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linguistica La parte della linguistica che studia la connessione di unità minori a formare unità maggiori. In questo senso si parla anche di fonetica sintattica (o sandhi, con il termine della grammatica sanscrita) per indicare i fenomeni che risultano dall’accostamento dei suoni nella catena parlata. 1. DefinizioneLa s. per eccellenza è considerata quella che studia la frase, come composta di parole Leggi
Rappresentazione sistematica di una lingua e dei suoi elementi costitutivi, articolata tradizionalmente in fonologia (dottrina dei suoni di cui è costituita la parola), morfologia, sintassi, lessicologia (studio scientifico del sistema lessicale di una lingua) ed etimologia. G. è anche la disciplina stessa (considerata nel Medioevo una delle ‘arti del trivio’) che ha per oggetto tale rappresentazione. Inoltre, in passato si dava il nome di g... Leggi
In linguistica, nella sintassi del periodo, la relazione che si stabilisce tra due proposizioni collocate nel periodo su piani diversi, in modo che l’una (subordinata) risulti dipendente logicamente e grammaticalmente dall’altra, che viene detta perciò principale, o reggente (➔ proposizione)... Leggi
Linguaggio artificiale, costituito con lessico in parte volgare o dialettale e in parte latino, ma con morfologia, sintassi, metrica e prosodia latina. Ha le sue prime manifestazioni nella letteratura burlesca medievale (canti goliardici; sermons joyeux; farces), ma assume fisionomia definita solo verso la fine del 15° sec. in Italia, e si fissa col Baldus di T. Folengo, che inaugura un vero e proprio genere letterario, raccogliendo seguaci anche in vari paesi europei... Leggi
Caso grammaticale caratterizzato nelle lingue indoeuropee dalla massima uniformità desinenziale, dall’elevata frequenza, da notevole stabilità diacronica. La sintassi scolastica moderna distingue diversi valori nell’a. latino e greco: l’a. retto da un verbo transitivo e l’a. libero, il quale ha vari significati (durata, estensione, termine di movimento). Si distinguono inoltre, in opposizione all’a. ordinario: a) a. di relazione, corrispondente ai costrutti italiani «quanto a... Leggi
Lingua semitica, derivata dall’antico etiopico (ge’ez), o da un suo dialetto; ha subito forti alterazioni nella fonetica, nella morfologia e nella sintassi, e infiltrazioni cuscitiche nel lessico. È parlata nell’Abissinia centrale, meridionale e occidentale, in una zona che non corrisponde quindi, attualmente, alla regione che le ha dato il nome, l’Amhara. I suoi più antichi documenti (canti in onore di re) risalgono al sec. 14°, ma solo nei primi decenni del sec. 20°, per influsso di... Leggi
linguistica In sintassi, il collegamento tra due o più proposizioni all’interno di un periodo, mediante giustapposizione o coordinazione e non mediante subordinazione. medicinaIn psichiatria, disturbo dei processi trasferali e controtrasferali. Si verifica quando impressioni antecedenti (maturate nella prima infanzia) sono proiettate sugli altri, vissuti così come persone diverse da quelle che sono realmente (per es., madre invece di moglie, persecutore invece di amico).... Leggi
Il suo stile è il frutto di una sapiente e riuscita combinazione tra una sintassi a volte sofisticata e un vocabolario semplice, elementare.
Angela Urbano
In logica matematica, scienza che ha per oggetto una teoria, detta teoria-oggetto. Si usa distinguere una m. sintattica , o sintassi, da una m. semantica , o semantica. La sintassi ha per oggetto le sole proprietà formali o strutturali delle espressioni della teoria, la semantica studia invece anche i significati dei simboli.... Leggi
Sigla di Backus-Naur Form, primo esempio di metalinguaggio utilizzato in informatica per descrivere in modo rigoroso la sintassi di un linguaggio formale, in particolare di un linguaggio di programmazione; consente di specificare in più passi quali sequenze di simboli sono accettabili nel linguaggio che si vuole definire (nel caso che questo sia un linguaggio di programmazione, le sequenze accettabili corrispondono ai programmi sintatticamente corretti).... Leggi
In sintassi, le proposizioni subordinate che hanno il predicato di modo ‘indefinito’ (infinito, participio, gerundio), contrapposte alle proposizioni esplicite: ‘camminando di questo passo, non arriveremo mai’ (implicita); ‘se camminiamo di questo passo, non arriveremo mai’ (esplicita).... Leggi
In linguistica, si dice di composto in cui la relazione tra i membri componenti è espressa mediante una quasi regolare applicazione delle norme che riguardano la sintassi dei sintagmi: per es., gr. πυρίκαυστος (= σὺν [o ἐν] πυρὶ καυστός) «bruciato al fuoco» (rispetto al tipo asintattico πυρορραγής «spaccato al fuoco»).... Leggi
In sintassi, proposizioni che hanno il predicato di modo finito (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo), contrapposte alle implicite , che hanno il predicato di modo infinito (infinito, participio, gerundio, o, in latino, supino).... Leggi