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(gr. ᾿Ορϕεύς) Mitico figlio di Eagro e di una delle Muse (Polimnia o Calliope), cantore che piega al suono della sua lira gli animali e tutta la natura. 1. Il mito di OrfeoI due miti legati alla figura di O. sono quello della katàbasis (discesa agli inferi) che O. compie per riportare in vita la sposa morta, Euridice, e quello della morte avvenuta per sbranamento da parte delle menadi. Secondo una versione O Leggi
Pittore (Iesi 1910 - Parigi 1994). Si formò nell'ambito della scuola romana maturando un linguaggio suggestivo, dalle calde intonazioni cromatiche che trovò nei ritratti e nelle vedute urbane i temi preferiti. Nel 1947 si stabilì a Parigi dove, accanto all'attività pittorica, si dedicò con spiccato gusto grafico anche alla scenografia e all'illustrazione di libri e di riviste.... Leggi
Giornalista italiano (n. Napoli 1966). Giornalista professionista sin dalla seconda metà degli anni Ottanta, nel 1990 è entrato a far parte della redazione napoletana de la Repubblica; trasferitosi nella sede di Roma, O. si è occupato della sezione sportiva prima di diventare caporedattore del servizio politico (sotto la guida di E. Mauro). Nel 2002 è tornato a Napoli, questa volta per sostituire P. Gambescia alla direzione de Il Mattino (su proposta di F. G... Leggi
(gr. Εὐρυδίκη) Nella mitologia greca, ninfa o figlia di Apollo; sposa di Orfeo, muore per il morso di un serpente. Orfeo ottiene di poterla ricondurre fra i vivi purché non si volga a guardarla prima dell’uscita dall’Ade, ma, quasi sulla soglia, si volta, ed E. gli è tolta per sempre. La leggenda, cantata da Virgilio e da Ovidio, ha ispirato opere drammatiche e musicali.... Leggi
Scultore e pittore (Firenze 1488 - ivi 1560). Allievo del padre, l'orafo Michelagnolo di Viviano de' Brandini, e poi di G. Rustici, protetto dai Medici, ebbe molte commissioni a Firenze: S. Pietro (1515, duomo), Orfeo (pal. Medici), Ercole e Caco (1534, Piazza della Signoria), monumento a Giovanni dalle Bande Nere (S. Lorenzo; dal 1850 sulla piazza) e, la sua opera più notevole, il recinto del coro del duomo (iniz. 1547, terminato da Giovanni dell'Opera). A Roma eseguì... Leggi
Danza francese in tempo binario e d’andamento vivace, derivante dal galop della quadriglia; fu in voga dal 1832 agli inizi del Novecento. J. Offenbach la introdusse in Orfeo all’inferno (1858). Dopo una fase di decadenza, conobbe un periodo di fortuna alla fine del 19° sec., quasi simboleggiando lo spirito della belle époque.... Leggi
Scultore (Possagno 1757 - Venezia 1822). Dal nonno, capomastro e scalpellino, imparò i primi elementi del mestiere; per interessamento del senatore Falier, che ne aveva avvertito le doti eccezionali, fu mandato a studiare a Venezia, con G. Bernardi-Torretti, poi con G. Ferrari. Le prime opere (1773-79) risentono del gusto settecentesco (Orfeo ed Euridice, 1773; Apollo; busto di P. Renier; Dedalo e Icaro, 1779). Con l'architetto G. A. Selva, il C. si recò a Roma (1779), e vi... Leggi
Poetessa italiana (Milano 1931 - ivi 2009). Annoverata tra le maggiori voci poetiche del Novecento, esordì con due liriche pubblicate da G. Spagnoletti nell'Antologia della poesia italiana 1909-1949 (1950); nello stesso periodo frequentò G. Manganelli e S. Quasimodo. Al 1953 risale il suo primo volume di versi, La presenza di Orfeo, in cui già si manifesta l'intreccio di temi erotici e mistici caratteristico della sua produzione. Dopo Tu sei Pietro (1961) ebbe inizio un silenzio... Leggi
(gr. Μουσαῖος) Mitico poeta greco, profeta e sacerdote, considerato figlio e discepolo di Orfeo, collegato con le pratiche dei misteri eleusini; era ritenuto inventore dell’esametro e della poesia didascalico-cosmogonica.... Leggi
(o Piplea; gr. Πίμπλεια) Nome antico della località e sorgente della Pieria in Macedonia, indicata come sede delle Muse (dette perciò Pimplee o Piplee o Pimpleidi) e di Orfeo.... Leggi
Nella mitologia greca, figlia di Zeus e di Mnemosine, divinità del canto e della danza. Il numero e i nomi delle M. (Clio, Euterpe, Talia, Melpomene, Tersicore, Erato, Polimnia, Urania, Calliope) furono fissati nella Teogonia esiodea; ma pare che il numero originario fosse, come per le Grazie, di tre; in altri luoghi erano quattro, sette e otto. In origine erano venerate come ninfe delle sorgenti... Leggi
Cimiteri sotterranei, soprattutto cristiani, ma anche ebraici. La sepoltura sotterranea fu limitata ai luoghi in cui la natura del terreno lo permetteva e costituì soprattutto un mezzo di economizzare lo spazio, utilizzandolo anche in profondità. Il nome deriva da quello (ad catacumbas, probabilmente dalla designazione greca κατὰ κύμβας «presso le grotte» o «nell’avvallamento») di uno dei complessi cimiteriali cristiani di Roma, situato tra il 2° e il 3° miglio della via Appia (nel luogo su cui sarebbe sorta la basilica di S... Leggi