Tanganica

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Tanganica (ingl. Tanganyika Territory) Regione dell’Africa orientale (936.826 km2, inclusi 53.500 km2 di acque interne), che costituisce la sezione continentale della Tanzania.

Nel T., esistono numerosi siti di interesse preistorico oltre a Olduvai e Laetoli, che sono le stazioni più famose. Le industrie litiche presenti sono state attribuite dal basso in alto allo Stillbayano, al Magosiano e al Wiltoniano. La ceramica, introdotta nel 1° millennio a.C., forse dalle regioni del medio Nilo, fu dapprima adottata da popolazioni che non praticavano ancora l’agricoltura; gruppi di cacciatori-raccoglitori hanno mantenuto fino a tempi recenti il loro tradizionale modo di vita, pur vivendo a fianco di popolazioni di contadini e pastori, che già conoscevano le tecniche di lavorazione dei metalli. Gli inizi dell’età del Ferro risalgono alla metà circa del 1° millennio d.C. Dopo il 1000, la situazione è complessa e di difficile ricostruzione. Imponente il sito di Engaruka, risalente a un periodo compreso tra il 15° e il 18° sec., con costruzioni di pietra e resti di opere di irrigazione. Contemporaneamente si sviluppano sulla costa porti come Kilwa Kisiwani e Mafia, che presentano contatti con il mondo arabo, persiano ed estremo-orientale, ma nessun rapporto con l’entroterra.

La costa del T. fu esplorata all’inizio del 16° sec. dai Portoghesi. Caduti in mano ai sultani arabi di Mascate e poi di Zanzibar, i centri costieri divennero basi del commercio dell’avorio e degli schiavi. Alla metà del 19° sec. l’interno fu esplorato da R.F. Burton, D. Livingstone e H.M. Stanley. Prevalse poi l’influenza tedesca e nel 1885 fu costituita la Deutsche-Ost­afrikanische Gesellschaft, per lo sfruttamento commerciale e l’amministrazione del territorio, sul quale fu proclamato il protettorato della Germania (➔ Africa Orientale Tedesca), che nel 1891 ne assunse la gestione diretta. Occupata nel corso della Prima guerra mondiale da truppe britanniche, belghe e portoghesi (1916), l’Africa Orientale Tedesca (salvo il Ruanda-Urundi, assegnato al Belgio, e il triangolo di Quionga, ceduto al Portogallo) fu, nel 1919, affidata come mandato della Società delle Nazioni alla Gran Bretagna e ribattezzata T. (1920). Relegato in posizione subalterna nell’ambito dell’Africa Orientale Britannica, nel dicembre 1946 il T. fu assegnato in amministrazione fiduciaria alla Gran Bretagna che vi avviò il processo di decolonizzazione. Nel 1954 fu fondata la Tanganyka African National Union (TANU), partito che seppe proporsi, grazie all’opera del suo leader J.K. Nyerere, come portavoce di tutto il paese. Nel 1961 fu proclamata l’indipendenza nell’ambito del Commonwealth; nel 1962 il T. divenne una repubblica. Nel 1964 si unì a Zanzibar per costituire la Tanzania.

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Altri risultati per Tanganica

  • TANGANICA
    Enciclopedia Italiana - IV Appendice (1981)
    (XXXIII, p. 226; III, App. p. 897). - Già colonia britannica, stato indipendente dal dicembre 1961 e repubblica dal dicembre 1962. A partire dal 1964, unitamente a Zanzibar, il paese è entrato a far parte del nuovo stato di Tanzania (v. in questa Appendice).
  • TANGANICA
    Enciclopedia Italiana - III Appendice (1961)
    (XXXIII, p. 226). - Superficie e popolazione. - Stato indipendente dal 1961, è ripartito dal 1950 in nove province, in luogo delle undici preesistenti. Condizioni economiche. - Lo sfruttamento forestale, l'agricoltura e l'allevamento continuano ad essere le basi dell'economia locale, mentre l'industria ...
  • TANGANICA, Territorio del
    Enciclopedia Italiana (1937)
    (A. TANGANICA, Territorio del, 118-119). - Il territorio del Tanganica si estende nell'Africa orientale, fra le dipendenze inglesi del Kenya, dell'Uganda, del Niassa e della Rhodesia Settentrionale, il Congo Belga e il territorio portoghese del Mozambico, in buona posizione sulla via delle grandi comunicazioni ...