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(ebr. Sīnai, ar. Ṭūr Sīnā) Penisola di forma triangolare che geograficamente appartiene all’Asia e politicamente all’Egitto, di cui costituisce due governatorati (S. Settentrionale, 25.574 km2 con 339.752 ab. nel 2006 e capoluogo el-‛Arish; S. Meridionale, 33.140 km2 con 149.335 ab. e capoluogo at-Tur). Bagnata a N dal Mar Mediterraneo, è compresa tra due grandi fosse tettoniche, a SE quella, molto più profonda, costituita dal Golfo di Aqabah, a SO quella di Suez, lambita da una piana costiera Leggi
Matematico e fisico russo, naturalizzato statunitense (n. Mosca 1935). Dopo essersi laureato presso la facoltà di matematica e meccanica dell'Università di Mosca nel 1957, ha iniziato la sua attività di ricerca sotto la guida di A. N. Kolmogorov. Prof. di matematica alla Princeton University, ha dato contributi fondamentali (1959) al calcolo dell'entropia dei sistemi dinamici... Leggi
Stato dell’Africa nord-orientale, che si estende anche in territorio tradizionalmente considerato asiatico, a E dell’istmo di Suez (penisola del Sinai). Il nome deriva da quello dell’antica città di Menfi, in babilonese Hikuptah, divenuto in greco Αἴγυπτος... Leggi
(arabo Ghazza; ebr. ‛Azzāh) Città della Palestina (483.869 ab. nel 2007), nella penisola del Sinai, a breve distanza dal mare, compresa nella Striscia di Gaza. Tributaria, nei tempi più antichi, dell’Egitto, fu espugnata dai Filistei. Fino alla conquista di Alessandro Magno (332) fu di fatto indipendente. Distrutta da Alessandro Ianneo (94 a.C.) e poi ricostruita da Gabinio (54 a.C.), divenne poi centro di cultura greca. Con la penetrazione cristiana fiorì (5°-6° sec.) la scuola di... Leggi
sĕlīḥāh Preghiera penitenziale ebraica che, secondo il Talmūd, Dio stesso avrebbe insegnato a Mosè quando, sul Sinai, gli manifestò la sua misericordia (Esodo 34, 6-7). Il suo nucleo essenziale è costituito da versetti biblici recitati nei giorni di digiuno e nel periodo penitenziale (prima del Capodanno e tra questo e il kippūr). I paiṭānīm (compositori di piyyūṭīm) ampliarono lo schema della s., inserendovi libere creazioni poetiche. La s. più famosa è quella che incomincia con le parole... Leggi
el-‛Arīsh Località del Sinai, in un’oasi ricca di palme, in prossimità della costa mediterranea. storiaNel febbraio 1799, durante la campagna d’Egitto, l’esercito napoleonico vi riportò una difficile vittoria e il 24 gennaio 1800 vi fu conclusa una convenzione che stabiliva l’evacuazione dell’esercito francese dall’Egitto, ma, non essendo stata ratificata dagli Inglesi, i Francesi dovettero battersi con i Turchi e un gruppo di spedizione inglese fino al 1801.... Leggi
Festa mobile che la liturgia cristiana celebra di domenica, 49 giorni dopo la Pasqua, per ricordare la discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo, sugli Apostoli e la Vergine. È la solennità che corona il periodo pasquale e celebra la nascita della Chiesa quale comunità dei redenti. Come la Pasqua, anche la P. venne a sostituirsi a una festa giudaica, nella quale si commemorava la promulgazione della legge divina sul Sinai e l’offerta delle primizie delle messi... Leggi
sul Sinai (6°-7° sec.) e a Roma (Madonna della Clemenza, 7°-8° sec., S. Maria in Trastevere)... Leggi
Appendice nord-orientale del Mar Rosso, tra la penisola del Sinai e l’Arabia Saudita; lungo 150 km e largo in media 40, ha una profondità massima di 1422 metri. Al suo imbocco meridionale, l’isola Tiran. Nella sua parte interna si trovano il centro omonimo al-Aqabah (63.000 ab. ca.), unico porto della Giordania, e quello di Elat in territorio d’Israele, fondato nel 1948, che ha avuto un notevole sviluppo. Termina qui la grande valle del Uadi Arabah. Anticamente in questa zona... Leggi
col suo popolo, lo guida e lo richiama agli obblighi assunti con l’alleanza del Sinai: i profeti, che... Leggi
(ebr. Ḥōrēb) Nella Bibbia, monte sul quale Mosè ha varie teofanie e promulga la legge agli Ebrei. Il nome sembra sinonimo di Sinai ed è probabile che l’impiego dell’uno o dell’altro dipenda dalle diverse fonti in cui compare.... Leggi
L’uso di mangiare carne cruda, specie in occasione di sacrifici religiosi. Il mangiare la carne cruda della vittima sacrificale costituisce un caso specifico del sacrificio concepito come comunione; il suo principio informatore è probabilmente dovunque lo stesso, cioè quello di assorbire la particolare potenza conferita all’animale mediante la consacrazione. Appartenendo alla divinità o essendo la divinità stessa, la vittima deve essere consumata nel pieno possesso della sua natura, cioè viva e cruda, affinché il sacrificante possa raggiungere una vera e propria comunione... Leggi