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Re di Roma (sec. 6º a. C.), sesto nella successione. Secondo una tradizione, figlio di Ocrisia, nobile latina divenuta schiava di Tanaquilla, moglie di Tarquinio Prisco, fu da questo elevato dall'originale condizione servile (donde il nome) a proprio genero, e gli successe sul trono. Favorito dalla dea Fortuna (cui elevò un tempio), dopo un lungo regno (date tradizionali 578-535 a. C... Leggi
Città del Lazio, capitale della Repubblica Italiana; capoluogo di regione e di provincia (Comune di 1307,7 km2 con 2.718.768 ab. nel 2008).Il problema dell’etimologia del nome di R. si era presentato già alla mente degli antichi, ma le soluzioni da essi offerte non reggono alla critica scientifica. È impossibile che Rōma derivi da Rōmŭlus, vero pare piuttosto l’inverso (come aveva già intravisto Filargirio). La derivazione accolta più favorevolmente nell’antichità era quella del gr. ῥώμη «forza», ma questa sembra solo un’etimologia erudita... Leggi
Genericamente, la massa delle classi con redditi bassi o minimi, in contrapposizione alle minoranze detentrici del potere economico.Il termine ebbe origine in età romana. Esso indicava, nell’ambito della divisione della popolazione di Roma la classe inferiore, che seguiva alle 5 classi di possidenti dell’ordinamento centuriato attribuito dalla tradizione a Servio Tullio (6° sec. a.C.)... Leggi
Una delle quattro tribù urbane di Roma antica, corrispondenti alle quattro regioni in cui Servio Tullio divise la città.... Leggi
Nell’antica Roma, i cittadini che per le loro funzioni erano considerati aggiunti al censo della quinta e ultima classe dell’ordinamento di Servio Tullio. Nella vita militare, svolgevano funzioni di ausiliari o di riserve, mentre nella vita civile erano pubblici ufficiali a disposizione dei magistrati.... Leggi
(o Ocresia) Schiava in casa di Tarquinio Prisco, madre di Servio Tullio. Secondo una versione della leggenda, la sua maternità fu dovuta a un prodigio di Vulcano o del Lare domestico.... Leggi
Distretto campagnolo nell’antico territorio di Roma (contrapposto a mons); ne sono noti 5: sucusanus, montanus, aventinensis, ianiculensis, lemonius. Politicamente l’istituzione delle tribù tolse ogni funzione ai p. che sopravvissero ancora come unità rurali. Loro feste erano le Paganalie , istituite secondo la tradizione da Servio Tullio (6° sec. a.C.) in occasione del riordinamento dei p. di Roma. Celebrate inizialmente in ciascun p., furono poi sostituite da una festa comune indetta in... Leggi
Ultimo re di Roma (dal 534 al 509 a. C.); figlio o nipote di Tarquinio Prisco, sarebbe salito al regno alla morte di Servio Tullio. Stando alla tradizione antica, perseguitò i senatori e oppresse il popolo; affermò tuttavia la supremazia di Roma sul Lazio, mantenne il primato sugli Etruschi e sugli Equi, abbellì Roma (tra l'altro, portando a termine la costruzione del tempio di Giove Capitolino). Fu cacciato in seguito all'offesa arrecata... Leggi
(lat. Diana) Divinità italica e romana, di origine discussa; il nome presenta la stessa radice di dīus «giorno»; quindi è la «splendente», la «luminosa». Dalle donne romane era venerata soprattutto come assistente ai parti (D. Lucina ) al pari di Giunone, ed era in generale considerata protettrice delle donne. La sua caratteristica essenziale è quella di regnare nel mondo dei boschi e di soprintendere alla vita delle fiere; di qui i boschi come centro principale del suo culto. Nel Lazio il culto principale era nel santuario del bosco di Ariccia presso il Lago di Nemi; intitolato a D... Leggi
tribù antropologiaGenericamente, gruppo etnico di ordine semplice, i membri del quale parlano uno stesso linguaggio, hanno consapevolezza di costituire un organismo sociale ben determinato e politicamente coerente, e come tale riconosciuto dai gruppi vicini. La coesione della t... Leggi
Opera o insieme di opere che mirano a diminuire l’efficacia offensiva degli avversari, servendosi delle caratteristiche naturali del terreno e modificandole opportunamente con apprestamenti tecnici. 1. Preistoria ed età anticaCon il fissarsi degli abitati sorsero anche le prime cinte murarie di rozze pietre a secco, che si perfezionarono a mano a mano nella tecnica e nell’impianto con contrafforti, torri, fossati, avancorpi... Leggi
antropologia C. matrimonialiSuddivisioni esogamiche (meglio note come fratrie o, se in numero di due, metà ) in cui si ripartisce la società, indipendentemente dalla divisione della società medesima in clan, sezioni o altri sottogruppi sociali. Questa istituzione si trova presso numerose popolazioni di interesse etnologico (nelle due Americhe, in Melanesia, in Australia e, con minore frequenza, in Africa) e spesso si accompagna a una suddivisione categoriale della realtà che include, oltre alla società stessa, anche il mondo naturale (animali, piante, astri, fenomeni atmosferici ecc.)... Leggi
SERVIO TULLIO. - Il sesto re di Roma. Mentre una leggenda raccontava che la madre sua Ocrisia, nobile signora latina, era già incinta di lui quando la guerra l'aveva resa schiava di Tanaquilla moglie di Tarquinio Prisco, un'altra leggenda narrava che essa l'aveva concepito, già schiava, dal genio del focolare della reggia; si spiegava nell'uno e nell'altro modo il suo nome Servius, e la fondazione del culto dei Lari a lui attribuita. E varî prodigi avevano annunciato poi la sua fortuna futura e. Leggi
FORTUNA. - Era presso i Romani la dea del destino, ma specialmente della prosperità e della felicità. Corrispondeva perciò alla divinità greca Tyche. Come divinità che dirige gli umani eventi e che governa il mondo, era rappresentata con in mano il timone della vita e con la sfera, simbolo della mutabilità e dell'incostanza delle cose mondane. Principio di ogni cosa divina e umana, era la fonte della ricchezza e del benessere, la causa dell'indigenza e delle calamità. Leggi
ROMA (A. T., 24-25-26). SOMMARIO. - Il nome (p. 589); Roma antica (p. 593); Roma medievale (p. 749); Roma nel Rinascimento (p. 780); Roma nel Sei e Settecento (p. 802); Roma dalla fine del Settecento al 1870 (p. 827); Roma capitale (p. 841); L'idea di Roma (p. 906). TAVOLE CXLI-CCXLVIII; TAVOLE A COLORI. IL NOME. - Già gli antichi, naturalmente, si erano domandato quale fosse l'etimologia del nome dell'Urbe; ma le loro spiegazioni non reggono alla critica. Che Roma derivi da Romulus è impossibile, e ovvio, invece, il contrario (cfr., del resto, già Philarg., Ad Verg. Ecl. Leggi
PORSENNA. - La tradizione vulgata romana narrava che Tarquinio il Superbo, detronizzato, persuase Lars Porsenna, re di Chiusi, a rimetterlo sul trono con le armi. Il re etrusco venne con un esercito, pose il campo sul Gianicolo e assediò la città. Ma i Romani si difesero compiendo atti di valore tali (Orazio Coclite, Muzio Scevola, ecc.) che P., ammirato, offrì loro la pace e li lasciò liberi, pretendendo solo ostaggi e la restituzione di un distretto a nord del Tevere, che i Romani avevano tolto ai Veienti. Leggi
MONARCHIA. - L'esame delle forme che il governo di uno stato può assumere e dell'eccellenza di una forma rispetto a un'altra dovette presto interessare il pensiero umano, giunto a un certo grado di sviluppo, appena poté affrontare il prqblema politico. Di fronte al fatto di un singolo che imponeva l'autorità sua su un popolo, o di una democrazia di liberi, l'uomo non poté non chiedersi se meglio fosse essere governato da uno solo o da una collettività mtta, che decidesse le cose comuni e la volontà generale facesse legge. Leggi
PAGANALI (Paganalia). - Erano presso i Romani le solenni feste del pagus o villaggio, istituite, si credeva, al tempo di Servio Tullio, in occasione del nuovo ordinamento dei pagi di Roma, in relazione con il censimento della popolazione (Liv., I, 21). In ciascun pago furono istituiti asili per ricovero e difesa dei coloni e si eressero are ai numi custodi del luogo, che divennero il centro della festa del pago. Leggi
ETRUSCHI. - Nell'antichità furono sostenute due tesi opposte, note entrambe a Dionisio d'Alicarnasso (I, 26,30), sulle origini degli Etruschi, che per l'una tesi, indigena, erano autoctoni d' Italia per l'altra, greca, immigrati dall'oriente egeo. Che la prima tesi, la quale implicava una completa ignoranza sulle origini etrusche e quindi una remota antichità della loro immigrazione nella penisola, sia indigena degli Etruschi è ovvio; e risulta dal confronto coi miti etruschi di Tagete e di Tarchon, e dal computo etrusco dei "secoli". Leggi
VICO (Vicus). - Il termine, la cui radice si ricollega con quella del greco οἰκος "casa", ha in latino tre accezioni diverse, che Festo (ed. Müller, p. 371) ci enuncia. Vicus è innanzi tutto una borgata, un villaggio che si distingue dalla civitas non tanto per la sua ampiezza o importanza, quanto perché non ha come questa un'organizzazione politico-amministrativa aautonoma; in secondo luogo è il complesso di più case e strade di una città, quello che noi oggi diremmo un quartiere. Infine vicus, aggiunge Festo, è un immobile urbano diviso in appartamenti di affitto. Leggi
AVENTINO. - L'Aventino passa comunemente per uno dei sette colli della Roma primitiva, mentre in realtà entrò a far parte della compagine della città fortificata in età relativamente tarda essendo distaccato dalle altre colline; tuttavia per la sua posizione eminente e a dominio del passaggio del fiume, fu sempre dai Romani custodito con particolare riguardo, e in una certa epoca si sentì il bisogno di includerlo entro le mura. Quando ciò sia avvenuto è discusso. La tecnica di quel tratto di muro che resta presso il viale Aventino si può attribuire al sec. III o al massimo al II a. Leggi
ROMA. - Archeologia (XXIX, p. 593; App. II, 11, p. 735). Leggi