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numismaticaMoneta d’oro fatta coniare nel 1231 nelle zecche di Brindisi e di Messina dall’imperatore Federico II; multiplo del tarì d’oro arabo-normanno, in seguito ragguagliata a 1 fiorino e 1/4 di Firenze; porta al dritto il busto del sovrano coronato d’alloro con la dicitura Cesar Aug. Imp. Rom., al rovescio l’aquila imperiale. storiaPersona addetta al culto dell’imperatore Augusto... Leggi
Moneta di mistura coniata in varie zecche italiane (16°-18° sec.). Le prime m. furono coniate a Bologna e Piacenza nel 1534. Lo stesso nome ebbero monete simili delle zecche di Modena, Correggio, Guastalla, Desana ecc. Furono emesse m. da 2 e da 4 baiocchi a Roma, da 8 baiocchi a Ferrara e a Bologna, da 16 baiocchi a Bologna.... Leggi
Nome comune delle varie specie di Acari Parassitiformi rappresentanti dell’ordine Ixodidi. Sono riconoscibili, in tutti gli stadi di sviluppo, dall’ipostoma e dall’organo di Haller, sull’articolo distale del 1° paio di zampe. Comprendono due famiglie: Argasidi e Ixodidi, distinte per caratteri dell’apparato boccale... Leggi
Officina governativa in cui si coniano le monete. Maestri ,ufficiali ,massari , provveditori della z. erano dette le autorità preposte alla z. nelle varie parti d’Italia; diritto della z . era l’utile che il principe ricavava dalla coniazione o monetaggio.Poco si sa dell’organizzazione tecnica della z. ufficiale tra i Lidi e poi tra i Greci. Più abbondanti invece le notizie intorno a quella di Roma, annessa al tempio di Giunone Moneta, sul Campidoglio. A partire da Augusto vennero istituite z. imperiali anche nelle province... Leggi
Moneta francese del valore di 3 denari che ebbe origine nel Delfinato nella seconda metà del 14° sec. e fu coniata in tutta la Francia sino alla fine del 18° sec., con denominazioni varie secondo le zecche e i tipi: si hanno l. di Carlo I e Carlo II Gonzaga-Nevers coniati nei loro possedimenti francesi a Charleville. In Italia furono contraffatti nelle zecche di Desana dei Tizzoni, di Passerano dei Radicati e di Frinco dei Mazzetti. Anche Antonio Grimaldi principe di Monaco fece coniare... Leggi
Gruppo di virus (circa 250), che si trasmettono all’uomo o agli animali attraverso la puntura di artropodi, in genere zecche, o di zanzare. Gli artropodi prelevano il virus pungendo animali e lo trasmettono ad altri ospiti che possono essere intermedi o terminali come l’uomo, quindi incapace di trasmetterlo ulteriormente. Gli a. sono virus RNA a simmetria icosaedrica, coltivabili su embrioni di pollo. Nell’uomo possono causare nevrassiti a tipo di encefalite, encefalomielite o... Leggi
Nome comprensivo per indicare gli animali parassiti, permanenti o occasionali, della cute. Ai primi appartengono l’acaro della scabbia, varie zecche, i pidocchi; al secondo gruppo le pulci, le cimici, il pidocchio pollino, le zanzare. In psicopatologia clinica, si chiama delirio dermatozoico una sindrome allucinatoria, a carattere cronico, detta anche acarofobia , perché il comportamento del malato è sconvolto dall’ossessionante convincimento di essere portatore di parassiti cutanei... Leggi
Ordine di Aracnidi Acari comprendente la sola famiglia Ixodidi, le zecche, ematofagi ed ectoparassiti di Vertebrati (fig.). Hanno apparato boccale con rostro proteso in avanti e sporgente dal margine anteriore del dorso (carattere che, insieme ad altri del tegumento, li distingue allo stato adulto dagli Argasidi). Possono diffondere gravi infezioni fra il bestiame (babesiosi) e provocare malattie febbrili anche nell’uomo. Ixodes ricinus (fig. A) è la comune zecca del cane.... Leggi
Famiglia di Acari (zecche), dal tegumento completamente coriaceo, apparato boccale infero, stigmi situati alla base delle zampe. Tipico è il genere Argas, cosmopolita, che comprende specie di abitudini notturne, ematofaghe (almeno le femmine) ectoparassite temporanee di Vertebrati (specialmente Uccelli) e capaci di sopportare lunghi digiuni. Gli A. provocano epidemie del pollame con la trasmissione di spirochete.... Leggi
In numismatica, nome generico dei denari e dei grossi che portano l’aquila imperiale, sul tipo introdotto dalla monetazione di Federico II; in particolare quelli emessi a Merano dai conti del Tirolo (1258-71), imitati in molte zecche dell’Italia settentrionale. Lo stesso nome ebbero le monete pisane (aguglini ) segnate con la medesima impronta dell’aquila.... Leggi
cornabò Moneta d’argento coniata nel 15° e 16° sec. nelle zecche di Torino e di Vercelli dai duchi di Savoia, a Casale dai marchesi di Monferrato e a Carmagnola dai marchesi di Saluzzo. Presenta sul verso il tipo dello scudo araldico, a targa inclinata, sormontato dall’elmo con il cimiero in figura di un’aquila dal volo spiegato; sul recto ha il tipo del santo protettore a cavallo.... Leggi
Moneta d’argento coniata nel 15° sec. nelle zecche dell’Italia meridionale, del valore di 12 denari o di un soldo, imitazione del grosso bolognino; il nome fu dato poi alla moneta di pari valore coniata nella zecca di Roma e nelle altre zecche dello Stato della Chiesa. Cresciuto il valore dell’argento, il b. diminuì progressivamente di peso e di diametro (verso la metà del sec. 16° era detto baiocchetto ); fu poi ingrandito, diminuendone la bontà, finché Sisto V autorizzò l’emissione di... Leggi