1. Teòcrito (gr. Θεόκριτος, lat. Theocrĭtus)

    Poeta greco (4º-3º sec. a. C.). T. è uno dei maggiori, forse il maggiore poeta dell'età ellenistica. Scrisse molto: inni, elegie, liriche, giambi, epigrammi. Il genere per il quale diventò famoso già nell'antichità è il bucolico. Tra gli idilli più famosi: Il Ciclope, Le Talisie, Ila, Le Siracusane, Le incantatrici, I mietitori, L'amore di Cinisca (Eschine e Tionico), Le Cariti (encomio di Gerone) e il Tolomeo (encomio del Filadelfo) Leggi

    teocrito si trova anche nelle opere:
    Enciclopedia dell' Arte Antica (1966)

    Poeta bucolico greco, nato in Sicilia (305-245 a. C.).Un piatto argenteo del IV sec. d. C

    Enciclopedia Italiana (1937)

    Poeta lirico greco. Quasi nulla sappiamo della sua vita; poco píù di quello che ci dice egli stesso nelle sue poesie

  2. Alessandrinismo

    Maniera d’arte elaborata, dotta, raffinata, propria della letteratura e della poesia greca (Callimaco, Teocrito ecc.) nel periodo detto alessandrino o ellenistico (4°-1° sec. a.C. ➔ ellenismo). Preannunciato in molti suoi aspetti dall’arte d’Euripide, l’a. si afferma nel mondo greco quando – mutatesi ormai radicalmente le condizioni della vita politica, sociale, religiosa – la letteratura si volge alla grande tradizione classica come oggetto d’imitazione e di studio filologico e... Leggi

  3. Teòcrito di Chio

    Retore e sofista (sec. 4º a.C.). Ostile alla politica della Macedonia e ai suoi re Filippo II e Alessandro, accusò Aristotele di aver tradito gli ideali dell'Accademia platonica per i servigi da lui prestati alla corte macedone. Fu fatto giustiziare da Antigono Monoftalmo.... Leggi

  4. Mòsco (gr. Μόσχος, lat. Moschus)

    Poeta bucolico greco di Siracusa, seguace e imitatore di Teocrito, fiorito intorno al 150 a. C. (dall'enciclopedia bizantina di Suda è messo infatti in rapporto con un Aristarco, probabilmente il grande grammatico di Samotracia). Le sue poesie, insieme a quelle di Bione, sono state tramandate in appendice agli idillî di Teocrito e non tutti i codici ci hanno dato indicazioni sicure circa la paternità delle singole opere... Leggi

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  5. Epillio

    Breve componimento epicizzante. Callimaco ne dettò le leggi, mettendole in pratica con l’Ecale; e. scrissero Teocrito e Mosco. Nella letteratura latina si ricordano il carme 64 di Catullo (l’epitalamio di Peleo e Tetide) e la Ciris pseudovirgiliana. Un e. era anche la famosa Zmyrna di Cinna, che è andata perduta.... Leggi

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  6. Eròda (gr. ‛Ηρώδας, lat. Herodas)

    Poeta greco di Coo (sec. 3º a. C.), contemporaneo di Callimaco e di Teocrito (da Ateneo chiamato ‛Ηρώνδας; it. Eronda), noto specialmente dal 1891 per la scoperta in un papiro dei suoi otto Mimiambi, poesie in forma drammatica (tranne l'8º, narrativo), che rappresentano con vivacità scene della vita borghese e provinciale in stile vario, felicemente popolaresco, letterario e parodistico. Il metro è il coliambo che, usato prima per poesia plebea, fu dagli... Leggi

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  7. Talisie

    Antica festa annuale del raccolto nell’isola greca di Coo. Le T., ricordate già da Omero, si celebravano al tempo di Teocrito (che le descrive nel 7° idillio, 280 a.C. ca.) in onore di Demetra, con un banchetto e libagioni.... Leggi

  8. Asclepìade di Samo

    Poeta greco, fiorito intorno al 290 a. C., che Teocrito considerò suo maestro; uno dei principali rappresentanti del rinnovamento poetico alessandrino; fu autore di carmi melici. Da lui prese nome il verso asclepiadeo nelle sue due forme, minore e maggiore. A noi restano di A. soltanto 45 epigrammi, non tutti sicuri, nell'Antologia Palatina: cantano l'amore e il piacere, con una nota originale di pessimismo romantico, e attraverso la loro sobrietà apparentemente leggera... Leggi

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  9. Pastorale, poesia

    Genere di poesia caratterizzata da un’idealizzazione della vita dei pastori e in genere della vita campestre. Quali che siano le origini della poesia p. (con termine greco bucolica), folcloristiche o connesse al culto religioso, essa si presenta nella letteratura greca in forme già artisticamente evolute e con una tradizione già costituita, rappresentata da motivi fissi e uniformità di tipi e situazioni: tali sono l’amore, felice o contrastato, la semplicità della vita rustica, lo stretto contatto con la natura. Spunti di poesia p... Leggi

  10. Mimo

    letteratura Particolare forma di commedia basata sulla rappresentazione realistica e buffonesca della vita, sviluppatasi come genere teatrale e letterario, in versi e in prosa, presso gli antichi Greci e Romani. Al genere mimico appartengono le farse popolari spartane dei deikelìktai, quelle dei fallofori a Sicione e dei fliaci nella Magna Grecia. Il m. poi si sviluppa, con intreccio sia pure rudimentale, in m. prosastico o realistico e in m. lirico . Sofrone per primo nella seconda metà del 5° sec. a.C. rielaborò letterariamente in prosa ritmica la forma popolare del m... Leggi

  11. Encomio

    Nella Grecia antica, canto corale celebrativo di azioni insigni. In Pindaro è equivalente a epinicio per una vittoria agonale, ma fu detto e. anche il canto conviviale laudativo a solo, più breve, che ebbe poi nome di scolio. Con la retorica siceliota l’e. divenne uno dei generi di eloquenza epidittica. Gorgia di Leontini compose due e. su Elena e su Achille e un altro per gli Elei. All’e. mitico di Gorgia si avvicina Isocrate con l’Elena e col Busiride, mentre con l’Evagora dà il primo esempio d’e. di un contemporaneo in prosa... Leggi

  12. Panegirico

    Nell’antica Grecia si designava con il termine πανήγυρις ogni assemblea aperta a tutti e riunita essenzialmente per motivi agonistico-sacrali. Durante tali celebrazioni si tenevano i discorsi a cui si diede il nome di p. che, avendo carattere suasorio ed encomiastico, erano vicini all’epitaffio, all’encomio e all’elogio. Come genere a sé il p. apparve nella letteratura greca nel 5° sec. a.C. per opera della sofistica, con Gorgia di Lentini. Notevoli esempi sono l’Olimpico di Lisia (388 a.C.), il Panegirico e il Panatenaico di Isocrate... Leggi