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Dal latino trinus, vale " triplice " (la forma latina più nota è trini, concorrente di terni, aggettivo numerale distributivo; cfr. Papia Vocabulista: " trinus, cui tria competunt; trini, terni "). Nella forma volgare è usato solo nel Paradiso, in genere a indicare che in Dio, sull'unità dell'essenza o della natura o della ‛ deità ', si salda la trinità delle persone o relazioni sussistenti... Leggi
Critico (Terni 1897-Firenze 1968), professore nelle università di Cagliari, Catania, Perugia. Il suo commento alla Commedia vide la luce fra il 1934 e il 1936 (Firenze), favorevolmente accolto, pur con qualche riserva, dal Barbi (cfr. Con D. e coi suoi interpreti, Firenze 1941, 34-47); interamente riveduto e largamente rielaborato e rinnovato, usci in nuova edizione nel 1950 (Milano-Messina) e nel 1964 (Bari)... Leggi
Critico letterario (Roma 1878 - Terni 1931); professore di filosofia nei licei. Influenzato dalle correnti mistico-irrazionalistiche di fine Ottocento, approdò (formando - come scrisse il Garin nelle sue Cronache di filosofia italiana, Bari 1955, 166 - triade con Stirner e Corradini) a un'associazione di naturalismo pseudo-scientifico e vitalismo mistico, di religiosità misteriosofica e di nazionalismo e bellicismo politico. Un autore congeniale e precorritore di contemporanee... Leggi
Cardinale, teologo e filosofo (Acquasparta, Terni, 1240 circa - Roma 1302; secondo una tradizione non documentata, appartenne alla famiglia Bentivegna). Entrato nell'ordine dei frati minori nel convento di San Fortunato a Todi, dal 1268 circa frequentò lo Studio di Parigi. Divenuto ‛ magister theologiae ', vi insegnò nel 1277-78; passò poi a Bologna e dal 1279 ebbe l'ufficio di ‛ lector Sacri Palatii ' a Roma, come successore di Giovanni Peckam, che probabilmente era... Leggi
Pittore (Sanseverino Marche 1798 - Roma 1878), " caratteristico esponente di mediocrità e fecondità insieme " (Lavagnino). Di lui rimangono numerose opere, tele e affreschi, di soggetto sacro; a Roma lasciò affreschi nelle chiese della Trinità dei Pellegrini e di San Rocco, e allegorie nel demolito palazzo Torlonia di piazza Venezia e nella villa Torlonia sulla via Nomentana... Leggi
Stampatore (sec. XV); poco si sa di lui, tanto che è difficile stabilire se M. da Parma, Matteo Capocasa e Matteo de Codeca siano la stessa persona. Certamente ‛ Matteo de Codeca ' è abbreviativo di ‛ Capo de Casa ' (quindi ‛ Capocasa Parmensis '), onde si tratta di vedere se lo si possa identificare con M. da Parma... Leggi
Patriota e letterato (Civitacampomarano, Molise, 1779 - ivi 1849). Cugino per parte materna di V. Cuoco, sopportò con eguale fermezza le amarezze e l'esilio per le turbinose vicende del Regno di Napoli: gli eventi della repubblica napoletana del 1799, del decennio francese, della rivoluzione del 1820-21, di quella del 1848 lo videro protagonista e convinto combattente per la libertà. Furono appunto questi eventi che lo portarono nel 1823 in esilio a Firenze, dove si unì in amicizia con G. Vieusseux e con il gruppo che collaborava all' " Antologia "... Leggi
Nelle opere di D. non si trova una nozione storico-geografica dell'U., il che è spiegabilissimo in quanto, salvo il ducato di Spoleto che aveva vita a sé e superava l'ambito regionale, il resto e precisamente la zona a nord e a occidente della valle del Tevere era considerata parte integrante della Tuscia (VE I X 7 Et dextri regiones sunt... Roma, Ducatus, Tuscia).Se vogliamo trovare in D. una visione unitaria della zona umbra dobbiamo riferirci al ducato spoletano del quale in particolare egli esamina la lingua (§ 8) che contrappone a quella dei Romani e dei Toscani... Leggi
Poeta spagnolo (Siviglia 1875 - Collioure, Francia, 1939). Il nome di D. appare sovente sia nei versi che nella prosa di M.; e che non sia questo indizio di ovvia cultura letteraria parrebbe confermarlo il diretto ricordo di certe espressioni nella lingua originale: ‛ intelletto d'amore ', ‛ riveder le stelle ', ‛ in eterno faticoso manto '. Se esprime anche un giudizio positivo su D. lirico nel ritenerlo " padre maggiore e definitivo del sonetto ", il poeta italiano gli serve in un altro momento per giustificare la propria incomprensione della " poesia pura "... Leggi
In rima, in Pd XXVIII 120 L'altro ternaro [la seconda gerarchia angelica]... ‛ Osanna ' sberna / con tre melode, che suonano in tree / ordini di letizia onde s'interna,. " idest, ex quibus constituitur ipse ternarius " (Benvenuto), " si fa terno " (Chimenz)." Internare in questo luogo è da ‛ terno ' ed equivale all'‛ intreare ' [XIII 57] già dallo stesso D. composto " (Andreoli; cfr. il distributivo latino terni); vedi, nel Paradiso, altri verbi consimili formati su numeri... Leggi