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Letterato (Arezzo 1492 - Venezia 1556). Commentatore mordace di uomini ed eventi, nonostante i nemici che inevitabilmente si fece riuscì a mantenere salda la sua posizione. Fu autore di rime, di commedie (tra cui La Cortigiana, 1525), di sei libri di Lettere (1537-57) e dei celebri dialoghi tra prostitute (Ragionamenti, 1534-36), lavori questi, come tutti gli altri, contraddistinti da un tipico antipedantismo letterario... Leggi
concentraménto, campi di Luoghi di internamento e di restrizione della libertà personale per soldati nemici catturati e civili considerati pericolosi per l'ordine interno. La prima applicazione su vasta scala dell'internamento di civili si ebbe nel corso della guerra anglo-boera (1900-02), quando gli inglesi decisero di trasferire in c. di c. le famiglie dei guerriglieri per domarne la resistenza. Durante la Prima guerra mondiale le nazioni belligeranti vi fecero ricorso. I regimi totalitari... Leggi
(ebr. Shōfĕṭīm) Condottieri ebrei che, dopo la conquista della Palestina, apparvero in vari luoghi e momenti per guidare il popolo contro nemici e oppressori. Danno nome a un periodo della storia ebraica che dura circa 2 secoli (12° e 11° a.C.) e che è stato anche definito ‘carismatico’, perché l’autorità dei G. era basata sulla grazia divina. Vari G. furono contemporanei fra loro e la loro autorità non si estese oltre zone limitate della regione palestinese... Leggi
antropologia Spoglie degli animali e dei nemici uccisi, indossate o conservate non solo come segno del valore del proprietario, ma anche allo scopo di ‘impossessarsi’ dello spirito della vittima, propiziandosela così per nuove imprese. Tra i t. umani il più importante è la testa (➔ cranio), la cui conservazione rituale dà luogo a forme di culto (Daiacchi, Maori, Nuova Guinea, Jívaro): ma t... Leggi
Popolazione amerindia dell’America Settentrionale, composta di più gruppi aventi lingua e cultura diverse. Famosi guerrieri, combatterono fino al 19° sec. contro gli Apache, loro tradizionali nemici, alleandosi con i Comanche e i Wichita. Agli inizi del 20° sec., la posizione si capovolse: i T. si allearono con gli Apache contro gli antichi amici. La loro economia si basava sulla caccia al bisonte, fatta con arco e frecce fino all’avvento degli Europei, in seguito con il fucile... Leggi
storia Placca rilevata di ferro di cui i popoli antichi munivano la parte esterna e centrale dello scudo; serviva a far rimbalzare le frecce e le punte delle aste nemiche e, come arma offensiva, a respingere e colpire nella mischia i nemici. A Roma, dal tempo di Augusto, umbo designò per estensione lo scudo intero. botanica Protuberanza mammellare centrale di certi organi vegetali, che si dicono perciò umbonati , come le squame dello strobilo di molte Conifere (➔ scudo), il cappello di... Leggi
La vita non permette ai nemici di vivere insieme.
Tempio padre
Amare i nemici è l'unica via perché non resti sulla terra neanche un nemico.
Giovanni Papini
(o Fenrer o Fenriswolf) Nella mitologia germanica, l’archetipo di tutti i lupi concepiti come nemici degli dei e degli uomini; figlio del dio Loki, condivide la natura malvagia di tutta la stirpe del padre, eccettuato il fratello Sleipnir. Viene legato dagli dei con una catena magica che egli spezzerà solo alla fine del mondo (crepuscolo degli dei), quando divorerà il dio Odin, e, secondo una versione, il Sole e la Luna, per poi essere ucciso dal figlio di Odin, Vidhar.... Leggi
Poemi francesi medievali. Raggruppati dagli studiosi in diversi cicli (di crociata, di provincia, di feudo) o classificati in serie cronologica, costituiscono un’epopea nazionale. L’insieme fu distinto, già ai primi del 13° sec., in tre temi fondamentali: la gesta del re , sulle guerre nazionali contro i nemici del Nord, dell’Est e del Sud (➔ ciclo carolingio); la gesta di Garin de Monglane , sulla conquista e difesa, da parte di nobili casati, della Provenza, Linguadoca e... Leggi
Nabopolassar) i tradizionali nemici dei Babilonesi... Leggi
Presso i Romani si diceva d. (devotio) l’offerta agli dei di persone o cose determinate, come vittime, per stornare un pericolo dalla comunità. Tipica è la devotio di Publio Decio Mure. Nell’età imperiale fu frequente la devotio pro salute principis, offerta agli dei della propria vita in cambio di quella dell’imperatore. Fu diffusa anche la devotio individuale, la pratica cioè di esercitare vendetta su nemici privati con formule scritte su tavolette (➔ defissione). Nella teologia... Leggi
Arma subacquea semovente, adatta a percorrere ad alta velocità una determinata traiettoria, stabilita prima del lancio o comandata durante la corsa, allo scopo di far esplodere un’apposita carica di scoppio contro la carena di una nave o di un sottomarino nemici.L’impiego del s., inizialmente previsto da parte di navi leggere di superficie (siluranti), ha trovato in seguito la sua piattaforma più congeniale nel sommergibile, di cui costituisce l’arma principale (eccetto il caso dei... Leggi
(lat. Gepidae) Popolazione di stirpe gotica, stabilitasi a metà del 3° sec. d.C. nella regione dei Carpazi. Sottomessi dagli Unni, alla morte di Attila (453) riconquistarono la libertà e occuparono la regione attorno al Tibisco. Nemici degli Ostrogoti e sconfitti (489) da Teodorico, in seguito lottarono con i Longobardi, insediatisi in Pannonia e alleati degli Avari. La morte in battaglia (567) di re Cunimondo segnò la fine del regno. Una parte dei G. rimase nelle proprie sedi sotto il... Leggi