29 risultati
Elemento chimico di numero atomico 52, peso atomico 127,60, simbolo Te . Ne sono noti 8 isotopi stabili con peso atomico fra 120 e 130.Il t. fu scoperto nel 1782 da J.F. Müller, ma fu isolato solo nel 1798 a opera di M.H. Klaproth, il quale gli dette il nome di Tellur. Si trova come tellururo (di ferro, rame, piombo, argento, oro ecc Leggi
Elemento chimico di numero atomico 83, simbolo Bi, peso atomico 209,00 appartenente al 5° gruppo del sistema periodico (sottogruppo dell’azoto, fosforo, antimonio, arsenico). 1. CaratteristicheIn natura si trova (specialmente in Sassonia e Boemia) allo stato nativo, di colore bianco argenteo, romboedrico, raramente in cristalli, di solito massiccio, granulare, foliaceo o arborescente; quasi sempre contiene altri elementi (arsenico, zolfo, tellurio ecc.). È contenuto, inoltre, in... Leggi
Elemento chimico, radioattivo, simbolo Po , numero atomico 84, peso atomico 210,0, di cui sono noti 27 isotopi, con numero di massa tra 192 e 218, tutti radioattivi; di questi, solo sette si ritrovano in natura come termini di serie di decadimenti radioattivi; soltanto gli isotopi di massa 208 e 209, che hanno vita media relativamente lunga (ca. 3 e ca. 103 anni rispettivamente), si trovano nei minerali d’uranio, dove l’elemento fu scoperto da P. e M. Curie nel 1898. Dal punto di vista chimico il p... Leggi
Lega ferro-carbonio di solidificazione eutettica, con tenore in carbonio tra 1,9 e 6,5%. 1. GeneralitàLa g. è prodotta in genere per riduzione dei minerali di ferro all’altoforno, soprattutto per fabbricazione di acciaio; 1/10 si usa in fonderia. Le g. sono ipoeutettiche , eutettiche e ipereutettiche (➔ eutettico) se con tenori di carbonio pari a 2-4,3%, 4,3% e maggiori di 4,3%. A differenza degli acciai (leghe Fe-C con tenore di carbonio inferiore al 2%), nelle g. il carbonio si ha in forma elementare di grafite o combinato in carburo di ferro Fe3C (cementite)... Leggi
biologiaE. genetico trasponibileUnità genetica in grado di inserirsi in un cromosoma, uscirne e reinserirsi successivamente in una diversa posizione. Con tale locuzione sono altresì indicate le sequenze di inserzione, i trasposoni, alcuni batteriofagi e gli e. di controllo , capaci di rendere un gene bersaglio mutante instabile. Gli e. di controllo sono stati identificati nei primi anni 1950 da B. McClintock. E. intensificatore(enhancer). Sequenza di DNA virale, che aumenta l’efficienza della trascrizione e può funzionare situata sia a monte sia a valle del promotore... Leggi
Elemento chimico, simbolo Ga, numero atomico 31, peso atomico 69,714, di cui sono noti due isotopi stabili, 6931Ga (60,4%) e 7131Ga (39,6%), e numerosi isotopi instabili. Scoperto da P.-É. Lecoq de Boisbaudran per via spettroscopica nel 1875, il suo nome deriva dal cognome latinizzato dello scopritore. È un metallo tenero (durezza Mohs 1,5), duttile, di colore grigio bluastro, con densità di 5,9 g/cm3 a 20 °C, che cristallizza in cristalli ortorombici e fonde a 29,78 °C. Il metallo liquido, di colore molto simile all’argento, bolle a 2400 °C e perciò il g... Leggi
Elemento chimico, numero atomico 34, peso atomico 78,96, simbolo Se; fu scoperto da J. Berzelius nel 1817 nelle melme delle camere di piombo di un impianto di acido solforico a Gripsholm (Svezia). chimicaDel s. sono noti 6 isotopi stabili: 7434Se (0,9%), 7634Se (9,1%), 7734Se (7,5%), 7834Se (23,6%), 8034Se (49,9%), 8234Se (9,0%). Il s. nativo è rarissimo e si presenta in cristalli aciculari di colore grigio o rossastro con lucentezza semimetallica... Leggi
Vibrazione elastica in un mezzo materiale con frequenza superiore a quella limite di udibilità, convenzionalmente fissata a 20 kHz. Per frequenze maggiori di 1 GHz si usa talvolta il termine ipersuono. Coprendo una gamma così estesa di frequenze, gli u. presentano fenomeni ed effetti diversificati che interessano varie aree disciplinari. 1. Evoluzione degli studiI primi esperimenti con u. furono fatti da F. Galton e da G... Leggi
Elemento chimico, appartenente al gruppo degli alogeni, scoperto da B. Courtois nel 1812; simbolo I, numero atomico 53, peso atomico 126,90. Il nome deriva dal francese iode, coniato nel 1812 da J.-L. Gay-Lussac, che lo trasse dal greco ἴον «violetto», per il colore dei suoi vapori. 1. Caratteri generaliÈ noto un solo isotopo stabile, ma se ne conoscono una ventina radioattivi, dei quali il più importante è quello con numero di massa 131 e vita media di circa 8 giorni. In natura lo i. non si trova allo stato libero ma sempre allo stato combinato con diversi metalli... Leggi
In fisica, materiale che a temperatura ambiente (20 °C) presenta valori di conduttività elettrica compresi tra 104 e 10–6 S/m, intermedi quindi tra quelli propri dei conduttori metallici (dell’ordine di 107 S/m o più) e quelli propri degli isolanti (dell’ordine di 10–11 S/m o meno). Si tratta di una categoria di sostanze abbastanza vasta ed eterogenea, comprendente elementi cristallini (per es., germanio, silicio), composti intermetallici e vari (sia cristallini sia amorfi), nonché alcuni composti organici. I s... Leggi
Naturalista (Vienna 1740 - ivi 1825). Autore di ricerche mineralogiche, è noto soprattutto per avere isolato per la prima volta il tellurio (1782).... Leggi
astronomia Righe (o linee) t.Negli spettri dei corpi celesti, le righe di assorbimento dovute ai costituenti dell’atmosfera terrestre, soprattutto vapor d’acqua, ozono, ossigeno (se le righe sono molto vicine, si parla di bande telluriche ). fisica Corrente t.Debole corrente elettrica spontanea naturale, molto variabile, che attraversa la crosta terrestre a causa di piccole differenze di potenziale.... Leggi
TELLURIO. - Elemento chimico; peso atomico 127,5, numero atomico 52. Fu così chiamato (dal lat. tellus "terra") da M.H. Klaproth, che, per primo, nel 1798 lo fece oggetto di accurate ricerche. Successivamente J.J. Berzelius, nel 1832 ne stabilì le analogie con lo zolfo e col selenio. Esso era però conosciuto anche dagli antichi mineralogisti che lo chiamarono aurum paradoxum o metallum problematicum.Il tellurio nativo può contenere quantità apprezzabili di selenio e di oro e anche tracce di. Leggi
TELLURIO (XXXIII, p. 443). - Da circa una ventina di anni il t. ha trovato discrete applicazioni in siderurgia, come speciale aggiunta (0,1%) alle ghise da fonderia per migliorarne l'aspetto superficiale e le caratteristiche dei getti e soprattutto agli acciai da lavorazione alle macchine automatiche, a cui già in tenori di 0,02 ÷ 0,05%, da solo o in associazione al piombo, impartisce un'eccellente lavorabilità agli utensili. Per lo stesso motivo lo si addiziona, in quantità di o,5% circa. Leggi
TELLURE (Tellus-Tellūris). - Antica divinità romana, onorata a Roma come divinità agraria sotto varî aspetti: era dea della vegetazione, della semina e delle messi. Per alcuni è anche una dea del mondo infero, carattere questo che altri escludono completamente. Il nome di T. è stato spiegato in varî modi a seconda del differente carattere che si attribuisce alla dea.Per alcuni fu identica fin da principio a Cerere e a Demetra: essa non sarebbe che la dea greca Demetra trapiantata a Roma. Secondo altri, forse più giustamente, T. Leggi
METALLOIDI. - J. J. Berzelius chiamò metalloidi gli elementi gassosi o quelli solidi senza splendore metallico, cattivi conduttori del calore e dell'elettricità, i cui composti con l'ossigeno hanno proprietà acide. Alcuni metalloidi sono gassosi alla temperatura ordinaria, come l'ossigeno e l'azoto; altri facilmente liquefacibili come il cloro; altri liquidi e volatili come il bromo; altri solidi, fusibili o sublimabili a bassa temperatura come il fosforo, lo zolfo, lo iodio e l'arsenico; altri solidi, difficilmente fusibili, come il carbonio. Leggi
SELENIO. - Elemento chimico che ha peso atomico 79,2 e numero atomico 34. Fu scoperto nel 1817 dal Berzelius e fuda lui chiamato Selenio (dal gr. σελήνη "luna") per la sua analogia con un altro elemento ch'era stato scoperto poco prima, il tellurio (dal lat. tellus "terra"). Il suo simbolo è Se.È un elemento abbastanza diffuso in natura. La modificazione amorfa e rossa del selenio è la sola che si trovi allo stato nativo. Leggi
SOLFORICO, ACIDO (fr. acide sulfurique; sp. ácido sulfúrico; ted. Schwefelsaüre; ingl. sulphuric acid). - Composto chimico, acido inorganico; formula H2SO4, peso mol. 98,02. Allo stato libero si trova in alcuni fiumi dell'America Meridionale (Rio Canea e Rio Vinagre) insieme con acido cloridrico; è contenuto in alcune acque minerali (Paramo de Ruiz 0,5%, Levico circa 8‰); sembra che venga elaborato pure da alcune lumache (Aplisia).Allo stato di combinazione (solfati) è molto abbondante in natura. Ricorderemo, ad es. Leggi
FOTOGRAFIA (dal gr. ϕῶς, ϕωτός "luce" e γράϕω "scrivo"). - Processo fotochimico di riproduzione delle immagini che si formano in una camera oscura. Leggi
POLONIO. - Elemento radioattivo della famiglia del radio. Numero atomico 84; peso atomico 210. Il polonio fu la prima sostanza radioattiva che i coniugi Curie isolarono nel 1898 dai minerali di uranio, e fu chiamato polonio dalla terra natale della signora Curie. Viene spesso chiamato anche radio F per indicare il suo posto nella famiglia del radio. Esso è infatti generato dal radio E con emissione di raggi β e γ e a sua volta si trasforma in radio G emettendo particelle α di cm. 3,67 di gittata e con una vita media di 167 giorni. Leggi
GHISA (XVI, p. 921; App. I, p. 667). - La formazione di grafite è facilitata notevolmente da elementi cosidetti grafitizzanti fra i quali il più importante, com'è noto, è il silicio. Nella tabella è indicato il potere grafitizzante e l'influenza dei varî elementi sulla profondità di tempra della ghisa prendendo come unità di potere grafitizzante l'azione del silicio. Leggi
POMPA DI CALORESi chiama p. di c. una macchina in grado di prelevare energia termica da un ambiente a bassa temperatura e cederla, a temperatura più alta, a un altro ambiente. Il termine nasce dall'analogia con la pompa idraulica, che serve normalmente a sollevare una massa d'acqua da una quota geometrica più bassa a una quota geometrica più elevata. È immediato osservare che la p. di c. Leggi