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piana, parola In grammatica, parola perispomena, che ha cioè l’accento sulla penultima sillaba.... Leggi
letteraturaIn poesia, unità di discorso avente una struttura metrica e un disegno ritmico e delimitata da una pausa virtuale, di solito isolata, nella tradizione grafica occidentale, mediante un a capo o uno spazio. 1. Aspetti generali del v. classicoIl v. è un’entità formata da più piedi avente una struttura metrica e un disegno ritmico; è un’unità indipendente in quanto termina con una pausa, ammette iato con la sillaba iniziale del v. successivo, la sillaba conclusiva è ancipite, elementum indifferens, ossia indifferentemente lunga o breve; il v... Leggi
Identità fonetica nella terminazione di due o più parole, a partire dalla vocale tonica, particolarmente percepibile qualora tali parole si trovino a breve distanza in un testo in prosa o in fine di verso in testi poetici. Fanno r. o sono in r. vocaboli come testo : manifesto (r. piana , perché fra parole piane), virtù : tribù (r. tronca ), veicolo : ridicolo (r. sdrucciola ), biasimano : spasimano (r. bisdrucciola ): queste coppie illustrano la r. perfetta . Quando l’identità fonetica... Leggi
Comune della prov. di Napoli (12,4 km2 con 25.755 ab. nel 2008), situato nella piana del fiume Sarno, presso le pendici orientali del Vesuvio. È sorto e si è sviluppato nel 19° sec., dapprima col nome di Valle di P. , a E dell’antica Pompeii, attorno al celebre santuario della Madonna del Rosario. La principale attività economica è rappresentata dal turismo, soprattutto culturale e religioso. Gli impianti industriali riguardano i settori alimentare, delle confezioni, poligrafico, della... Leggi
(gr. ᾿Αϑῆναι) Città (747.300 ab. nel 2005; 3.475.000 nel 2006 considerando l’intera agglomerazione urbana, la Grande A. , che include anche il Pireo); capitale della Grecia e capoluogo del nomo dell’Attica. È al centro di una piana costiera lungo la quale tuttavia si allineano alcuni rilievi (Imetto, 1026 m, a SE), solcata dai torrenti Cefiso e Ilisso. La città alla costituzione dello Stato greco (1834) contava appena 10.000 abitanti e si limitava a quello che è ora il quartiere della... Leggi
La grande religione monoteistica fondata in Arabia nel 7° sec. da Maometto e, collettivamente, il sistema sociale, culturale e politico che ne assume i principi. 1. Il sistema religiosoL’i. è l’ultima delle grandi religioni monoteistiche rivelate, dopo l’ebraismo e il cristianesimo. Suo fondamento è il Corano, testo rivelato in arabo a Maometto, attraverso l’arcangelo Gabriele, ritenuto «parola di dio» e come tale perfetto e immutabile... Leggi
Stato dell’Europa meridionale, corrispondente a una delle regioni naturali europee meglio individuate, data la nettezza dei confini marittimi e di quello terrestre: la catena alpina, con la quale si collega all’Europa centrale (da O a E: Francia, Svizzera, Austria, Slovenia). Come regione naturale, tra lo spartiacque alpino e i tre mari (Adriatico, Ionio e Ligure-Tirreno) che la cingono, l’I. (con le isole giacenti sulla sua piattaforma continentale) ha una superficie di poco più di 300.000 km2... Leggi
In senso ampio e generico, ramo della matematica che studia lo spazio e le figure spaziali. 1. Cenni storici1.1 L’antichità - L’origine della g. è legata a concreti problemi di misurazione del terreno (nacque a scopi agrimensori nella zona del delta del Nilo); si trattava quindi essenzialmente di una g. empirica , consistente in un certo numero di regole pratiche per la misurazione e la costruzione di alcune figure più semplici (angoli retti, triangoli ecc.). Ma già l’antica civiltà greca vide il sorgere della g... Leggi
Misurazione della funzione uditiva, eseguita stimolando l’orecchio con suoni di caratteristiche note (a. tonale ). Attraverso perfezionati apparati di riproduzione (tarati in decibel) si può stimolare l’udito anche tramite parole foneticamente bilanciate espresse dal parlatore, valutandone l’intellegibilità percentuale in funzione dell’intensità sonora (a. vocale ). Con l’a... Leggi
araldica Immagine posta sulla superficie (campo ) dello scudo. Le f. si distinguono in araldiche, naturali, artificiali, chimeriche. 1. Tipi di figureLe f. araldiche , proprie dall’arte araldica, sono costituite dalle f. geometriche ottenute tracciando, sul campo dello scudo, delle linee verticali, orizzontali, diagonali o curve. Si dividono in pezze araldiche (onorevoli e meno onorevoli) e convenevoli partizioni (➔ pezze). Le f... Leggi
Complesso di pagine dello stesso formato, contenenti testi e illustrazioni, ricavate da fogli di carta stampati o manoscritti, piegati in segnature, cuciti o incollati, e tenuti insieme da un rivestimento (copertina) con le tecniche di legatura o rilegatura (fig. 1 e 2); le parti del parallelepipedo così formato si distinguono in dorso (piano o arrotondato), controdorso (piano o incavo), piatti frontale e posteriore, piani di taglio superiore e inferiore o di coda, gli eventuali ornamenti (capitello, nastro segnapagine ecc.). In biblioteconomia il l... Leggi
molteplicità In matematica, m. d’intersezione di più varietà algebriche in un punto comune è il numero intero positivo che si associa a ogni punto comune a due o più varietà algebriche e che denota (in un certo senso) quanti punti comuni alle varietà in questione siano da intendersi coincidenti nel punto considerato, o, in altre parole, quante volte quest’ultimo si debba ripetere quando si contano i punti di intersezione delle varietà. La definizione rigorosa di m... Leggi
MANZONI, Alessandro. - Alessandro M. nacque a Milano il 7 marzo 1785 da Pietro e da Giulia Beccaria. Studiò, non in casa, dove i genitori vivevano in disaccordo, ma nei collegi di Merate e di Lugano, e poi al Longone nella città nativa. Durante l'adolescenza, che cadde nel periodo della rivoluzione francese e della letteratura civile, mostrò inclinazioni repubblicane e studiò con amipirazione il Parini e l'Alfieri. Lasciato il collegio, fu introdotto nella società da una zia ex-monaca e fu preso dalla passione del giuoco, subito dominata. Leggi
PINTURICCHIO. - Bernardino di Betto, detto il P., pittore, nacque a Perugia forse nel 1454 e morì a Siena alla fine del 1513. Degli Umbri più in vista, e più singolarmente operosi in Perugia e Foligno nella seconda metà del secolo XV, è palese l'influsso nelle sue opere giovanili, nelle quali non è difficile ritrovare anche un ricordo di Benozzo Gozzoli; ma probabilmente è in Bartolomeo Caporali che si deve ricercare il suo diretto maestro.Il più antico documento dell'arte del P. sembra siano due delle tav0lette con le Storie di S. Bernardino da Siena, del 1473, conservate nella R. Leggi
BERNARDINO da Feltre, beato. - Al secolo fu Martino Tomitano, nato a Feltre nel 1439; sua madre, Corona Rambaldoni, era cugina del famoso Vittorino. Studiò a Padova, e ivi ricevette da S. Giacomo della Marca l'abito di frate minore e il nome di Bernardino nel 1456. Ordinato sacerdote a Mantova nel 1463, dopo varî felici tentativi oratorî, ottenne nel 1469 le patenti di predicatore, e dopo la sua prima Quaresima, predicata nel 1471 a Peschiera, percorse in lungo e in largo l'Italia settentrionale e centrale. Leggi
AFRAGOLA (A. T., 273-228-29). - Comune della provincia di Napoli. L'Afragola (= la o alla, col nome della nota pianta) continuò a indicare il luogo anche quando l'abitato, sviluppandosi, divenne città: ma tale origine quasi non si riconosce per l'accento mutato (la parola ora è piana). Se non per territorio, per popolazione, concentrata quasi tutta nel capoluogo, è il più importante dei numerosi comuni e abitati che a nord della metropoli, a brevissima distanza fra loro, costituiscono quasi una. Leggi
CENTRO. - In matematica questa parola assume diversi significati. Nell'uso più comune significa "centro di simmetria" di una figura piana o spaziale. In questo senso hanno un centro, nel piano, i poligoni regolari, il cerchio e, più in generale, le curve algebriche del 2° ordine o coniche (v.), eccettuate le parabole, e, nello spazio, i poliedri regolari, la sfera e, più in generale, le superficie algebriche del 2° ordine o quadriche (v.), eccettuati i paraboloidi. Per le coniche e per le. Leggi
ISOPERIMETRI. - 1. Preliminari. - Per chiarire il concetto matematico di isoperimetri conviene premettere qualche semplice osservazione.La grandezza superficiale di una figura piana dipende, in un certo senso, dalla lunghezza del relativo contorno. Così, p. es., l'area di un quadrato è la sedicesima parte della seconda potenza del suo perimetro. Similmente diamo qui l'area, in decimetri quadrati, di alcune figure piane, il cui contorno abhia per tutte la lunghezza di 1 m. Leggi
EQUAZIONI (fr. équations; sp. ecuaciones; ted. Gleichungen; ingl. equations). - 1. Generalità. - La parola "equazione", in latino aequatio, è la traduzione della parola greca ἴσωσις, usata già da Diofanto; ed etimologicamente significa eguaglianza. Ma in matematica viene usata nel senso più ristretto di "eguaglianza di condizione". Per comprendere bene questo concetto, giova risalire ai principî del calcolo letterale o algebrico, nel quale, per trattare le questioni in generale, si conviene di. Leggi
ASSISI (A. T., 24-25-26). - Città dell'Umbria, costruita a 424 m. s. m. (chiesa di S. Francesco) su uno sprone del calcareo M. Subasio (1290 m.), da cui domina un vasto tratto della piana del Chiascio e del Topino. Ha pianta allungata, con vie strette, tortuose e spesso a forte pendenza, solitarie e silenziose, d'aspetto vetusto, rallegrate da orti e giardini pensili. Tre arterie maggiori la percorrono, a livello differente, riunite tra loro da vicoletti e da gradinate. Leggi
CURVE. - Nell'uso comune della parola, "curva" significa linea non retta e non composta di linee rette. Già Parmenide d'Elea, secondo Proclo nel Commento all'Euclide, distingueva le linee in rette, curve e miste. Ma nell'evoluzione del linguaggio matematico, che tende sempre ad eliminare le eccezioni affermando una veduta di continuità, la parola "curva" è divenuta sinonimo di "linea" ritenendosi dunque la retta come caso particolare della curva. Leggi
RISORGIMENTO. - La parola e il concetto. - La parola Risorgimento per designare un periodo della storia italiana fu usata la prima volta dal padre Saverio Bettinelli nell'opera Il Risorgimento d'Italia dopo il Mille (1775), ma nell'accezione di ciò che oggi siamo soliti chiamare Rinascimento, e in tale accezione continuarono a servirsi del vocabolo alcuni scrittori italiani dell'Ottocento, principalmente F. Fiorentino nel suo notissimo manuale di Storia della filosofia e in altre sue opere. Leggi