo (c. poco profondo ), con torpore che si attenua dietro stimolazione, persistenza degli ordinari riflessi e di quelli di difesa; il quarto (c... Leggi
Motilità dell’occhio. Si distingue una o. estrinseca, cioè quella propria del bulbo oculare, rispetto all’orbita, e una o. intrinseca che interessa la muscolatura dell’iride. 1. O. estrinsecaL’o... Leggi
Disturbo, generalizzato o distrettuale, a carico della funzione della muscolatura volontaria, caratterizzato da contrazioni prolungate (e, quindi, da ritardata decontrazione), che risulta più accentuato quando il movimento è eseguito energicamente. La m. è sintomo fondamentale di due malattie ereditarie: la m. atrofica (o distrofia miotonica) e m. congenita (o malattia di A.J. Thomsen). La m. atrofica provoca atrofia dei muscoli della masticazione, della deglutizione ecc... Leggi
Sigla di rapid eye movements, che in neurofisiologia indica la fase del sonno caratterizzata da movimenti rapidi degli occhi, scomparsa della sincronizzazione dell’elettroencefalogramma e modificazioni dell’elettromiogramma, nonché da alterazioni varie del sistema nervoso autonomo (miosi, aritmie cardiache, ipotensione arteriosa ecc.). Nell’uomo coincide con il periodo di più intensa attività percettiva e cognitiva, in cui si organizzano gli elementi del sogno.... Leggi
Centro c.Centro nervoso che determina la dilatazione della pupilla: è situato nel midollo spinale, nel tratto cervico-dorsale.Riflesso c.Costrizione della pupilla (miosi) consecutiva a stimolazione dolorosa tattile (puntura) dell’eminuca omolaterale.... Leggi
Sindrome dovuta a lesione irritativa o distruttiva (tumori ecc.) del centro ciliospinale di Budge (8° segmento cervicale e 1° dorsale del midollo spinale) o delle sue vie nervose con midriasi, esoftalmo ecc. (irritativa) fino alla sindrome o. paralitica con miosi, enoftalmo, restringimento della rima palpebrale (distruttiva).... Leggi
In fisiologia, quasi continuo e alternativo movimento di dilatazione e restringimento che si osserva normalmente a carico delle pupille in rapporto al succedersi di impulsi sensoriali o psichici (che per lo più provocano dilatazione o midriasi) e di stimoli luminosi (che causano restringimento o miosi).... Leggi
MIOSITI (dal gr. μῦς "muscolo"). - Sono così denominate le affezioni infiammatorie dei muscoli, acute o croniche. Sede del processo infiammatorio è generalmente dapprima il tessuto connettivo che si trova tra i fascetti di fibre muscolari e solo secondariamente degenerano o sono distrutte le fibre muscolari stesse. Bisogna distinguere perciò dalle miositi tutte le alterazioni dei muscoli primitivamente degenerative, quelle cioè che costituiscono la base anatomica delle atrofie muscolari progressive, deuteropatiche o protopatiche, consecutive cioè o non ad alterazioni nervose. Leggi
PUPILLA (dal lat. pupilla; fr. prunelle; sp. prunela; ted. Pupille; ingl. pupil). - Forame circolare, aperto quasi nel mezzo dell'iride (lievemente più vicino al margine nasale), con un diametro medio di 3 mm., ma variabile, per il quale penetra la luce. Leggi
CAROTIDEO, GLOMERULO. - È detto anche ghiangola carotidea e, in seguito alle vedute del Kohn che vi avrebbe riconosciuto i caratteri d'un paraganglio simpatico, fu denominato paraganglio carotico e fu compreso nel gruppo degli organi cromaffini (v. cromaffine, sistema).Nell'uomo è un corpicciuolo della grandezza e della f0rma di un grano di frumento o d'una lenticchia, situato medialmente, alla estremità terminale dell'arteria carotide comune, o a livello della biforcazione dei suoi due rami terminali. È relativamente più sviluppato nel neonato e nel bambino che nell'adulto. Leggi
PILOCARPINA. - Alcaloide delle foglie del Pilocarpus pinnatifolius (Jaborandi). La farmacopea italiana (1929) registra il cloridrato di pilocarpina (pilocarpinum hydrochloricum: C11H16N2O2•HCl) in cristalli bianchi, aghiformi o lamellari, inodori, amari, deliquescenti, solubili in acqua.Piccole dosi di pilocarpina (0,01-0,02 gr.) per bocca o sottocutaneamente dànno innanzi tutto una sindrome nitritoide: rossore al volto e alle parti superiori del tronco, pesantezza al capo, sensazione di calore, pulsazioni alle carotidi. Leggi
MORFINA (C17H19O3N + H2O). - È il primo alcaloide estratto dal regno vegetale. Scoperta causalmente nell'oppio da C. Derosne fu riconosciuta come alcaloide da F. W. Sertürner nel 1806, e da lui chiamata, per le proprietà sedative, analgesiche e ipnotiche, morphium (da Μορϕεύς "dio del sogno"). Gay Lussac le diede l'attuale suo nome e A. Laurent ne stabilì nel 1848 la composizione centesimale.La morfina è ammina terziaria metilata all'azoto: dei tre atomi di ossigeno uno costituisce un ossidrile fenolico, l'altro un gruppo alcoolico secondario, il terzo è di tipo etereo. Leggi
AGGRESSIVI CHIMICI (I, p. 888). - Per la maggior importanza assunta in questi ultimi anni, in materia di guerra chimica, dalle sostanze aggressive non asfissianti rispetto alle asfissianti, la voce asfissianti, gas (v. in IV, p. 830) è aggiornata sotto il più appropriato esponente aggressivi chimici.Principali aggressivi chimici. - Fra i principali aggressivi chimici preparati durante questi ultimi anni, ma di cui solamente ora si comincia a parlare, si devono ricordare soprattutto l'azoto- iprite e il fluofosfato di isopropile. Leggi
NERVOSO, SISTEMA (XXIV, p. 609; App. II, 11, p. 400).Sistema nervoso centrale: Fisiologia generale del neurone, p. 239; Fisiologia del midollo spinale, p. 242; Fisiologia del tronco dell'encefalo, p. 243; Fisiologia del cervelletto, p. 245; Fisiologia del diencefalo, p. 248; Fisiologia del telencefalo, p. 250; Le attività plastiche dei centri nervosi, p. 255. - Sistema nervoso periferico: Fisiologia, p. 257. - Sistema neurovegetativo: Fisiologia, p. 257. - Bibliografia, p. 257. Leggi
NERVOSO, SISTEMA (lat. scient. Systema nervorum).Sommario. - Generalità: Anatomia comparata, p. 609; Il sistema nervoso nell'uomo, p. 611. - Sistema nervoso centrale, p. 612; Fisiologia generale, p. 612; Fisiologia del midollo spinale, p. 614; Fisiologia del midollo allungato, p. 618; Fisiologia dell'istmo encefalico, p. 619; Fisiologia del cervelletto, p. 619; Fisiologia del cervello anteriore, p. 620; Fisiopatologia e patologia, p. 622; Fisiopatologia dell'encefalo, p. 623; Fisiopatologia del midollo spinale, p. 627; Semeiotica, p. 628; Radiologia, p. 629. Leggi
MUSCARINA. - Alcaloide di alcuni funghi tossici, come l'Amanita muscaria, preparato anche sinteticamente per ossidazione della colina; privo di applicazioni terapeutiche, antagonista dell'atropina. È tipico veleno del sistema autonomo. A dosi estremamente piccole eccita le terminazioni intracardiache del nervo vago, fa diminuire il numero delle pulsazioni e il consumo d'ossigeno da parte del cuore abbassa la pressione sanguigna, arresta il cuore in diastole. La fibra cardiaca si mantiene eccitabile tanto allo stimolo elettrico quanto a quello farmacodinamico. Leggi
HORNER, Johann Friedrich. - Oftalmologo, nato il 27 marzo 1831 a Zurigo, ivi morto il 20 dicembre 1886. Allievo di K. Ludwig e di E. Hasse, si laureò a Zurigo nel 1854; fu assistente a Berlino di A. v. Gräfe, studiò a Parigi presso L. A. Desmarres; tornato nel 1856 a Zurigo, nel 1862 divenne direttore della clinica oculistica e nel 1873 professore ordinario. Leggi