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Operazione mediante la quale la gomma naturale perde le proprie caratteristiche essenzialmente plastiche per acquistare quelle di un materiale essenzialmente elastico e poco rigonfiabile a contatto di solventi organici. Il termine è stato usato originariamente per indicare il processo di riscaldamento della gomma con zolfo, ma oggi in senso più lato comprende ogni reazione chimica che produca effetti analoghi, non solo sulla gomma naturale, ma anche su quelle sintetiche o su qualunque altro materiale Leggi
La più grande industria di prodotti di gomma del mondo. Deve il suo nome (propr. Goodyear tire and rubber co.) all'inventore della vulcanizzazione, Ch. Goodyear. Fondata nel 1898 ad Akron (Ohio), l'azienda è presente non solo in molti mercati mondiali, ma anche nelle principali aree industriali. La G. si rifornisce di caucciù naturale dalle sue piantagioni nelle Filippine, in Indonesia, Brasile e Guatemala, e di quello sintetico dagli stabilimenti di Beaumont (Texas) e di Akron... Leggi
Materiale che si ottiene per vulcanizzazione di gomma naturale o di gomme sintetiche a elevato grado di insaturazione; il trattamento consiste in un riscaldamento, per alcune ore a temperature intorno a 150 °C, in presenza di forti quantità di zolfo (25-50%) e con aggiunte anche di sostanze minerali (ossido e solfuro di zinco, carbonato di piombo ecc.) od organiche (bitume, resine, guttaperca ecc.), a seconda della durezza e delle caratteristiche che si vogliono ottenere. In presenza di... Leggi
Inventore statunitense (New Haven 1800 - New York 1860). A G. si devono fondamentali perfezionamenti nella lavorazione della gomma naturale, di cui il più importante è la vulcanizzazione, realizzata nel 1839. Preparò per primo anche l'ebanite. Dalle sue scoperte, i cui diritti vendette ad altri, trasse peraltro scarsi profitti.... Leggi
biologiaIl riprodursi, in un organismo animale o vegetale, di parti, organi, tessuti traumatizzati o perduti, sperimentalmente o accidentalmente. 1. Caratteristiche generaliSi comprendono in generale nella r... Leggi
linguistica Procedimento d’indagine che consiste nel ricavare per via comparativa da lingue diverse ma affini un certo numero di elementi linguistici comuni che possano essere attribuiti a un’epoca anteriore storica o preistorica, e tali da formare organicamente una struttura linguistica, almeno in forma embrionale, ridotta. La r. è quindi possibile solo quando la comparazione abbia potuto operare su vasta scala e solo quando si siano potute stabilire numerose isoglosse, soprattutto morfologiche... Leggi
In chimica, nome generico dato a quei composti organici (detti anche tioli o tioalcoli) che si possono considerare derivati dagli alcoli per sostituzione di un atomo di zolfo all’ossigeno del radicale alcolico (gruppo -OH). Benché si tenda a classificare i m. in alifatici, aromatici ed eterociclici, il comportamento chimico come sistemi acido-base e redox è piuttosto omogeneo. I m. si possono preparare trattando gli alogenuri alchilici con solfidrato sodico o, più spesso, gli alcoli con H2S a 300-350 °C in presenza di opportuno catalizzatore (ossido di torio). Alcuni m... Leggi
In chimica, sostanza capace di ritardare l’effettuarsi di reazioni chimiche o di processi fisici.I r. della presa dei cementi sono additivi aggiunti a impasti cementizi (calcestruzzi ecc.) per ritardarne la presa così da consentirne il trasporto a distanza, la messa in opera in getti di grandi dimensioni ecc.; analogamente, nel caso del gesso, i r. hanno la funzione di rallentarne la velocità di presa per consentirne la messa in opera (gesso per intonaci), la formazione di manufatti ecc. Agiscono come r... Leggi
(fosfatidilcoline) Denominazione di un gruppo di fosfolipidi, costituiti da glicerolo, acido fosforico, colina e da due residui di acido grasso; in natura si riscontrano solo le α-l., di formula generale formuladove R−CO− e R′−CO− sono i due radicali acidi che possono essere saturi (acido palmitico o stearico) o insaturi (acido oleico, linoleico, linolico o arachidonico). Nelle l. del fegato e dell’uovo, per es., R−CO− è il radicale di un acido saturo, mentre R′CO− è il radicale di un acido insaturo. La l. del lievito, invece, possiede ambo i residui insaturi. Le l... Leggi
Composto eterociclico, di formula C4H5N, scoperto nel 1834 da F.F. Runge nel catrame di carbon fossile, riscontrato poi nell’olio di Dippel. È un liquido incolore, che imbrunisce all’aria, dall’odore non sgradevole, insolubile in acqua; deve il suo nome alla proprietà che hanno i vapori di colorare in rosso una scheggia di legno di pino inumidita con acido cloridrico. Si prepara per riscaldamento dell’acido glutammico e successive pirolisi dell’acido pirrolidoncarbossilico così ottenuto; si ottiene anche per sintesi di Knorr... Leggi
Acido carbossilico insaturo appartenente alla serie alifatica, CH3(CH2)7CH=CH(CH2)7COOH, acido cis-ottadecanoico; è probabilmente l’acido grasso più diffuso in natura, trovandosi sotto forma di gliceride in tutti i grassi animali (di origine marina o terrestre) e in tutti gli oli vegetali. Particolarmente in questi ultimi è contenuto in notevole quantità (➔ olio)... Leggi
Elemento chimico, metallo, di simbolo Sb (da stibium, nome lat. dell’a.), numero atomico 51, peso atomico 121,76; ne sono noti due isotopi stabili di peso atomico 121 e 123. Raro come minerale (a. nativo ), di solito si presenta in masse granulari o lamellari. Scarse quantità sono state trovate a Su Leonargiu (Sarrabus, Sardegna), ad Andreasberg nel Harz, ad Allemont nel Delfinato ecc. In natura è diffuso principalmente come solfuro (stibina), ossisolfuro (kermesite), ossido (senarmontite, valentinite, cervantite) e in piccole quantità allo stato nativo... Leggi