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nùcleo atòmico In fisica, parte centrale di un atomo, in cui è concentrata quasi tutta la massa atomica. Il n. ha dimensioni dell'ordine di 10−15 m, carica positiva ed è costituito da protoni e neutroni (detti nucleoni). La sua esistenza è stata proposta per la prima volta da E. Rutherford nel 1911.caratteristiche principaliUn n.a. è caratterizzato da due numeri interi: il numero atomico, Z, che ne determina le proprietà chimiche, e il numero di massa, A, da cui dipendono le proprietà nucleari... Leggi
fisicaDenominazione generica di processo in cui una molecola, un gruppo atomico, un atomo, un nucleo atomico, una particella subnucleare associa una particella. In fisica atomica o molecolare, c. elettronica è il processo in cui un atomo (c. elettronica atomica) o una molecola (c. elettronica molecolare) neutra associa un elettrone libero, trasformandosi in uno ione negativo; a seconda dei casi, si può avere c... Leggi
Genericamente, la parte centrale di qualche cosa, in quanto appaia più compatta di ciò che la circonda, o perché si consideri come primo elemento di formazione intorno a cui altri elementi si siano raccolti e organizzati. anatomiaN. di un organo è la porzione centrale e ben delimitata, che si distingue dai tessuti circostanti per caratteristiche strutturali (per es., n. polposo del disco intervertebrale; n. centrale della prostata). Nel sistema nervoso centrale il termine n. è riservato... Leggi
In fisica, in chimica e in ingegneria, si dice di quanto è relativo al nucleo atomico. La fisica n. è la branca della fisica che, studiando le proprietà dei nuclei atomici, permette da un lato di indagare la struttura della materia, e dall’altro di realizzare numerose applicazioni di tale conoscenza, quali la produzione di nuclidi radioattivi (radionuclidi o radioisotopi) e di energia. La chimica n. è la parte della chimica relativa alle trasformazioni che riguardano i nuclei atomici... Leggi
Particella elettricamente neutra, di dimensioni subatomiche (∿10–15 m) e massa di poco superiore a quella del protone (∿10–27 kg), appartenente alla famiglia degli adroni (➔ particelle elementari); insieme al protone, è uno dei costituenti del nucleo atomico, dal quale viene emesso in molte reazioni nucleari.A sua volta il n., usato come proiettile per bombardare nuclei atomici, dà luogo a numerosissime reazioni nucleari, in molte delle quali vengono prodotti isotopi radioattivi, il... Leggi
Particella stabile, elettricamente carica (con carica elettrica positiva pari in valore assoluto a quella dell’elettrone), di dimensioni subatomiche (∿10–15 m) e massa pari a 1,67∙10–27 kg, appartenente alla famiglia degli adroni (➔ particelle elementari ), il cui nome (proton) fu coniato intorno al 1920 da E. Rutherford; insieme al neutrone, è uno dei costituenti del nucleo atomico, dal quale viene emesso in molte reazioni nucleari. Costituisce il nucleo del più leggero degli atomi, l... Leggi
agrariaR. del terrenoConcentrazione degli ioni idrogeno e idrossido nelle soluzioni acquose circolanti nel terreno. Secondo il grado della loro r. i terreni si distinguono in neutri, se il pH è circa 7; alcalini o basici, se il pH è superiore a 7; acidi se il pH è minore di 7; più precisamente si usa distinguere i seguenti tipi: peracidi (pH=3-4,5), acidi (4,6-5,5), subacidi (5,6-6,5), neutri (6,6-7,5), subalcalini (7,6-8,5), alcalini (8,6-9,5), peralcalini (9,6-10,5)... Leggi
Fisico scozzese (Edimburgo 1831 - Cambridge 1879). Contribuì allo sviluppo della fisica con la teoria del campo elettromagnetico e la prima formulazione statistica della teoria cinetica dei gas. Appartenente a una famiglia della piccola nobiltà terriera della Scozia, fu ben presto inserito nella vita scientifica e culturale di Edimburgo, che si svolgeva principalmente nella locale Accademia. Il giovane M. ebbe l'occasione di pubblicarvi le sue prime ricerche e di incontrarvi persone, a cui si legherà di amicizia per tutta la vita, come lo studioso di Platone L... Leggi
reazióne nucleare Trasformazione naturale o artificiale di un nucleo atomico in un altro, in genere provocata dall'interazione di un nucleo con una particella su di esso incidente. Gli esempi più importanti di r.n. sono la fissione e la fusione. Quando la particella incidente è trattenuta dal nucleo bersaglio si parla di r.n. di cattura. Se i prodotti della r.n. provocano nuove r.n., cioè il processo si autosostiene, la r.n. viene detta a catena.Approfondimento: Il ritorno del nucleare in... Leggi
Elementi che nel sistema periodico vengono dopo l’uranio, avendo numero atomico maggiore di 92. Non sono presenti in natura se non in tracce minime e sono stati prodotti artificialmente.Nel 1934 E. Fermi, nel corso degli esperimenti sull’interazione dei neutroni con vari materiali, propose un metodo di sintesi dell’elemento 93 per bombardamento dell’uranio con neutroni; passarono però sei anni prima che questa idea fosse messa in pratica: nel 1940 E.M. Mc Millan e P... Leggi
radioattività Emissione di radiazioni ionizzanti da parte di nuclei atomici (nuclei radioattivi) che subiscono una trasformazione strutturale. 1. Tipi di radioattivitàLa r. si distingue in r. naturale e r. indotta , o artificiale, a seconda che sia una proprietà spontanea dei nuclei o sia stata provocata per mezzo di qualche reazione nucleare. Un nucleo radioattivo, al momento stesso in cui manifesta la sua r. si trasforma, in genere, in un nucleo diverso; esso cioè decade, subendo un... Leggi
fisica Processo spontaneo, o provocato artificialmente, per cui un nucleo atomico si trasforma in un nucleo diverso emettendo particelle varie (α, β, mesoni ecc.) ed energia elettromagnetica (raggi γ). Per la costante di d. (o costante di decadimento) ➔ radioattività. medicina In neurologia, lacune di d. , aree di rarefazione del tessuto cerebrale intorno ai vasi sclerotici, di importanza determinante nel meccanismo dell’emorragia cerebrale.... Leggi