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Abitanti nomadi, di stirpe tatara, delle steppe della Russia meridionale. Dal 15° sec. accanto a essi apparvero i C. russi che, nella steppa, trovarono la libertà sottraendosi al potere dello Stato e alla tirannia dei grandi proprietari. Organizzati in comunità militari o di mestiere, loro capo elettivo era l’atamano. Quando, nel 1569, entrarono nell’orbita della monarchia di Polonia, questa si sforzò di limitarne il numero attraverso la ‘registrazione’: i C. non registrati dovevano... Leggi
antropologia In etnologia si designavano con questo nome quei gruppi di nomadi (più comunemente detti bande), compatti e organizzati spesso sui legami di consanguineità, cui spettavano diritti esclusivi di caccia o di pascolo su un determinato territorio entro il quale erano confinati i loro spostamenti. Il termine o. rimane in alcune etnografie regionali (per es., quella dell’Asia centrale) e nei lavori degli antropologi evoluzionisti, per i quali l’o. primitiva era un’ipotetica forma di... Leggi
Popolazione dello Sri Lanka. I V. vivono nella giungla della zona orientale, sono cacciatori nomadi e raccoglitori di miele e di radici; abitano in grotte o in piccole capanne e paraventi di frasche o di corteccia d’albero. Sono in prevalenza monogami, suddivisi in piccole comunità di famiglie o clan a discendenza patrilineare.La religione dei V. ha conosciuto due fasi di indagine: la prima, dovuta a F. e P. Sarasin (1890) e condotta secondo criteri metodologici ancora rudimentali... Leggi
(o Tuaregh) Popolazione berbera dell’Africa sahariana diffusa in Algeria, Niger, Mali e Libia. I T. sono tradizionalmente pastori nomadi, ma molti di loro si sono sedentarizzati a partire dal 1960. Il matrimonio è di tipo monogamico e il sistema ereditario in parte matrilineare. Sono di religione islamica e spesso affiliati a confraternite. Sono noti come ‘uomini blu’ a causa della stoffa color indaco che copre il capo e il viso e che gli uomini indossano dal raggiungimento della... Leggi
(gr. Ναβαταῖοι) Antica popolazione con centro nella città di Petra, a sud-est del Mar Morto. Nomadi, originari della penisola arabica, i N., divenuti sedentari, si organizzarono in una solida monarchia che ebbe notevole importanza per l’esercizio del commercio carovaniero dall’Arabia all’Egitto e ai porti della Siria. Il maggior sovrano fu Areta III (85-60 a.C. ca.), che M. Emilio Scauro nel 62 a.C. rinunciò a sottomettere limitandosi ad accettare il versamento di un’ingente somma... Leggi
Centro abitato di modesta entità. In etnologia rappresenta una forma elementare dell’abitato umano stabile e si differenzia, come tale, dall’accampamento, sede transitoria delle popolazioni nomadi. Il grado di addensamento delle abitazioni, la disposizione di queste entro il v. e gli altri caratteri dell’abitato variano con le condizioni ambientali e culturali, ma due tipi caratteristici si incontrano con frequenza fra le popolazioni più diverse: il v. a forma circolare o ellittica... Leggi
Dio paga tardi, ma paga giusto. Occhio.
Danilo Sacco in Sos con rabbia e con amore
Sei arrivato al tuo porto, dolce buono sorridente chiaro Dante, Principe Desiderio ora ombra senza età. Augusto, Beppe, Cico, Daniele.
dedica sul retro di Ma noi no a Dante Pergreffi, scomparso poco prima dell'uscita dell'album
Nome (dall’arabo dialettale bedewīn «abitatori della steppa») con cui nel mondo arabo si designano i nomadi delle zone desertiche e semidesertiche, in contrapposizione ai sedentari delle aree coltivate e delle città. Non ha perciò valore etnico preciso: s’incontrano b. in tutta l’Africa settentrionale e nella penisola arabica. I b. sono socialmente organizzati sulla base di clan patrilineari connessi al capostipite della tribù (qabīla). Ai tradizionali allevamento e vita in tenda si... Leggi
antropologia Abitazione caratteristica degli Indiani nomadi delle praterie nordamericane (v. fig.), costituita da una tenda di forma conica, alta fino a 6 m, formata da un’intelaiatura di pali di legno inclinati intorno a un asse centrale e legati tra loro a breve distanza dalla sommità, ricoperta di pelli di bisonte (o anche di corteccia o stuoie) spesso decorate da pitture... Leggi
Una delle maggiori tribù oromo dell’Etiopia, abitante vasti territori fra il Lago Stefania e il Daua Parma. Sono pastori nomadi o semi-nomadi, che allevano cammelli, bovini, ovini, e si cibano di latte e carne. Abitano in aggruppamenti di capanne emisferiche, circondati da siepi per la custodia del bestiame. Conservano l’antica religione pagana degli Oromo.... Leggi
Insieme di gruppi migranti e nomadi diffusi in tutto il continente europeo e nelle Americhe. I R. (in lingua romanés «uomo, essere umano») sono indicati anche con il termine Sinti (da Sindh, regione del Pakistan occidentale, dalla quale probabilmente ebbero origine), o con quello più comune di zingari (da Atsigan, Tsigan, adattamento del greco medievale ᾿Αϑίγγανος, «intoccabile», che, al plurale, designava una setta di manichei provenienti dalla Frigia). 1. Definizione etnicaIl problema... Leggi
Popolazione dell’Africa orientale. Occupa, con poche centinaia di individui, la regione a SO del Lago Eyasi (Tanzania). Gli H. sono organizzati in piccole bande di cacciatori nomadi patrilineari... Leggi
(o Phi-Long-Luang) Nome laotiano (che significa «selvaggi delle foglie gialle», dall’aspetto dei loro fragili ripari di foglie) generalmente dato ai piccoli gruppi di raccoglitori-cacciatori nomadi delle foreste orientali dell’altopiano di Korat, sui monti di confine fra Thailandia e Laos. Prima di iniziare, in tempi recenti, un processo di sedentarizzazione, erano suddivisi in piccole bande patrilineari dedite alla raccolta e alla caccia di piccola selvaggina. Malgrado la... Leggi