Tatari

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Tatari (o Tartari; russo Tatary) Popolazioni turche della Russia meridionale, del Caucaso e dell’Iran. Prendono il nome da Tātar, designazione data in Occidente dapprima ai Mongoli di Genghiz khān e in seguito alle genti turche, o turchizzate di diversa origine, che costituirono l’Orda d’oro (➔ orda).

In Europa i T. hanno subito l’influenza slava: sono passati a vita sedentaria, dedicandosi all’agricoltura e ai commerci e hanno in maggioranza adottato l’islam. In Georgia, nell’Armenia e nell’Azerbaigian si sono caucasizzati più o meno integralmente. Nuclei t. abbastanza importanti si trovano inoltre in Siberia (T. dell’Altai, dell’Abakan, dell’alto Ienissei), dove si convertirono alla religione musulmana e sull’esempio russo passarono in parte a vita agricola.

Prima di abbracciare religioni di tipo universalistico, i T. hanno accolto in misura/">misura varia, integrandoli nelle loro compagini religiose, elementi stranieri soprattutto d’origine meridionale. Tale situazione è particolarmente delineabile tra i T. della Siberia, dove, a differenza di quelli dell’Asia centrale, le tradizioni hanno complessivamente ben resistito all’islamismo e al cristianesimo. Caratteristiche soprattutto le concezioni religiose relative all’Essere Supremo, nozione, nella misura in cui è collegata con il cielo, risalente ai Prototurchi: ne sono testimonianza i nomi del tipo tangare, tingir, che in parte continuano a designare il dio del cielo del paganesimo tradizionale, in parte sono stati assunti per indicare ‘Dio’ dai T. cristiani. Con la divinità suprema è collegata la concezione di una ‘norma’ o ‘provvidenza’ celeste (čajan dei Beltiri, jajan degli Altaiani, corrispondenti al mongolo džajaga) che ha riscontro nel rapporto fra il Tian cinese e la sua «norma» (tianming). Delle figure divine molte sono collegate con il dio celeste (‘figli’ o ‘servitori’ del dio) in un sistema solidale, ma altre sono dotate di notevole autonomia. Tra le divinità ha una posizione eminente nel culto l’altaiano Ärlik (Erlik), il dio sotterraneo e sovrano del regno dei morti.

Le lingue tatare orientali della famiglia linguistica turco-tatara, si dividono in tre gruppi: a) dialetti dell’Altaj propriamente detto (altaico e teleuto); b) dialetti dell’Altaj settentrionale (Lebedini e Scior); c) dialetti dei T. dell’Abakan (regione dei Saiani, di Kyzyl e di Baraba).

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