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Grammatico e poeta latino (1º sec. a. C.); venuto dalla Gallia Cisalpina a Roma, fu grammaticus fortunato e ricco, per morire poi vecchissimo in miseria. Fu amico di Furio Bibaculo, al quale è attribuito un epigramma in sua lode. Critico di poesia e poeta egli stesso, fu autore dei due epillî Lydia e Diana (o Dictynna) per noi perduti, che costituirono il manifesto poetico dei poetae novi.... Leggi
Nome usato per la prima volta da Cicerone (con l’altro equivalente di poetae novi) per indicare polemicamente i poeti della sua età che, imitando gli alessandrini, si atteggiavano a innovatori. Essi predilessero argomenti mitologici (carmina docta) o leggere fantasie (nugae), sempre ricercando eleganza di espressione e raffinatezza di forme metriche. Considerati i creatori della lirica romana, furono: Valerio Catone, Licinio Calvo, Furio Bibaculo, Elvio Cinna, Catullo e altri minori.... Leggi
Poeta latino (1º sec. a. C.); uno dei poetae novi. Fu in rapporti con Valerio Catone e Orbilio, di lui più giovani. Scrisse violenti epigrammi anche contro Cesare e Ottaviano, come autore di giambi è citato da Quintiliano insieme con Catullo e Orazio. Non sembra da identificare con il poeta Furio Alpino che avrebbe composto due poemi, dal titolo Aethiopis e Pragmatia belli Gallici.... Leggi
Poemetto latino contenuto nell’Appendix Vergiliana, da alcuni identificato con quello attribuito a Publio Valerio Catone.... Leggi
nell'Ibis, da Euforione e, fra i Romani, da Valerio Catone (le Dirae) e Ovidio (Ibis).... Leggi
Scienza e pratica dello scrivere opere relative a eventi storici del passato, in quanto si possano riconoscere in essa un’indagine critica e dei principi metodologici.Il complesso delle opere storiche scritte in un determinato periodo o relative a un determinato argomento o basate su un determinato metodo. 1. S. greca La s. ha inizio in Ionia nel 6 sec. a.C. e prende avvio da una duplice esigenza: da un lato riconoscere un contrasto fra il mondo mitico e la vita attuale e cercare di appianarlo, dall’altro concentrare l’osservazione su fatti contemporanei... Leggi
Lingua indoeuropea appartenente al gruppo italico o protolatino, lo stesso di cui fanno parte quelle di altri popoli (Ausoni, Opici, Enotri e Siculi) che, insieme ai Latini, si insediarono nella parte centromeridionale dell’Italia fra il 3° e il 2° millennio a.C. linguistica1. L’alfabetoL’alfabeto l. è derivato da un alfabeto greco di tipo occidentale di qualche colonia greca della Campania, forse della calcidese Cuma. Nel processo di trasformazione che subì nell’età repubblicana, notevoli furono le riforme ortografiche di Appio Claudio Cieco (4°-3° sec. a.C... Leggi
Console (195 a. C.) con Catone il Censore, conseguì varî successi sui Galli Cisalpini; partecipò (191) alla guerra contro Antioco III di Siria, sempre al fianco di Catone, di cui fu fedele collaboratore, arrivando con lui alla censura (184). Infine princeps senatus, morì nel 180.... Leggi
CATONE, Publio Valerio (P. Valerius Cato). - Caposcuola dei νεώτεροι, poetae novi, quali Licinio Calvo, Furio Bibaculo, Ticida, Cinna, Catullo; era, secondo le notizie di Svetonio, originario della Gallia (senża dubbio Cisalpina); e dovette nascere pochi anni dopo il 100, perché era ancor pupillo quando fu spogliato del patrimonio paterno durante le proscrizioni di Silla (82-80 a. C.) e perché fu in tempo ad ascoltare le lezioni del grammatico Vezio Filocomo sulle satire di Lucilio. Leggi
CATONE, Marco Porcio (M. Porcius M. f. Cato), detto Uticense. - Nacque nel 95 a. C. da M. Porcio Catone, pronipote di Catone il Censore. Fu sin da giovane austero, casto, sobrio, moralmente e fisicamente forte, come ci attesta la biografia plutarchea, l'unico rimastoci degli scritti che a lui dedicarono gli antichi. Avido e tenace nell'imparare, considerava essenzialmente la filosofia come una norma di vita e la disciplina spirituale della sua giovinezza come una necessaria preparazione alla. Leggi
CATONE, Marco Porcio (M. Porcius M. f. M. n. Cato, detto anche Censorius, Sapiens, Orator, Priscus o Superior, per distinguerlo dall'Uticense). - Una delle più singolari figure dell'antica Roma. Nato a Tuscolo nel 234 a. C. da una famiglia di agricoltori di media agiatezza, trascorse la sua adolescenza semplice e attiva lavorando di sua mano i campi lasciatigli dal padre nella Sabina e pascendosi delle memorie dei grandi Romani del tempo antico, specialmente di Manio Curio. Leggi
BIBACULO, M. Furio (M. Furius Bibacŭlus). - Secondo S. Gerolȧmo (Chron., p. 148 ed. Helm), nacque a Cremona nel 103 a. C. (102 nel cod. A). Questa data fu messa in dubbio a causa dei suoi rapporti con Valerio Catone, Orbilio, Ottaviano, di lui più giovani, quasi che l'età maggiore fosse sufficiente ad escludere l'esistenza di tali rapporti. Scrisse violenti epigrammi, non risparmiando né Cesare né Ottaviano, che non diedero peso alle sue contumelie (cfr. Tac., Ann., IV, 34). Messalla invece. Leggi
VALERIO Flacco, Lucio (L. Valerius P. f. L. n. Flaccus). - Console nel 195 a. C. Fu edile curule nel 201; pretore nel 199, col governo della Sicilia; dal 196 pontefice; nel 195 console con Catone il Censore: conseguì allora varî successi sui Galli Cisalpini. Nel 191 partecipò alla guerra contro Antioco, e fu alla battaglia delle Termopile al fianco di Catone. Di questo fu nel seguito un fedele e modesto collaboratore; e con lui, giunto alla censura nel 184, dopo una ripulsa subita nel 189. Leggi
ROMA (A. T., 24-25-26). SOMMARIO. - Il nome (p. 589); Roma antica (p. 593); Roma medievale (p. 749); Roma nel Rinascimento (p. 780); Roma nel Sei e Settecento (p. 802); Roma dalla fine del Settecento al 1870 (p. 827); Roma capitale (p. 841); L'idea di Roma (p. 906). TAVOLE CXLI-CCXLVIII; TAVOLE A COLORI. IL NOME. - Già gli antichi, naturalmente, si erano domandato quale fosse l'etimologia del nome dell'Urbe; ma le loro spiegazioni non reggono alla critica. Che Roma derivi da Romulus è impossibile, e ovvio, invece, il contrario (cfr., del resto, già Philarg., Ad Verg. Ecl. Leggi
LUCILIO, Gaio (C. Lucilius). - Poeta latino. Nacque a Sessa Aurunca nell'anno 180 a. C. da famiglia equestre molto facoltosa. Militò nella guerra numantina (134-33 a. C.) sotto Scipione. La sua vita si svolse in gran parte a Roma ove possedeva una casa grandiosa, quella edificata a spese dello stato per ospitare il figlio di Antioco III re di Siria, tenuto in ostaggio dai Romani. L. ebbe familiarità con molti uomini illustri e in specie con Lelio e Scipione. Morì nel 102 a Napoli dove s'era ritirato forse per curare la malferma salute. Pare non abbia avuto moglie. Leggi
LIRICA. - Ciò che diciamo lirica fu in origine poesia destinata a essere cantata con l'accompagnamento d'uno strumento, e da uno strumento postomerico, la lira (λύρα), ha preso nome. Il termine di lirica è tardo, ellenistico, comparendo la prima volta nella Grammatica di Dionisio Trace; press'a poco contemporanea è la parola λυρικός, usata da Didimo nello scritto περὶ λυρικών, e passata quindi presto in latino. Leggi
TERMOPILI (o Termopile Θερμοπύλαι "porte calde", da ϑερμός "caldo" e πύλν "porta" per le vicine sorgenti termali). - Il passo attraversato dalla grande via militare che conduceva dalla Tessaglia nella Grecia centrale si restringeva tra le pendici del monte Eta e il Golfo Maliaco, a tal segno, che, secondo Erodoto, in due punti (porta occidentale e porta orientale) lasciava appena il posto per il transito d'un carro, mentre in un punto intermedio (porta centrale) non lontano da alcune sorgenti calde la larghezza del passo era circa un plettro (15 m. Leggi
CLOACA (lat. cloaca). - Canale sotterraneo per scaricare in un fiume o nel mare le acque piovane o i rifiuti delle strade e delle case (Liv., I, 38; Strab., V, 8). Benché le cloache, come opere di architettura, siano fra le più caratteristiche forme della costruzione etrusca e romana, la loro origine si perde tuttavia nell'antichità più remota. Già dal IV e III millennio e sino al primo a. C. esse erano conosciute nella bassa Mesopotamia e nell'Assiria. Leggi