32 risultati
biologiaGruppo di individui allevati in laboratorio, selezionati per uno o più caratteri e derivati da un progenitore comune. Per es.: c. di mutanti di Drosophila, c. cellulare, formato da cellule derivate per selezione da cellule dotate di particolari marcatori; c. batterico, selezionato per caratteri vari come per es. la resistenza a certi antibiotici.botanicaParte inferiore delle piante legnose, da cui si alza il tronco e da dove si diramano le radici e spesso nascono molti polloni... Leggi
Protagonisti dell'omonimo fumetto di S. Lee (n. 1922) e J. Kirby (1917-1994), sono un gruppo di 'mutanti' dotati di superpoteri, addestrati dal prof. Xavier (X appunto). Lanciate nel 1963 dalla Marvel, le storie degli X-M. sono incentrate spesso sui temi dell'odio e della paura. Hanno registrato nel tempo un notevole successo, rinnovato nei primi anni del 2000 dalla fortunata trilogia cinematografica loro dedicata.... Leggi
Genere (Saccharomyces) di Funghi Ascomiceti della famiglia Saccaromicetacee, caratterizzati da cellule rotonde, ovali o allungate, che si moltiplicano per gemmazione, producendo talora forme filamentose o miceliari, settate. Largamente diffusi in tutta la superficie terrestre, i s. crescono su materiali organici di origine vegetale (in particolare, frutti maturi, nettari di fiori, essudati zuccherini di tessuti vegetali), che costituiscono il substrato ideale per il loro sviluppo... Leggi
biologiaProcesso che genera in una cellula diploide o parzialmente diploide nuovi geni o combinazioni cromosomiche che non si trovano in queste cellule o nei loro progenitori. La r. permette di ottenere corredi genetici contenenti nuovi assortimenti di geni; negli organismi a riproduzione sessuale (animali, piante) avviene durante il processo meiotico, mediante il crossing over fra i cromosomi omologhi (➔ meiosi). R. di informazioni genetiche è presente anche nei batteri, nei virus, nei plasmidi e nei mitocondri. La r. negli organismi a riproduzione sessuale fu scoperta da T... Leggi
biologia Variazione ereditaria della struttura del materiale genetico, spontanea o indotta da agenti mutageni fisici o chimici. Il termine fu usato da H. De Vries (1901), l’ideatore della teoria delle m. o mutazionismo. Egli riteneva che le m. fossero sempre rappresentate da deviazioni notevoli rispetto alla norma (forme nane e forme giganti, foglie strette e foglie larghe ecc.), così da cadere fuori della curva normale di variabilità. Secondo gli studi successivi sono considerate m... Leggi
Sostanze o farmaci che combattono le infezioni virali. Fra le molte sostanze di cui sono state descritte, soprattutto in vitro, proprietà contro i virus rientrano i sulfamidici, gli antibiotici, gli estratti di piante, i prodotti sintetici. I virus, parassiti endocellulari obbligati, utilizzano il macchinario energetico e biosintetico della cellula ospite e si replicano liberamente nel citoplasma o nel nucleo. Per questo motivo le sostanze che interferiscono con la replicazione virale potrebbero presentare effetti negativi anche sulla salute dell’ospite... Leggi
Pianta annua (Zea mays; v. fig.) chiamata comunemente anche granoturco , o granone, o frumentone, unica specie del genere Zea, della famiglia delle Poacee. 1. Cenni botanici e classificazioneIl m. ha fusto robusto, pieno (di midollo), foglie ampie e fiori monoici: i maschili riuniti in un’infiorescenza apicale digitata; i femminili in più infiorescenze a spiga composta (detta volgarmente pannocchia) avvolte da brattee e inserite a ciascun nodo della metà superiore del fusto... Leggi
In biologia, c. batterica , metodo artificiale di coltivazione dei batteri in un mezzo che può essere liquido (brodo, latte, siero, sangue) o solido (gelatina, agar); il terreno nutritivo preparato sterilmente è allestito in un recipiente sterile (provetta, piastra) protetto da tappo di cotone o da coperchio di vetro e conservato in termostato. La c. può essere pura o isolante quando ottiene i batteri allo stato di assoluta purezza, aerobia o anaerobia a secondo della natura dei germi cui è destinata. Si hanno c... Leggi
biologia R. del DNAIn biologia molecolare, la reintegrazione della funzionalità delle molecole di acido desossiribonucleico (DNA) che hanno subito un danno. Alcuni danni sono dovuti all’azione di sostanze mutagene o cancerogene ambientali, altri sono il risultato di errori che si verificano nel corso dei normali processi del metabolismo cellulare. La mancata r. del danno determina un accumulo di mutazioni, cioè di cambiamenti permanenti del DNA... Leggi
In genetica, l’insieme dei processi chimico-fisici che portano a una mutazione. Gli agenti mutageni sono composti chimici (m. chimica) e radiazioni (m. fisica). La classe dei mutageni fisici è costituita dalle radiazioni ionizzanti (raggi X, raggi γ, particelle α e β ecc.), dalle radiazioni ultraviolette e dalla temperatura... Leggi
In genetica molecolare, inattivazione dell’espressione genica. Anche se comprende i fenomeni di controllo epigenetico dell’espressione genica mediati da modificazioni ereditabili del DNA (➔ metilazione) o della struttura della cromatina, il termine si riferisce più specificamente a un gruppo di fenomeni di inattivazione dell’espressione genica indotti da interazioni fra sequenze di DNA omologhe.Uno dei primi casi studiati di s. genico determinato dall’interazione tra alleli è stato il fenomeno osservato nelle piante e chiamato paramutazione... Leggi
Unità ereditaria localizzata nei cromosomi, che attraverso l’interazione con ambiente interno ed esterno controlla lo sviluppo di un carattere o fenotipo. Può autoreplicarsi ed essere trasmesso ai discendenti. Il termine è stato introdotto nel 1909 dal botanico e genetista danese W.L. Johannsen. Ogni g. controlla uno o più caratteri, come il colore degli occhi e dei capelli, la velocità di coagulazione del sangue ecc. Secondo la teoria classica del g... Leggi