chimica Mezzo di illuminazione costituito da un cilindro di cera, stearina, paraffina, sego, o miscela di tali sostanze, contenente un lucignolo che, acceso, dà fiamma e luce. Anticamente le c. si preparavano immergendo a più riprese nella cera fusa i lucignoli appesi a bacchette sostenute da un telaio (metodo alla bacchetta), oppure versando con un cucchiaio la cera fusa sui lucignoli appesi a un cerchio di legno (metodo al cucchiaio). All’inizio del 19° sec. cominciò a diffondersi l... Leggi
Residuo della distillazione dei catrami ottenuti per decomposizione pirogenica di sostanze organiche (carboni fossili, ligniti, ferro, colofonia, stearina, cellulosa, petrolio ecc.); a seconda delle modalità seguite nella distillazione e della natura dei prodotti di partenza si hanno differenti tipi di p., che hanno proprietà e applicazioni diverse. Si chiama p. comune il residuo della distillazione del catrame di carbon fossile.... Leggi
Acido alifatico saturo, di formula CH3(CH2)16COOH; si trova assai diffusamente in natura, esterificato con la glicerina, negli oli e nei grassi di origine animale (20-35 %) e vegetale (generalmente in minor quantità); massa consistente dall’aspetto ceroso, che fonde a circa 69°C, insolubile in acqua, solubile in alcol ed etere. I sali ed esteri dell’acido vengono detti stearati e sono sostanze solide usate nella preparazione di unguenti, di creme (s. di sodio, di zinco), come siccativi, nell’industria delle vernici, degli inchiostri da stampa (s... Leggi
Nome comune di alcune piante del genere Theobroma (famiglia Malvacee) e del loro seme, da cui si ricava un prodotto alimentare (detto anch’esso c.) in polvere di color bruno-rossiccio, aromatico e amaro, usato nella fabbricazione del cioccolato. 1. BotanicaTutte le specie di Theobroma provengono dall’America tropicale: la più coltivata è T. cacao (v. fig.), meno coltivate sono T. bico;lor, T. angustifolium, T. ovalifolium e altre. La prima specie è un albero alto 3-10 m, con rami grigiastri, foglie grandi, persistenti, alterne, acute, intere... Leggi
Nome sotto il quale si comprendono alcune miscele complesse di origine vegetale, animale, minerale e anche sintetica (dette anche ceridi). chimicaChimicamente le c. di origine animale e vegetale sono miscele di esteri di acidi grassi superiori con alcol monovalenti pure a elevato numero di atomi di carbonio, aciclici o ciclici (differiscono perciò dai grassi per la presenza in questi ultimi di un alcol sempre trivalente, la glicerina). Generalmente entrano a costituire le c... Leggi
Sostanza di colore giallognolo estratta dai semi dell’albero Stearodendron stuhlmannii. Con punto di fusione di 40-42 °C, è costituito essenzialmente da esteri degli acidi oleico e stearico; nei paesi d’origine si impiega come commestibile e si esporta come materia prima per preparare stearina.... Leggi
STEARINA (dal gr. στέαρ "grasso"). - L'estere glicerico dell'acido stearico è scientificamente chiamato stearina; nell'industria e nel commercio con questo nome si chiama invece la parte solida degli acidi grassi ottenuti dalla saponificazione dei grassi in genere, tanto vegetali quanto animali. Chimicamente quindi la stearina è una miscela di acido palmitico e stearico nella quale si trovano piccole quantità di acido oleico. Si distinguono in commercio due qualità principali di stearina. Leggi
CANDELA (lat. candere "splendere"; fr. bougie; sp. candela; ted. Kerze; ingl. candle). - Cenni storici. - La storia della candela, è, fino a circa un secolo e mezzo fa, la storia dell'illuminazione. Presso i Romani erano in uso cordoni di canape immersi nella pece, o in cera animale; più tardi apparvero torce costituite di fibre di papiro immerse in pece e ricoperte di cera. Si fabbricavano pure lumi funebri di midollo di giunco imbevuti di grasso. Leggi
GRASSI (fr. graisses; sp. grasas; ted. Fette; ingl. fats). - Sostanze che si trovano sia nei vegetali sia negli animali, composte di carbonio, idrogeno e ossigeno, molli e untuose al tatto, di peso specifico inferiore a quello dell'acqua, nella quale sono insolubili.Chimica.Fin dai tempi più remoti le peculiari proprietà dei grassi naturali attrassero l'attenzione degli uomini e il loro interesse crebbe col crescere della civiltà. Non è nota l'origine della loro applicazione nell'uso domestico e nelle arti; è peraltro noto che anche nei tempi più lontani si usavano olî e grassi vegetali. Leggi
FIAMMIFERO (fr. allumette; sp. cerilla, fósforo; ted. Streichholz, Zündholz; ingl. match). - Stelo di materia combustibile con capocchia formata di sostanze che prendono fuoco se strofinate su una superficie ruvida o spalmata di miscele speciali.L' uso del fiammifero risale a epoca relativamente recente. Fino ai primi decennî del sec. XIX, infatti, si usavano, per l'accensione, acciarino e pietra focaia con esca, o anche stecchini di legno impregnati di zolfo. Nel campo chimico, però, già fin dal 1680, G. Haukwitz, lavorando sotto la direzione di R. Leggi
MERLUZZO (lat. scient. Gadus morrhua L.; fr. morue; sp. abadejo; ted. Dorsch o Kabeljau; ingl. cod). - Pesce osseo dell'ordine dei Teleostei, sottordine Anacanthini, famiglia Gadidae. Corpo allungato con 3 pinne dorsali e 2 anali; la 1ª dorsale possiede 10 a 15 raggi, la 2ª 16 a 22, la 3ª 18 a 21; la 1ª anale 20 a 23 raggi e la 2ª 16 a 19, tutti raggi molli: la ventrale 6, la pettorale 20. Denti mascellari con fasce strette, palatini assenti, bargiglio mentale lungo quasi quanto l'occhio o poco più. Muso ottuso con mascella superiore più lunga. Leggi
CERA (gr. κηρός; λατ. cera; fr. cire; sp. cera; ted. Wachs; inglese wax). - È, propriamente, la sostanza che le api elaborano nel loro organismo, e che serve come materiale per la costruzione dei favi (v. ape). Più genericamente, in chimica, si comprendono sotto il nome di cere alcune sostanze di origine animale o vegetale, simili ai grassi, da cui differiscono però per alcune proprietà fisiche e per una fondamentale proprietà chimica. Leggi
FIAMMA (dal lat. flamma; fr. flamme; sp. flama; ted. Flamme; ingl. flame). - Quando un combustibile (v.), viene portato alla temperatura di accensione, le velocità delle reazioni di combustione (v.) assumono valori molto elevati e il calore svolto innalza rapidamente la temperatura dei prodotti gassosi della combustione i quali diventano luminosi: si ha cioè formazione di fiamma. La luminosità d'una fiamma è molto spesso dovuta o accentuata da particelle esilissime di carbonio solido portate all'incandescenza. Leggi
UVA (fr. raisin; sp. uva; ted. Traube; ingl. grape). - L'uva è il frutto della vite. Botanicamente si tratta d'un'infruttescenza, o grappolo composto, comprendente un numero più o meno grande di bacche, portate da un complesso di ramificazioni parzialmente erbacee e parzialmente lignificate, che costituiscono il raspo.Ampelograficamente il grappolo può avere caratteristiche differenti: può essere semplice, alato, bi- o tripartito; compatto o spargolo; piramidale, conico, cilindrico. Leggi
PARAFFINA. - Miscela di idrocarburi alifatici solidi a temperatura ordinaria; J. N. Fuchs (1809) la isolò dal petrolio di Tegernsee, K. L. von Reichenbach (1830) dal catrame di lignite, Selligne (1832) dai prodotti di distillazione degli scisti bituminosi; dopo il 1850 venne prodotta industrialmente in Germania e in Inghilterra; ora si ottiene principalmente dai petroli, detti appunto a base paraffinica, negli Stati Uniti e in Birmania. Leggi
SESAMO (gr. σήσαμον; lat. sesămum; lat. scient. Sesamum Indicum L. o S. orientale DC.). - Pianta Dicotiledone Simpetala della famiglia Pedaliacee: è un'erba annua, eretta, pubescente che può raggiungere 60-150 cm. d'altezza, con foglie ovali dentate o le inferiori anche trilobate, lungamente picciolate; i fiori solitarî e ascellari hanno una corolla rosea tubulosa, bilabiata, che somiglia un poco a quella della digitale. Il frutto è una capsula oblunga, oscuramente tetragona quadrivalve perché ognuna delle due logge è bipartita per un falso tramezzo. Leggi