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In traumatologia ossea, lo spostamento reciproco dei due monconi dell’osso fratturato. Può essere: ad axim, ad iatus, ad longitudinem e ad periferiam a seconda della modalità di spostamento subita dai monconi dell’osso fratturato.... Leggi
Chirurgo (Parigi 1674 - ivi 1750). Chirurgo militare nel 1692, lasciò nel 1700 l'esercito e aprì a Parigi una scuola privata di chirurgia ove le sue lezioni, specie di traumatologia, gli acquistarono gran fama. Nel 1731 fu nominato direttore dell'Accademia reale di chirurgia. Le sue ricerche più importanti vertono sull'emorragia e sull'emostasi, sulle fratture, sulle lussazioni, sulle fistole lacrimali e sulle lesioni del tendine di Achille. Ideò e costruì una doccia per l... Leggi
Chirurgo (Parigi 1799 - ivi 1872); prof. di clinica chirurgica nell'univ. di Parigi. Valente operatore, si occupò di traumatologia (fratture del corpo e del collo del femore, fratture del cranio, ecc.), di patologia chirurgica (varici, ernie, tubercolosi osteoarticolare), di urologia (restringimenti uretrali), di medicina operatoria (amputazioni dell'avambraccio e della coscia nell'articolazione coxofemorale, disarticolazione del braccio).... Leggi
In generale, lesione causata da un agente o azione esterna. botanica In alcune piante lo stimolo traumatico può determinare un movimento nastico (traumatonastia ), molto evidente per es. nella sensitiva in cui, se si scotta una fogliolina senza toccare la pianta, le altre foglie si abbassano.La traumatotassi è il movimento dei nuclei delle cellule prossime a una ferita fatta su un organo; il movimento è positivo, perché i nuclei migrano in direzione della ferita.Il traumatotropismo è l’incurvamento di un organo vegetale in accrescimento, per es... Leggi
Ramo specializzato della chirurgia, che ha per oggetto le patologie del sistema nervoso. Più delle altre branche chirurgiche, essa deve rispettare le strutture coinvolte nel tentativo terapeutico; ciò spiega come il suo sviluppo sia stato relativamente recente e, al contempo, giustifica l’utilizzo che essa fa di strumenti e materiali tecnologicamente molto sofisticati. 1... Leggi
Elemento chimico di numero atomico 73, peso atomico 180,95, simbolo Ta, di cui è noto un solo isotopo naturale stabile. Metallo di color grigio lucente simile a quello del platino; fu scoperto nel 1802 da A.G. Ekeberg, che così lo denominò perché non si scioglie negli acidi ed è quindi paragonabile al mitico Tantalo, condannato nell’oltretomba al supplizio di non poter bere l’acqua che lo circonda. Il t. allo stato metallico fu ottenuto solo molto più tardi (1903) e fu prima usato per filamenti per lampade, poi sostituito dal tungsteno. In natura il t... Leggi
Segmento terminale degli arti superiori dell’uomo e, in anatomia comparata, l’analogo segmento degli arti di animali. anatomia1. Anatomia comparataNel chiropterigio, modello scheletrico dell’arto dei Vertebrati Tetrapodi, la m... Leggi
Medico (Ferrara 1663 - ivi 1730), restauratore dell'Accademia ferrarese, prof. di filosofia all'univ. di Ferrara; eseguì pregevoli studî di traumatologia e di anatomia patologica.... Leggi
Chirurgo (Laveno, Lago Maggiore, 1762 - Milano 1815). Laureatosi a Pavia, divenne a 17 anni aiuto chirurgo e prosettore di anatomia nell'Ospedale maggiore di Milano, ove fu poi (1795) nominato professore di istituzioni di chirurgia e "chirurgo maggiore". Fornì contributi descrittivi in particolare alla patologia dell'apparato locomotore, soprattutto per quanto concerne la traumatologia. Gli è stata anche attribuita la prima descrizione della poliomielite.... Leggi
Chirurgo (Metz 1723 - Parigi 1792); nominato nel 1757 chirurgo all'ospedale della Charité di Parigi, fu quindi chirurgo maggiore consulente dell'esercito dell'Alto Reno. Si occupò di chirurgia generale, di traumatologia e di medicina legale, pubblicando varie opere. Perfezionò la ghigliottina, per il cui uso scrisse, su invito dell'Assemblea legislativa, L'Avis motivé sur le mode de décollement (1792).... Leggi
Chirurgo tedesco (Gotha 1846 - Gottinga 1926); prof. di clinica chirurgica prima a Rostock, poi a Strasburgo. Si occupò di traumatologia (specie lussazioni e fratture) e di chirurgia intestinale; per primo, studiando un caso di obesità insorta in seguito a una ferita d'arma da fuoco del cranio, mise in rapporto l'adiposità con una lesione ipofisaria.... Leggi
Chirurgo (San Bartolomeo Bagni, Novara, 1709 - Roma 1773). Fu, a Roma, chirurgo primario dell'ospedale di S. Spirito, poi dell'ospedale di S. Gallicano, e chirurgo del tribunale. S'occupò particolarmente di traumatologia (a scopo di studio si recò sul teatro della guerra delle Fiandre), della cura degli aneurismi, della cisti d'echinococco, ecc.... Leggi
TRAUMATOLOGIA (dal gr. τραῦμα "ferita" e λόγος "studio"). - Disciplina che s'occupa dello studio e della cura delle lesioni violente (v. lussazione; frattura; emorragia; ferita; shock).Nel concetto di "trauma" si compendia l'idea di un'azione lesiva rapida e improvvisa, quindi unica, immediata e imprevedibile, e ciò in netto contrasto alla causa lesiva lenta della comune malattia, ove sotto l'aspetto biologico interferiscono molteplici fattori. L'unicità del fattore traumatico trova nella. Leggi
ORTOPEDIA(XXV, p. 635; App. II, II, p. 466; IV, II, p. 690)L'o. costituisce oggi, in tutte le università italiane, una delle discipline integrate nell'ordinamento didattico del corso di laurea in medicina e chirurgia. Con l'entrata in vigore della riforma degli studi universitari promulgata nel 1987 dal ministero della Pubblica Istruzione, essa è stata inclusa nell'''area'' delle discipline mediche specialistiche.L'o. Leggi
ROSSI, Baldo. - Chirurgo, nato a Limito (Milano) il 28 gennaio 1868, morto a Milano il 20 aprile 1932. Si laureò in medicina e chirurgia a Pavia nel 1895, assistente effettivo nell'Ospedale Maggiore di Milano nel 1895, aiuto nel 1898. Vinse nel 1899 il premio Parravicini con una memoria sulla frattura della rotula, e trascorse il 1900 all'estero frequentando istituti di traumatologia e ortopedia. Nel 1902 direttore della nuova sezione di traumatologia e meccanoterapia nell'Ospedale Maggiore, vi. Leggi
CHIRURGIA (X, p. 139). - Il ritmo del progresso chirurgico si è accentuato in questi ultimi anni in rapporto ai progressi dell'anestesia, al più largo impiego della trasfusione sanguigna, alla scoperta dei sulfamidici e degli antibiotici (penicillina, streptomicina, ecc.), alle nuove acquisizioni di fisiopatologia (shock), all'applicazione di nuovi mezzi tecnici offerti da altre branche della medicina, specie dalla radiologia (stratigrafia), alla coordinazione del lavoro ed alla collaborazione di più chirurgi nonché alle larghe disponibilità di mezzi finanziarî dei paesi più ricchi. Leggi
INFORTUNIO (dal latino infortunium; fr. accident; sp. accidente; ted. Unfall; ingl. accident). - Significa, in genere, ogni evento accidentale che abbia effetto lesivo, cioè "accidentalità lesiva" (L. Borri). Due pertanto sono i concetti impliciti in quello generico d'infortunio: accidentalità e capacità di ledere. L'accidentalità a sua volta, si realizza nella ricorrenza di due altre condizioni che sono l'imprevedibilità e l'involontarietà del fatto; concetti questi da intendersi, rispetto alla dottrina e alla prassi assicurativa, con criterio di relatività. Leggi
SPORT (XXXII, p. 415; App. II, 11, p. 879). - Nell'ultimo decennio, superata ormai la fase di assestamento del dopoguerra, l'attività sportiva si è sensibilmente sviluppata in tutti i paesi, favorita da un crescente interesse del pubblico e dall'incoraggiamento di governi e altre autorità. Sul piano internazionale, gli incontri fra atleti di diversi paesi sono stati frequenti, indipendentemente dalle divisioni politiche. In Italia, la pratica degli s. Leggi
CHIRURGIA (gr. χειρουργία da χείρ "mano" e ἔργον "opera"; fr. chirurgie; sp. cirugía; ted. Chirurgie; ingl. surgery). - Il termine di chirurgo (chirurgus, vulnerum medicus) è stato impiegato fin dall'origine per indicare quel medico che curava certe lesioni con atti manuali, come suture delle ferite, riduzioni di lussazioni e fratture, medicazioni delle ulcere, ecc.; e ancora oggi la parola chirurgia designa quella branca speciale della terapeutica che si vale dell'impiego della mano, sola o armata di strumenti, nella cura delle malattie o delle lesioni traumatiche. Leggi
PETIT, Jean-Louis. - Chirurgo, nato a Parigi il 13 marzo 1674, ivi morto il 20 aprile 1750. Apprese giovanissimo i primi insegnamenti di anatomia da A. Littre, di chirurgia da L. Castel e da G. Marechal; divenne chirurgo militare nel 1692; lasciato l'esercito nel 1700, aprì una scuola privata di chirurgia a Parigi, dove particolarmente le sue lezioni sulla traumatologia gli acquistarono chiarissima rinomanza. Ricercatore, didatta, operatore eccellente, è da considerarsi fra i migliori chirurghi. Leggi
ROSSI, Ottorino. - Neuropatologo, nato il 17 gennaio 1877 a Solbiate Comasco; morto a Pavia il 27 marzo 1936. Laureatosi a Pavia nel 1901, sotto la guida di C. Golgi si dedicò alla neurologia e alla psichiatria. Dal 1902 al 1906 fu assistente a Pavia, dal 1906 al 1911 assistente e poi aiuto presso E. Tanzi nel R. Istituto superiore di Firenze. Libero docente nel 1906, professore incaricato a Siena nel 1910, a Sassari nel 1911, poi ivi ordinario, nel 1924 passò a Pavia dove dal 1925 alla morte fu rettore dell'università. Leggi
SFORZO (fr. effort; sp. esfuerzo; ted. Anstrengung; ingl. effort). - Inteso in senso fisiopatologico, significa un lavoro compiuto in eccesso, fino a raggiungere i limiti delle attività funzionali consentiti dallo stato normale. Quando sia superata la massima ampiezza e durata possibile dello sforzo, si cade nello scompenso funzionale, ossia nell'irresponsività, intendendo per responsività l'adattamento coordinato di tutte le funzioni che rende un organismo rispondente alle esigenze della vita (G. Viola). Leggi