1. Sforzare

    Come transitivo vale ora " far violenza " (Se vïolenza è quando quel che pate / nïente conferisce a quel che sforza, ecc., Pd IV 74), ora " indurre qualcuno a fare una determinata cosa ": Ed elli a me: " Mal volontier lo dico; / ma sforzami la tua chiara favella... " (If XVIII 53); lo desio fa l'uomo migliorare, / che 'l più malvagio isforza di valere (Rime dubbie XXII 8).Al participio passato qualifica l'atto virtuoso, che dev'essere libero e non sforzato (Cv I VIII 14... Leggi

  2. Filomela

    Personaggio della mitologia classica; figlia di Pandione, re di Atene, e sorella di Procne o Progne (v.). Avendo il marito di Procne, il tracio Tereo, usato violenza a F., Procne uccide il figliuoletto Iti e lo dà in pasto a Tereo, il quale aveva tentato d'impedire che F. narrasse l'oltraggio subito tagliandole la lingua; ma F. era riuscita a raccontare la vicenda in un ricamo che aveva fatto avere alla sorella. Per punizione del misfatto Procne venne trasformata in usignolo (l... Leggi

  3. Alighieri, Lapo

    Figlio di Cione del Bello; uomo fazioso e proclive alla violenza, il 23 gennaio 1295 fu con le armi alla mano ad assaltare il Palazzo del comune e a saccheggiare e a tentar di metter fuoco a quell'edificio. Nella sommossa, vennero portate via cose appartenenti al podestà Giovanni de Lucino e ai suoi familiari. Perciò L. venne condannato alla distruzione dei suoi beni consistenti nella sedicesima parte di una casa e nella metà di un'altra, esistenti entrambe nel popolo di S... Leggi

  4. Bestialitade

    " Azione, comportamento degno di bestia "; " violenza bruta ". Ha questo valore in If XI 83 le tre disposizion che 'l ciel non vole, / incontenenza, malizia e la matta / bestialitade, dove, a giudizio del Boccaccio, l'aggettivo matta è del tutto esornativo " per ciò che bestialità e mattezza si posson dire essere una medesima cosa ". Assai felice la spiegazione del Vellutello: " quando l'appetito e la ragione insieme sono tanto assuefatti al male, che passano ogni... Leggi

  5. Saettare

    Appare solo in poesia, nel senso di " scagliar saette ", con riferimento a uno degli effetti di tale atto: o la velocità del moto impresso alla saetta, o la violenza del colpo, o la sofferenza causata da questo. Ha valore proprio nel passo di If XII 74 Dintorno al fosso vanno a mille a mille [i centauri armati di saette, v. 56], / saettando qual anima si svelle / del sangue più che sua colpa sortille; XIV 59 Se Giove... / me saetti con tutta sua forza; Pg XXXI 63 dinanzi da li occhi... Leggi

  6. Scuotere

    Predominante è il senso di " agitare ", " scrollare ", nel grado intenso, che esprime la violenza devastatrice di un terremoto: indicando Stazio a Forese, D. può dire che egli è quell'ombra / per cuï scosse dianzi ogne pendice / lo vostro regno, che da sé lo sgombra (Pg XXIII 132), e paragonare l'agitarsi del gigante Efialte a un identico movimento tellurico: Non fu tremoto già tanto rubesto, / che scotesse una... Leggi

  7. Rapina

    Genericamente per l'atto e l'effetto del rapire, del portar via una cosa cen violenza e ingiustamente: Pg XX 65 Lì cominciò con forza e con menzogna / la sua rapina, detto della discendenza di Ugo Capeto.In Cv I XII 10 la ingiustizia, massimamente è odiata, sì come è tradimento, ingratitudine, falsitade, furto, rapina, e IV XI 7 per furto o per rapina, D. distingue, secondo lo schema di s. Tommaso, tra il furto che " inchiude l'ignoranza di colui a cui si ruba " e la r. che inchiude... Leggi

  8. Anfione

    Figlio di Giove e di Antiope; questa, in seguito alla violenza subita ad opera di Giove (secondo altri, di Epafo) essendo stata ripudiata dal marito Lico, re di Tebe, partorì sul monte Citerone due gemelli, A. e Zeto (Omero nomina un terzo, Calato), i quali furono raccolti e allevati dai pastori. Divenuti adulti, i due fratelli vendicarono la madre uccidendo Lico e facendo strascinare la sua nuova moglie Dirce legata a un toro (cfr. Myth Vat. Lat. I 97). Impadronitisi del regno... Leggi

  9. Siringa

    Ninfa dell'Arcadia, che fu mutata in canne palustri dagli dei, impietositi dai suoi disperati tentativi di sottrarsi alla violenza di Pan.Fu narrando ad Argo dai cento occhi la favola degli amori di Pan e S. che Mercurio riuscì a far addormentare il mostruoso guardiano e a sottrarre quindi alla sua custodia Io, perseguitata da Giunone per essere stata amata da Giove (cfr. Ovidio Met. I 568-747).Al sonno invincibile cui soggiacque Argo udendo di Siringa (Pg XXXII 65) D... Leggi

  10. Scempio

    Nel senso di " atto di violenza cruenta ". In entrambe le occorrenze il vocabolo, in rima difficile (tempio / scempio / empio: solo qui e in Pg XII 53-57), è inserito in una dittologia sinonimica ed è congiunto all'idea del sangue... Leggi

  11. Rapire

    In senso proprio, per " portar via con la forza ", " ghermire con la violenza ", in Cv IV XXVII 13 Ahi malestrui e malnati, che disertate vedove e pupilli, che rapite a li men possenti, che furate e occupate l'altrui ragioni.Con costrutto transitivo, per indicare la sensazione di D... Leggi

  12. Ricuccio di Alighiero di Piero

    Presunto consanguineo di D., che nel maggio 1302 fu vittima di un episodio di violenza; venne infatti aggredito e ferito da Bertuccio canonico (cioè cappellano) di San Cristofano di Perticaia a Rignano sull'Arno, sotto il portico di quella chiesa... Leggi

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