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didascalica, poesia In senso lato, genere poetico cui si possono ascrivere tutte quelle opere che hanno quale fine essenziale l’informazione, come trattati scientifici, manuali divulgativi di varie discipline, esposizioni storiche e simili. La poesia d. unisce all’esigenza espositiva l’intento di temperare con l’arte l’aridità degli insegnamenti. Padre della poesia d. è Esiodo, che nella Teogonia e specie nelle Opere e giorni ha dato il modello del genere. A Roma le opere più significative sono... Leggi
(o serbo-croato) L’insieme dei dialetti parlati nella Serbia e nella Croazia, e in parte anche nell’Istria, nella Slovenia, nel Montenegro e nella Macedonia, appartenenti, con il bulgaro e lo sloveno, al gruppo slavo meridionale. Se prima del dissolvimento della Federazione iugoslava vigeva il divieto di riferirsi al serbo e al croato come a due lingue distinte, e si riconosceva al più l’esistenza di due varianti, il s. e il croatoserbo, le successive vicende politiche hanno portato a un atteggiamento tendente a sottolineare le loro differenze. 1... Leggi
Narrazione poetica di gesta eroiche, spesso leggendarie. Si distingue comunemente in e. (o poesia epica) tradizionale , quella che raccoglie in organica unità di poema racconti elaborati dalla tradizione (per es., l’e. omerica, l’e. dei Nibelunghi), ed e. riflessa , quella nella quale tanto l’elaborazione fantastica del racconto storico quanto la sua formazione in poema è opera individuale (per es., la Gerusalemme liberata).1. E. orientaleAbbraccia la produzione di diverse civiltà, da... Leggi
letteraturaDisciplina che ha per oggetto lo studio della versificazione, fondata su un complesso di norme che variano secondo la natura di ciascuna lingua e le convenzioni che si stabiliscono in rapporto a determinate idee estetiche: se il carattere di una lingua subisce nel corso della storia una modificazione tale da far venir meno gli elementi scelti come criteri di versificazione, anche questa di conseguenza subisce un cambiamento (per es., all’interno del latino, la perdita di senso della quantità che provoca il passaggio dalla m... Leggi
Nella mitologia greca, figlia di Zeus e di Mnemosine, divinità del canto e della danza. Il numero e i nomi delle M. (Clio, Euterpe, Talia, Melpomene, Tersicore, Erato, Polimnia, Urania, Calliope) furono fissati nella Teogonia esiodea; ma pare che il numero originario fosse, come per le Grazie, di tre; in altri luoghi erano quattro, sette e otto. In origine erano venerate come ninfe delle sorgenti... Leggi
Poeta (n. Todi - m. Collazzone 1306). È il mistico che diede alla poesia italiana le note più acute di un'esperienza religiosa vissuta nelle sue accese esaltazioni, nei suoi prorompenti entusiasmi e nelle sue tormentose nostalgie del divino... Leggi
Poeta italiano (Torino 1883 - ivi 1916). Ritenuto il massimo esponente del crepuscolarismo, nelle sue opere riserva lo stesso commosso distacco e lo stesso sguardo ironico alla vacua fede letteraria, per la quale non si può non provare vergogna, e al personaggio autobiografico con cui racconta il dannunzianesimo vissuto nella grigia realtà quotidiana... Leggi
Arte di produrre composizioni verbali in versi, cioè secondo determinate leggi metriche, o secondo altri tipi di restrizione; con una certa approssimazione si può dire che il significato di p. è individuabile, nell’uso corrente e tradizionale, nella sua contrapposizione a prosa, in quanto i due termini implicano rispettivamente e principalmente la presenza o l’assenza di una restrizione metrica. All’interno di questa accezione si situano la divisione tradizionale in p. epica , lirica... Leggi
Stato dell’Europa meridionale, comprendente la parte inferiore della Penisola Balcanica, gli arcipelaghi delle Ionie e dell’Egeo e l’isola di Creta. Confina a NO con l’Albania, a N con Repubblica di Macedonia e Bulgaria e a E con la Turchia; è bagnata a O dal Mar Ionio, a E dall’Egeo. L’insieme delle isole occupa 1/5 dell’intera superficie. Il nome lat. Graecia fu usato soltanto dai Romani; i Greci usavano (e usano tuttora) il termine ῾Ελλάς «Ellade» e, come etnico, ῞Ελληνες «Elleni»... Leggi
Verso tradizionale dell’epopea greca e romana da Omero in poi, usato però anche nella poesia religiosa (oracoli e inni), nella didascalica e, unito con il cosiddetto pentametro elegiaco, nella poesia elegiaca (distico elegiaco). L’e. si trova alternato con il dimetro giambico già in Archiloco e poi in epodi di Orazio. L’e. dattilico , o semplicemente e., come già lo chiamò Erodoto, ha lo schema: −′−−∪∪−′−−∪∪−′−−∪∪−′−−∪∪−′−−∪∪−′−∪. È un verso recitativo derivante forse dall’unione di... Leggi
letteraturaOpera poetica, di carattere narrativo o didascalico, di notevole estensione e di vasto respiro, che può avere vario tono e argomento. Il verso adottato è normalmente l’esametro nella poesia classica, l’endecasillabo nella poesia italiana. Secondo la materia, si distinguono: p. epico (o eroico o mitico), come i p. di Omero e di Virgilio; p. storico , come la Farsaglia di Lucano; p. cavalleresco , come l’Orlando furioso di L. Ariosto; p. eroicomico , che costituisce una parodia... Leggi
letteraturaIn poesia, unità di discorso avente una struttura metrica e un disegno ritmico e delimitata da una pausa virtuale, di solito isolata, nella tradizione grafica occidentale, mediante un a capo o uno spazio. 1. Aspetti generali del v. classicoIl v. è un’entità formata da più piedi avente una struttura metrica e un disegno ritmico; è un’unità indipendente in quanto termina con una pausa, ammette iato con la sillaba iniziale del v. successivo, la sillaba conclusiva è ancipite... Leggi