1. KIMON

    1°. - Pittore nativo di Kleonai presso Corinto. Fu attivo negli ultimi decennî dei VI sec. a. C., come documenta l'epigramma di Simonide (Anth. Pal., ix, 758), il quale dovette conoscerlo alla corte di Ippia ed Ipparco. Le peculiarità di K. ricordate dalle fonti sono fondamentalmente due: la prima era che si faceva pagare ben più dei suoi predecessori (Aelian., Var. hist., viii, 8); la seconda, che egli escogitò i catagrapha, id est obliquas imagines (Plin., Nat. hist... Leggi

  2. ARKESILAOS

    1°. - Figlio di Aristodikos, vissuto sul principio del sec. V a. C., scultore ricordato da Simonide (Fr., 157) come autore di una statua d'Artemide pagatagli 200 dracme pane. Bibl.: C. Robert, in Pauly-Wissowa, II, 1896, s. v., c. 1168, n. 20.(M. T. Amorelli)... Leggi

  3. PITTURA

    L'impulso a delineare forme visibili col disegno è spontaneo all'uomo in qualunque stadio del suo sviluppo storico (nel quale è, ovviamente, compreso anche il periodo che noi chiamiamo della "preistoria"). Ugualmente, quello di imprimere macchie di colore (dapprima sul proprio corpo); di dare poi a queste una forma mediante impronte (mani intrise di colore o "risparmiate"; più tardi pintaderas [v.] o sigilli)... Leggi

  4. EPEIOS

    Figlio di Panopeo, leggendario costruttore del cavallo di Troia (Od., viii, 493; xi, 523; Il., xxiii, 665 ss.); come tale, accanto al cavallo e fra Atena e Agamennone in trono è raffigurato su una kölix a figure rosse da Vulci a Monaco e in uno specchio etrusco. Da Omero è ricordato anche come partecipante ai giochi funebri in onore di Patroclo, in cui vinse Eurialo nel pugilato. Polignoto lo aveva rappresentato nell'Ilioupèrsis, nella Lesche degli Cnidî a Delfi (Paus... Leggi

  5. MNEMOSYNE

    Personificazione della memoria, e del ricordare in genere, madre delle Muse secondo Esiodo, M. è una divinità antichissima, venerata talvolta sola, più spesso insieme alle Muse. Il suo culto è anche associato a quello di Asklepios ed è connessa coi riti di incubazione; ricopre inoltre un ruolo importante nel culto di Trophonios a Lebadeia (Paus., Ix, 39, 8 e 13; Plin., Nat. hist., xxxi, 15).Numerosi sono gli attributi che accompagnano la figura di M. nella letteratura. Esiodo (Theog... Leggi

  6. ARMODIO E ARISTOGITONE

    Cittadini ateniesi, uccisori di Ipparco, il figlio minore del tiranno Pisistrato (514 a. C.). Il ricordo di questi due amici e delle loro gesta è interamente legato a determinati momenti dell'ulteriore sviluppo politico di Atene. Uno di questi momenti fu quello che successe alla cacciata dei fratello di Ipparco, il tiranno Ippia, per opera degli Spartani (510 a. C.); un altro, intorno al 480 e - dopo la cacciata dei cosiddetti Trenta Tiranni - proprio alla fine del sec. V a. C... Leggi

  7. DANAE

    Figlia di Acrisio, re di Argo, e di Euridice (v.). Il padre sa dall'oracolo che il figlio di D. lo avrebbe ucciso e fa costruire una stanza di bronzo dove chiude D. con la nutrice; Giove, però, riesce a penetrarvi sotto forma di pioggia d'oro. Dal connubio di D. e Giove nasce Perseo (v.). Acrisio si accorge del fanciullo e fa chiudere la madre ed il figlio in un'arca che abbandona alle onde. L'arca approda a Serifo e D. è accolta da Ditti, fratello del re Polidette. Quest'ultimo, invaghitosi di D., si vuole liberare di Perseo e lo manda a uccidere Medusa... Leggi

  8. PINAKES

    La parola pìnax significa originariamente qualunque elemento piano (Od., xii, 67), ma in particolare una tavoletta per scriverci (Il., vi, 169; Aysch., Suppl., 946; Aristoph., Thesmophor., 778; Plat., Kritias, 120, c). Il significato di tavoletta per dipingere e quindi di pittura, viene da questa via, ed anche dal fatto che p. è chiamato ad indicare le tavolette votive, spesso ignote, che si appendevano all' immagine della divinità, sulle pareti dei santuarî o degli alberi sacri (Aysch., Suppl., 463; Aristot., Pol., 1341, e, 36; I. G... Leggi

  9. KRITIOS e NESIOTES

    (Κριτίος nelle iscrizioni; Κριτίας in Pausania e Luciano; Critias in Plinio; Νησιώτης in Plutarco, Moralia, 802 A e Luciano; Νεσιότες nelle iscrizioni). - Artisti greci di cui Plinio (Nat. hist., xxxiv, 49) pone la fioritura dell'arte nell'83a Olimpiade (448-444 a. C.); essi vengono citati accanto ad Alkamenes (v.) e Hegias (v.) come emuli di Fidia. Questa data è inesatta e può tutt'al più indicare la fine dell'attività dei due artisti, in quanto Hegias è stato probabilmente uno dei maestri di Fidia. Luciano (Rhet. praecept., 9) chiama K. e N... Leggi

  10. EROS

    Per quanto E. sia nominato e raffigurato un numero infinito di volte, è forse, fra tutti gli dèi greci, la figura meno chiaramente circoscritta e definita nella sua essenza divina e quella che meno ebbe una ricca narrativa mitologica.In Omero il vocabolo E. appare come una potenza di desiderio in generale (di mangiare, di bere, di piangere) e viene usato con una certa frequenza (Il., xiii, 638; xxiv, 227), ma non indica una divinità, anche se (Lasserre, p. 21 ss.) nei due passi nei quali E. significa il desiderio amoroso (iii, 442; xviii, 294 ss... Leggi

  11. NIKE

    Dea della vittoria, innanzitutto colei che dà la vittoria. Probabilmente come dea, al pari della Vittoria (Victoria) romana (v. più avanti; Kretschmer, in Glotta, xiii, 1924, 105) essa è più antica dello stesso concetto astratto della vittoria, benchè in Omero compaia sicuramente il concetto, e forse anche N. in qualità di dea (Il., iii, 457). La concezione fondamentale degli studiosi del XIX sec., che la N... Leggi