1. Proverbi

    (ebr. Mishlē) Libro dell’Antico Testamento, primo tra i libri didattici, appartenente più precisamente alla poesia gnomica (➔ gnome ). La sua composizione avvenne secondo alcuni autori progressivamente, per l’aggiungersi dei nuovi nuclei a quello primitivo; secondo altri, invece, la raccolta fu fatta solo dopo che le singole parti erano già costituite. Da un punto di vista cronologico, la conclusione del processo compilativo può porsi intorno al 3° sec. a.C. Quanto al contenuto, la... Leggi

  2. Paremiografia

    L’attività letteraria tesa alla raccolta di proverbi. Il termine compare tardi (sembra per la prima volta nel sofista Zenobio), ma raccolte di proverbi furono fatte in Grecia fino dal 4° sec. a.C. (per es., le sentenze di Menandro) e divennero oggetto di studio già da Aristotele. Poi ne trattarono filosofi, grammatici, eruditi, tanto che con le raccolte di Zenobio, con i Proverbi alessandrini dello Pseudo-Plutarco ecc., si formò il Corpus paroemiographorum, base e fonte della... Leggi

  3. Proverbio

    Breve motto, di larga diffusione e antica tradizione, che esprime, in forma stringata e incisiva, un pensiero o, più spesso, una norma desunti dall’esperienza. 1. CaratteristicheLa concisione è carattere essenziale del p., non alterata nemmeno nelle cosiddette litanie proverbiali che sono, in realtà, serie di p. brevi legati insieme da contenuto e forma affini o analoghi. Oltre alla brevità, spesso particolari forme metriche, rime, assonanze, allitterazioni e altre simmetrie strutturali danno ai p. il loro carattere d’incisività.L’uso dei p. è attestato in tutte le società umane... Leggi

  4. Sapienza

    Saggezza nel giudicare e nell’operare, sia su un piano etico, sia sul piano della vita pratica.Nella religione cristiana, uno dei sette doni dello Spirito Santo e uno degli attributi di Dio, che si rispecchia nella persona del Figlio. Libro della S. Libro deuterocanonico dell’Antico Testamento, appartenente al genere didattico-poetico. Scritto originariamente in greco, il suo titolo nei Settanta è Σοϕία Σαλωμῶνος, nelle versioni latine Liber Sapientiae o Sapientia... Leggi

  5. Divisa

    araldica Motto scritto su un listello posto sotto lo scudo o figura accompagnata da parole, che collocata per lo più sul cimiero esprime in maniera allegorica pensieri o sentenze (fig.). Fa parte degli ornamenti esteriori dello stemma. A seconda della loro composizione le d. sono classificate in: di sole lettere, di sole parole, di sentenze, di figure sole, di figure e parole. Le d. di sole lettere , di sole parole o di sentenze sono a loro volta distinte in d... Leggi

  6. Folclore

    (o folklore) Propriamente l’insieme delle nozioni popolari, distinto dal patrimonio e dall’orientamento culturale superiore ed egemonico; genericamente tutte le manifestazioni della vita culturale popolare. Il termine f., composto di folk «popolo» e lore «sapere», fu coniato in Inghilterra nella metà del 19° sec., dall’archeologo W.J. Thoms. Per quanto al di fuori della scienza anglosassone si sia voluto sostituire con espressioni tratte dalle singole lingue nazionali, per es., ted. Volkskunde, it... Leggi

  7. Citazioni

    •     Libro dei Proverbi, libro biblico;

    •     Proverbi, di Garzo dall'Incisa.

  8. Rima

    Identità fonetica nella terminazione di due o più parole, a partire dalla vocale tonica, particolarmente percepibile qualora tali parole si trovino a breve distanza in un testo in prosa o in fine di verso in testi poetici. Fanno r. o sono in r. vocaboli come testo : manifesto (r. piana , perché fra parole piane), virtù : tribù (r. tronca ), veicolo : ridicolo (r. sdrucciola ), biasimano : spasimano (r. bisdrucciola ): queste coppie illustrano la r. perfetta . Quando l’identità fonetica dalla tonica in poi non è assoluta, si ha una r... Leggi

  9. Popolare

    Ciò che è riferito al popolo, inteso sia come collettività dei cittadini, senza distinzione di classi sociali, sia come insieme delle classi sociali meno elevate, socialmente e culturalmente svantaggiate. antropologia Secondo gli studi moderni, un canto, una fiaba ecc. (e analogamente un oggetto) si dicono p. non per l’origine né per il grado di valore estetico, bensì per la loro elaborazione p. (che è qualcosa di più della mera adozione) o per il loro tono di semplicità psicologica ed espressiva. 1. Definizione del concetto di ‘popolare’Le due definizioni dei prodotti p... Leggi

  10. Rodríguez Marín, Francisco

    Letterato (Osuna 1855 - Madrid 1943). Studioso di folclore, raccolse canti, proverbî, racconti popolari; come critico letterario curò edizioni delle opere di P. Espinosa, Baltasar del Alcázar, Cervantes: di Espinosa e di Barahona scrisse biografie che, per erudizione e attendibilità di documentazione, sono da ritenersi fondamentali. Ha pubblicato varie raccolte di versi, fra cui Auroras y nubes (1878), Sonetos y sonetillos (1893), Madrigales (1896), A la antigua... Leggi

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  11. Sèssa, Giovan Battista

    Tipografo-editore di Venezia (secc. 15º-16º), originario di Sessa (Lugano). Attivo dal 1489 (Proverbi di Seneca) al 1509, diede innumerevoli edizioni di ogni genere, servendosi anche di altri stampatori. Della sua produzione sono particolarmente apprezzati: Delle maraviglie del mondo di Marco Polo (1496), l'Arte del ben morire (1503). Assai nota è la sua marca tipografica, raffigurante un gatto col topo in bocca. Tra gli eredi di S., che furono attivi a Venezia fino al... Leggi

  12. Frottola

    letteratura Componimento in origine popolaresco, costituito da un affastellamento di pensieri e di fatti bizzarri, senza nesso o quasi tra loro, in versi di varia misura, e senza ordine fisso di rime. Non ci è rimasta alcuna f. originaria; è però possibile ricostruirla nella sua struttura attraverso l’imitazione letteraria che ne fecero Francesco di Vannozzo, F. Sacchetti e altri, nel 14° e 15° secolo. Queste f... Leggi

  13. Mottetto

    letteratura Componimento poetico breve rimato, composto per lo più di endecasillabi e settenari, contenente una sentenza, un proverbio, un motto. Non ha avuto una salda tradizione nella letteratura italiana, nonostante alcuni esempi già due-trecenteschi (F. da Barberino, G. Cavalcanti ecc.). Nel Novecento E. Montale ha rinnovato il m., adoperando versi di differente misura, raggruppati prevalentemente in 2 strofe (spesso quartine): Mottetti si intitola appunto la serie di 20 componimenti che costituisce la seconda sezione delle Occasioni (1939)... Leggi

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