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Malattia infettiva da virus, acuta ed epidemica, caratterizzata da un esantema vescicoloso. L’agente eziologico è Herpesvirus varicellae (ovirus v.-zoster ). La v., il cui periodo di incubazione è per lo più di circa 14 giorni, ha contagiosità molto elevata e conferisce immunità permanente. Talora, però, il virus permane allo stato latente nei gangli dei nervi sensitivi, rendendo possibile una riattivazione dell’infezione in forma di Herpes zoster. Il contagio avviene generalmente per via respiratoria o, più raramente, per via cutanea Leggi
(fr. vérolette; sp. varicela; ted. Wasserpocken; ingl. chicken-pox)
Eruzione cutanea a seguito di talune malattie infettive (varicella, morbillo ecc.; v. fig.). A seconda della lesione cutanea elementare l’e. può essere papuloso, vescicolare o pustoloso. Per l’e. critico (o e. subitaneo) ➔ sesta malattia.... Leggi
Agente virale analogo dei nucleotidi purinici, di formula 9-(2-idrossietossimetil)guanina, dotato di attività antivirale nei confronti dei virus erpetici, tra cui il V-Z (varicella zoster). È di particolare utilità nei pazienti immuno-depressi.... Leggi
Gruppo di virus a DNA, con capside a simmetria cubica, involucro pericapsidico, virione di diametro 100 - 150 nm, responsabili di patologie umane e veterinarie. Agenti specifici di malattie dell’uomo sono: il virus H. simplex (H. hominis); il virus V-Z (H. varicellae-zoster ), agente etiologico della varicella e dell’herpes zoster; il citomegalovirus; il virus EB o virus Epstein-Barr o EB virus, agente causale di una forma di mononucleosi infettiva, di alcune faringiti dell... Leggi
Preparazione rivolta a indurre la produzione di anticorpi protettivi da parte dell’organismo, conferendo una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia infettiva (virale, batterica, protozoaria). In origine, il termine designava il vaiolo dei bovini (o vaiolo vaccino) e il pus ricavato dalle pustole del vaiolo bovino (pus vaccinico ), impiegato per praticare l’immunizzazione attiva contro il vaiolo umano.I v... Leggi
Organo ghiandolare impari e mediano, situato dietro lo sterno, nel mediastino anteriore, in rapporto con il pericardio e i grossi vasi (fig. 1). 1. AnatomiaIl t. si divide in 2 lobi, e ciascuno di questi in numerosi lobuli del diametro di 0,5-2 mm (fig. 2), nei quali, con le tecniche di colorazione istologica, si può distinguere una zona centrale (midollare) chiara, composta quasi esclusivamente da cellule del reticolo con scarsi linfociti, e una zona periferica (corticale), scura, con scarse cellule reticolari e numerose cellule peculiari del t. (timociti )... Leggi
biologia e medicinaGruppo di organismi di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche costituiti da un acido nucleico rivestito da un involucro proteico (capside) incapaci di una sintesi proteica autonoma e perciò caratterizzati dalla vita parassitaria endocellulare obbligata; sono agenti eziologici di numerose malattie di animali, piante e batteri. 1. GeneralitàI v... Leggi
Poi mi chiese se ero mai stato innamorato. Ecco, dunque, una volta io credetti di esserlo. Mi fischiavano le orecchie, il cuore mi batteva, ero tutto rosso: avevo la varicella.
Virgil
hèrpes Virus patogeno che causa un'affezione caratterizzata da eruzione cutanea associata a escavazione vescicolare, che si localizza più frequentemente al viso e ai genitali (h. simplex). L'h. si presenta a volte come infiammazione della pelle, con forme dolorose di eruzione vescicolare, dovuta alla localizzazione nei gangli nervosi del virus della varicella (h. zoster).... Leggi
VARICELLA (fr. vérolette; sp. varicela; ted. Wasserpocken; ingl. chicken-pox). - È un esantema acuto contagioso, che si manifesta con un'eruzione, a tappe successive, di vescicole a contenuto chiaro, le quali di regola s'essiccano senza suppurazione intensa, e guariscono senza lasciare cicatrici. Per i suoi caratteri morfologici assomiglia molto alla vaioloide e al vaiolo lieve, dal quale spesso riesce difficilissimo differenziarla. Leggi
VIRUS. - Generalità. - Negli ultimi 30 anni la virologia ha avuto uno sviluppo enorme portando contributi fondamentali alla biologia e alla medicina; ciò è dimostrato anche dal fatto che diversi premi Nobel sono stati assegnati a scienziati impegnati in questa disciplina; tra questi R. Dulbecco. Durante tale periodo la virologia, che era iniziata come scienza applicata mirante essenzialmente allo studio dei v. come agenti di malattie infettive, ha esteso i suoi interessi a livello molecolare fornendo modelli per studi di fisiologia cellulare, di fenomeni ereditari e di oncogenesi virale. Leggi
Vaccino (App. V, v, p. 719)La necessità di sviluppare nuovi v. efficaci contro patogeni virali, batterici e parassitari costituisce uno tra i principali obiettivi della medicina del 21° secolo. Leggi
VIROSISinonimo di malattia virale o da virus, il termine indica in medicina, veterinaria e fitopatologia le malattie causate da virus. Per le caratteristiche di sede, morfologiche, biochimiche, strutturali, molecolari, ecc., che condizionano l'azione eziopatogenetica dei virus, v. virus, App. IV, iii, p. 830 e in questa Appendice. Ci si limita qui a sottolineare l'importanza che, nell'uomo, eventuali disfunzioni o carenze del sistema immunitario hanno sull'attivazione di alcuni virus, come pure sul decorso, sulle complicazioni e sulla prognosi delle relative virosi. Leggi
DERMATITE o DERMITE (dal gr. δέρμα "pelle"; infiammazione della cute). - Data la vastità attuale del concetto di infiammazione e la complessità delle infiammazioni cutanee, la parola ha assunto un significato molto esteso, in quanto nel gruppo delle dermiti entrano numerosi processi che, se hanno per base l'infiammazione, però si differenziano per i caratteri, per l'evoluzione successiva e per gli esiti.L'infiammazione della cute può essere circoscritta o estesa, diffusa, generalizzata, con manifestazioni a tipo monomorfo o polimorfo (es. eritema essudativo polimorfo) e può avere durata varia. Leggi
VACCINO(v. vaccinazione, XXXIV, p. 873; App. II, II, p. 1081)Con il nome di v. vengono indicate quelle preparazioni che, somministrate all'uomo o agli animali, sono in grado d'indurvi una condizione d'immunità attiva, analoga a quella che si determina con l'infezione naturale, senza esporre l'organismo ai rischi di quest'ultima. Ai v. è affidato essenzialmente il compito di prevenire le malattie infettive.Cenni storici. Il termine v. deriva dalla scoperta, effettuata da E. Leggi
BAMBINO (fr. enfant; sp. niño; ted. Kind; ingl. child). - Fin dall'istante in cui si affaccia alla vita, per divenire l'oggetto delle trepide cure materne e della vigile attenzione da parte della società, il bambino rappresenta un valore grandissimo, sentimentale e materiale, la cui conoscenza deve essere fondata su basi scientifiche. Leggi
ERPETE (dal gr. ἕρπης; lat. herpes). - Parola anticamente usata per indicare affezioni cutanee varie, specialmente ereditarie, non contagiose, ostinate, pruriginose, ad andamento serpiginoso. R. Willan circoscrisse la denominazione a forme vescicolari, e come tale è rimasta comprendendo però dermatosi etiologicamente molto differenti. Leggi
ESANTEMA (dal gr. ἐξάνϑημα "efflorescenza"; lat. exanthēma). - Questo termine indica in generale ogni eruzione sulla cute (eritemi, papule, pustole, vescicole, petecchie, ecc.) e risale alle vecchie concezioni patogenetiche che interpretavano queste manifestazioni cutanee come l'effetto dell'eliminazione di prodotti patologici dall'organismo. Per contrapposto il termine enantema indica l'eruzione sopra la superficie delle mucose. Leggi
SCARLATTINA (fr. scarlatine; sp. escarlatina; ted. Scharlachfieber; ingl. scarlei fever). - Malattia infettiva, contagiosa, del gruppo delle cosiddette "affezioni esantematiche", per la caratteristica eruzione cutanea che l'accompagna. La sua storia si confonde con quella del morbillo, e bisogna giungere al sec. XVI per trovarne un'esatta descrizione, quale ne fece per primo G. F. Ingrassia chiamandola "rossania". T. Sydenham nel 1661 la denominò "febris scarlatina". Leggi