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osseo, tessuto Tipo di tessuto connettivo che costituisce gli organi fondamentali di sostegno dell’organismo e gli organi passivi del movimento. Il tessuto o. ha colorito bianco giallognolo e notevole durezza. Le cellule del tessuto (osteociti) risiedono in lacune scavate nella sostanza fondamentale, dalle quali si dipartono sottili prolungamenti chiusi in stretti canalicoli... Leggi
Elemento che costituisce l’apparato scheletrico dell’uomo e degli altri Vertebrati (➔ scheletro); è formato per la massima parte da un particolare tessuto connettivo differenziato (➔ osseo, tessuto). anatomia e medicina1. AnatomiaDal punto di vista della configurazione generale le o. si possono suddividere in tre gruppi. Le o... Leggi
Processo di formazione del tessuto osseo nei Vertebrati. Fra questi, solo i Missini, i Petromizontiformi e gli Elasmobranchi conservano lo scheletro cartilagineo; in tutti gli altri la cartilagine viene gradualmente sostituita dallo scheletro osseo e gli abbozzi cartilaginei hanno spesso la forma approssimativa degli organi scheletrici dell’adulto... Leggi
(od osteoclasto) In istologia, cellula del tessuto osseo, di origine connettivale, che opera il riassorbimento e la distruzione fisiologica e patologica del tessuto osseo. La modalità di riassorbimento del tessuto osseo operato dagli o. è detta osteoclasia , processo che, già presente in condizioni normali, per il continuo rinnovamento dell’osso, si presenta esaltato in alcune condizioni patologiche (osteoporosi, fratture ecc.), rallentato in altre (osteosclerosi).... Leggi
biologiaIn istologia, aggregato di cellule (e di sostanze da esse prodotte) che hanno forma, struttura e funzioni simili, e, per lo più, origine embriologica comune; i t., di cui si hanno diversi tipi, sono i materiali costitutivi degli organi animali e vegetali. Un organo è costituito per lo più da t. di tipo diverso, più o meno intimamente connessi. I t. dell’uomo si raggruppano in quattro grandi categorie: epiteliali , connettivi (che comprendono anche il sangue e la linfa... Leggi
anatomia e medicinaFormazione molle di vario tipo racchiusa, circoscritta o protetta dal tessuto osseo. 1. M. allungatoLa regione di transizione fra encefalo e m. spinale.1.1 Anatomia comparata - Deriva embriologicamente dal mielencefalo le cui pareti, nelle porzioni dorsali e ventrali ispessite, sono divaricate, specie in avanti. Ne consegue la grande espansione della volta della vescicola, la quale conserva il suo carattere non nervoso, epiteliale, e viene a costituire il tetto del IV... Leggi
chimicaElemento chimico del gruppo dei metalli alcalino-terrosi; simbolo Ca, numero atomico 20, peso atomico 40,08, di cui sono noti diversi isotopi stabili: 4020Ca, 4220Ca, 4320Ca, 4420Ca, 4620Ca, 4820Ca. È un metallo tenero (durezza Mohs 1,5), duttile e malleabile, di aspetto bianco argenteo, densità 1,55 g/cm3, punto di fusione 845 °C, punto di ebollizione 1240 °C. All’aria ingiallisce combinandosi con l’azoto; con l’acqua reagisce dando idrato di c. e sviluppando idrogeno; non è pericoloso a maneggiarsi e può essere lavorato (pressato, trafilato, tornito ecc.)... Leggi
Processo infiammatorio a carico del tessuto osseo di natura microbica, micotica, parassitaria o tossica. O. deformanteAffezione cronica dello scheletro (detta anche osteopatia deformante, osteopatia iperplastica, malattia di Paget) caratterizzata dall’ispessimento e dalla deformazione di uno o più ossa. Malattia dell’età media e della vecchiaia, comincia talora in maniera subdola rivelandosi con una deformazione ossea già molto evoluta, talaltra invece in modo clamoroso con dolori... Leggi
In anatomia, intima unione fra due ossa in modo che queste non risultano più articolate fra loro.In patologia, il saldamento di ossa adiacenti mediante tessuto osseo neoformato. Se ne conoscono varie forme: le più frequenti e importanti sono quelle conseguenti a processi di artrite infettiva, acuta o cronica, che distruggono la cartilagine articolare e stimolano la proliferazione reattiva di tessuto osseo, generando anchilosi rigide.... Leggi
Processo flogistico acuto o cronico del midollo osseo, sostenuto dai comuni germi piogeni. L’infezione può giungere all’osso per inoculazione diretta del germe (per es., attraverso una ferita) o per propagazione per continuità o contiguità (per es., da una ferita infetta delle parti molli) o, infine, per via circolatoria da focolai settici lontani (foruncolosi, tonsilliti, sinusiti ecc.). Quest’ultima eventualità è quella più frequente (o. acuta ematogena ); predilige l... Leggi
In medicina, atrofia del tessuto osseo, ossia l’alterazione ossea che caratterizza le osteopatie rarefacenti. Può essere dovuta ad aumento del normale processo di riassorbimento dell’osso o a rallentamento del processo di ricostruzione di nuovo tessuto osseo. Si distinguono una forma cronica e una forma acuta.... Leggi
Processo di rarefazione ossea con diminuzione della massa scheletrica senza una rilevante alterazione percentuale della componente minerale del tessuto osseo residuo. Si distinguono varie forme di o. in base alle cause e ai diversi meccanismi patogenetici: squilibri endocrini (soprattutto quelli conseguenti alla menopausa, disfunzioni delle paratiroidi), malnutrizione (carenza alimentare di calcio e proteine), malassorbimento intestinale del calcio (da senilità, gastroresezione... Leggi