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Dinastia musulmana sciita, che regnò in Persia nei secc. 16º-18º d. C. Suo fondatore fu Ismā῾īl (1483-1524), discendente dello shaikh Ṣafī ad-dīn di Ardabīl, eponimo della dinastia (Ṣàfawiyya, o Ṣàfawī, relativo-gentilizio di Ṣafī divenuto nelle fonti occidentali Sofi o Sophi). I Ṣ. riunificarono territorialmente la Persia e dichiararono religione ufficiale lo sciismo duodecimano che rimase da allora dominante Leggi
sofì (o soffì) Alterazione occidentale dell’arabo ṣàfawī, gentilizio della dinastia musulmana sciita che regnò in Persia (➔ Ṣafavidi). In particolare, il nome s. fu applicato da viaggiatori europei ai primi e maggiori Ṣafavidi.... Leggi
Fondatore della dinastia persiana dei Ṣafavidi (Ardabīl 1487 - ivi 1524). Approfittando dell'anarchia seguita in Persia alla morte di Uzūn Ḥasan, e con l'aiuto dei Qizilbāsh (elementi turchi della sua provincia di origine), riuscì a estendere il suo dominio su buona parte della Persia. Nel 1502 assunse il titolo di scià. Combatté a lungo contro i Turchi Osmanlī, dai quali fu battuto a Cialdirān (1514), e contro cui cercò anche l'alleanza di stati cristiani d'Europa.... Leggi
Nome di due sovrani di Persia, della dinastia dei Ṣafavidi: Ṭ. I (1514-1576), figlio del fondatore della dinastia Ismā῾īl, cui successe (1524), guerreggiò a lungo contro i Turchi Ottomani in Mesopotamia, e lasciò memorie autobiografiche. Ṭ. II (m. 1739), figlio dello scià Ḥusain, salì al trono durante la crisi finale della dinastia ṣafavide; deposto (1732) da Nādir Shāh, fu ucciso dal figlio di questo.... Leggi
Sultano ottomano (Amasya 1467 - Costantinopoli 1520), succeduto al padre Bāyazīd II (1512). Vinse i Safavidi a Cialdirān (1514), estese il dominio ottomano nell'Anatolia Orientale, conquistò la Siria e l'Egitto (1516-17). Grazie ai successi conseguiti e al prestigio derivatone, pose l'Impero ottomano alla guida del mondo musulmano. È noto nella storia turca col titolo di Yāvuz ("il crudele").... Leggi
Poeta persiano (n. Iṣfahān 1603 circa - m. 1677), panegirista degli scià ṣafavidi e dei sovrani moghūl d'India, dove visse a lungo. Autore di qaṣā'id, è soprattutto famoso per i suoi ghazal, un cui aspetto tipico, proprio dello stile indiano entro cui Ṣ. si colloca, è costituito dall'uso di un apoftegma moralistico o filosofico spiegato nel verso successivo con una metafora.... Leggi
Minoranze islamiche (dall’arabo shī‛at ‛Alī, «la fazione di ‛Alī»). La loro origine risale alla morte del Profeta (632). Sono divisi in tre grandi nuclei: zaiditi, che rappresentano l’indirizzo meno lontano dall’ortodossia sunnita sul terreno politico e giuridico; imamiti o duodecimani, s. moderati, i più numerosi e politicamente importanti; ismailiti o batiniti, i più lontani dall’ortodossia... Leggi
(o Mossul; ar. al-Mouṣil) Città dell’Iraq settentrionale (1.400.000 ab. ca. nel 2007), posta sulla destra del Tigri, circa 350 km a NO di Baghdad; capoluogo della provincia di Ninive. Circondata da una fertile regione agricola, i cui principali prodotti sono i cereali, la frutta (agrumi) e il bestiame, nei suoi dintorni sono alcuni giacimenti petroliferi... Leggi
Qïzïlbāsh Nome («testa rossa») riferito a varie sette sciite (Alawiti) sorte sul finire del 13° sec. in Anatolia e Kurdistan, caratterizzate dall’indossare un berretto rosso a 12 punte, in ricordo dei 12 imām sciiti. Il termine indica anche: le tribù turcomanne dell’Anatolia orientale, Siria settentrionale e Armenia seguaci della dinastia persiana sciita dei Safavidi; certe tribù, non turche e di lingua persiana, sostenitrici dei Safavidi; un gruppo sciita discendente dalle truppe lasciate dal... Leggi
Città dell’Iran (959.1160 ab. nel 2006), capoluogo della provincia omonima, a SO di Teheran, sulla grande via di comunicazione che da Teheran, per Kashan, conduce a Esfahan. Importante centro sciita, meta di pellegrinaggio dei fedeli che visitano la tomba di Fa’ṭima (m 816), sorella dell’ottavo imām ‛Alī ibn Mūsā ar-Riḍā (m. 818).La città risale all’Alto Medioevo; distrutta da Tamerlano, fiorì sotto i sovrani Safavidi; fu nuovamente ridotta in rovina dagli Afghani nel 1722; il suo sviluppo... Leggi
Storico persiano (m. 1535 circa); la sua opera maggiore è il Ḥabīb ussiyar, una storia generale del mondo musulmano sino agli inizî dei Ṣafavidi.... Leggi
HERĀT (A. T., 92). - Città dell'Afghānistān, capoluogo di provincia, a 34° 22′ N. e 62° 9′ E., a 922 m. s. m., nel centro d'una fertile pianura nella valle. del Heri-rūd. La sua popolazione, mista di elementi svariati, senza qualità militari, è composta in massima parte di musulmani sciiti, oltre a una colonia commerciale indù e numerosi Ebrei. Nel momento del suo massimo splendore, prima del passaggio di Genghiz Khān, si dice avesse 1.600.000 ab., al principio del sec. XIX 100.000, nel 1883 70.000, dopo le guerre del 1838-40 circa 6000, sui 18.000 nel 1905 e circca 30. Leggi