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Voce frequente nelle opere volgari (2 occorrenze nella Vita Nuova, 3 nelle Rime, 7 nel Convivio, 10 nell'Inferno, 3 nel Purgatorio, 5 nel Paradiso, 7 nel Fiore, 2 nel Detto), ma presente anche in quelle latine (una volta nel De vulg. Eloq., 5 nella Monarchia, 2 nelle Epistole). Va notato, però, che, per cogliere le sfumature che questa voce assume via via, occorre tenere presenti i vari significati che f. aveva presso gli scrittori latini classici e cristiani... Leggi
Il vocabolo, che deriva dal greco σφαῖρα, attraverso il latino sphaera (latino medievale spera), appare sempre in D. con tale ultima forma. Nella Commedia s. è usato più volte in rima, mentre l'omofono dal verbo ‛ sperare ' non appare mai in questa posizione... Leggi
Per il posto che ebbe nella vita e nell'opera, nonché nella diffusione dell'opera e nel nachleben di D., V. può dirsi a buon diritto città dantesca accanto a pochissime altre. La V. di D. è però solo quella dei due primi decenni del sec. XLV, che egli visitò la prima volta - fresco di esilio, già prima di rompere i ponti con il fuoruscitismo bianco - fra il 1303 e il 1304, l'ultima nel gennaio del 1320 e non si sa quante altre volte ancora, e per soggiorni quanto lunghi, durante i tre... Leggi
Nel senso proprio di " seguaci della filosofia di Epicuro ", in D. designano la grande scuola filosofica antica che prese nome dal suo capo Epicuro (v.). In If X 14 l'espressione seguaci di Epicuro non va intesa in quest'uso tecnico, ma più generalmente indica chi, condividendo un'opinione eretica di Epicuro, di lui si rende seguace.In Cv IV VI 11-12 D... Leggi
Nel senso di " apprezzare ", " avere in pregio ", entro un campo di valori precipuamente morali, in Rime LXXXIII 36 e 38 'l saggio non pregia om per vestimenta, / ch'altrui sono ornamenta, / ma pregia il senno e li genti coraggi; Cv I IV 7 quando questi cotali veggiono la persona famosa, incontanente sono invidi, però che veggiono a s[é] pari membra e pari potenza, e temono, per la eccellenza di quel cotale, meno esser pregiati (v... Leggi
Il vocabolo, che porta spesso con sé l'idea del ‛ ruotare ', ha senso proprio nella similitudine di Pg VIII 87 là dove le stelle son più tarde, / sì come rota più presso a lo stelo: Benvenuto spiega l'immagine prendendo a esempio la r. dell'orologio: " quia ille circulus qui est vicinior axi, non videtur quasi moveri respectu ultimi qui videtur quasi volare "; e così nell'altra similitudine (If XXIII 47): Non corse mai sì tosto acqua per doccia / a volger ruota di molin terragno... Leggi
Voce di larga frequenza e molteplici significati, usata anche nel Fiore e nel Detto. Indica anzitutto l'ordinato insieme della terra e delle sfere celesti che ruotano intorno ad essa.Si vedano i luoghi di Cv II III 11 lo soprano edificio del mondo [l'Empireo], nel quale tutto lo mondo s'inchiude; III II 17 tu, bellissimo [Dio], bello mondo ne la mente portante (cfr. Boezio Cons. phil. III m. IX 78 " pulchrum pulcherrimus ipse / mundum mente gerens "; il m... Leggi
Come ‛ occidente ' (v.), o. per lo più è usato in senso generico, a indicare la parte dell'orizzonte dove sorge il sole, il balco d'orïente dell'Aurora (Pg IX 2), la plaga irraggiata e fatta ridente da Venere mattutina (I 20, XXVII 94), la parte del cielo ove, poco prima dell'alba, i geomanti (v.) vedono apparire delle stelle nelle quali possono scorgere la figura della loro Fortuna Maggiore (XIX 5).Assume un significato metaforico e simbolico quando è designato come luogo di nascita... Leggi
(Cicilia). – Storia. Le vicende storiche della S. che ebbero profonda influenza e risonanza nell'animo della generazione alla quale appartenne D. furono prevalentemente quelle dalla dominazione normanna in poi, scarsissime essendo le notizie che un intellettuale fiorentino vissuto tra i secoli XIII e XIV poteva avere delle cause e dello svolgimento dei domini bizantino e musulmano sull'isola. Ripercorrere queste vicende, dunque, vuol dire offrire un quadro della situazione storica quale... Leggi
Tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento P. occupò una posizione di assoluto rilievo tra i comuni dell'Italia centrale e di egemonia incontrastata nell'Umbria, compresa allora in gran parte nello stato della Chiesa. Tale posizione, corrispondente al più alto livello di sviluppo toccato dalla città in tutta la sua storia, fu il risultato di una condotta politica che si svolse fin dal tempo della " recuperatio " da parte di Innocenzo III (1198) nell'ambito di una sostanziale... Leggi
Termine dalle moltissime occorrenze, compare nell'opera dantesca 349 volte (e 2 nel Fiore). Più spesso è usato nel Convivio, ma anche nelle tre cantiche della Commedia, in Rime e in Vita Nuova; due volte nel De vulg. Eloq. (II V 5 e XI 7), nei due passi cioè in cui si cita l'esordio della canzone Amor, che movi (cfr. Rime XC 1). In apocope, frequentissima in poesia, compare in prosa solo in Cv II III 9 (divinissimo ciel quieto è l'Empireo)... Leggi
Raro il latinismo ‛ volvere ', che appare una volta nelle Rime, due volte nel Convivio e cinque volte nella Commedia, di cui una in rima. Rimarchevoli le forme volgiànci (Pg I 113), volgiensi (Pd XII 20), volgieno (XXV 107), volgeria (Fiore CLXXV 4).Il vocabolo ricorre con alta frequenza in tutte le opere canoniche di D.; non figura nel Detto.1... Leggi