TEBESSA

    Enciclopedia dell' Arte Medievale (2000)

di E. Zanini

TEBESSA (gr. Τεβέστη; lat. Theveste, Thebeste, Tebeste)

Cittadina dell'Algeria orientale, situata al confine con la Tunisia, sulle pendici settentrionali del Jabal Dukkān.Nota dalle fonti come città di rilievo dell'Africa settentrionale già nel sec. 3° a.C., T. divenne colonia romana all'epoca di Traiano e fu sede della legione III Augusta. Dopo una fase di massimo splendore agli inizi del sec. 3°, la città fu forse danneggiata nel corso delle guerre contro le popolazioni indigene, ma non vide mai interrotta la sua continuità di vita, come attestano numerosi ritrovamenti di tombe riferibili a due distinte aree cimiteriali utilizzate tra i secc. 4° e 6°, alcune epigrafi funerarie di epoca vandala e il grande complesso religioso cristiano sviluppatosi nel 5° secolo. In epoca giustinianea, forse intorno al 540, T. venne sostanzialmente rifondata dal magister militum bizantino Salomone, cui si deve - stando all'iscrizione monumentale conservata in una tamponatura del fornice settentrionale dell'arco di epoca severiana - la ricostruzione a fundamentis della cinta muraria (Durliat, 1981, pp. 22-25). Dopo l'invasione araba dell'Africa settentrionale, nel corso del sec. 7°, la città perse progressivamente d'importanza e ricompare citata come centro minore dai geografi arabi solo nell'11° secolo.Della T. romana sono state individuate, ma scavate solo parzialmente, alcune delle strutture più importanti (foro, teatro, anfiteatro, acquedotto), mentre si conservano particolarmente bene nel loro sviluppo in alzato l'arco c.d. di Caracalla, databile agli inizi del sec. 3° e che venne successivamente integrato nel circuito delle mura urbiche bizantine, e un piccolo tempio in origine posto all'interno di un'area porticata.Tra la fine del sec. 4° e gli inizi del 5° si colloca la fondazione della grande basilica cristiana posta nella zona settentrionale della città e sorta forse in sostituzione di una precedente di minori dimensioni (Christern, 1976). La chiesa, a tre navate con gallerie e una sola abside semicircolare affiancata da pastophória, è preceduta da un atrio quadrato e circondata da una serie di ambienti tra cui, sul lato sudorientale, una cappella tricora, forse resto dell'impianto primitivo (Février, 1968). Tanto la basilica quanto gli annessi erano largamente pavimentati a mosaico. Il complesso - in cui si associavano probabilmente le funzioni di luogo di pellegrinaggio, di insediamento monastico urbano e di gruppo episcopale (la continuità della sede vescovile di T. è attestata almeno fino al 550) - subì una serie di trasformazioni in epoca vandala e bizantina, ma non è ancora chiaro a quale delle due fasi risalga la costruzione del muro di cinta munito di torri angolari che lo circonda.La fase della ricostruzione bizantina della città è caratterizzata essenzialmente dall'erezione di una cinta muraria di forma rettangolare (m 290260), difesa da quindici torri, quattro delle quali poste in corrispondenza degli angoli del recinto; le cortine - dello spessore di m 2,00-2,10 - si sviluppano per un'altezza di m 9-10 e presentano la classica tecnica costruttiva delle fortificazioni bizantine in questa regione, con una doppia cortina in blocchi di calcare e un nucleo centrale in conglomerato cementizio (Pringle, 1981, pp. 238-243). Come di prassi in questo tipo di interventi di rifortificazione, la costruzione della nuova cinta comportò una sensibile riduzione dell'impianto urbano antico, i cui monumenti principali (per es. il citato arco di Caracalla e il teatro) vennero inglobati nel tracciato e riutilizzati con diversa funzione: l'arco venne tamponato nei suoi fornici laterali e venne trasformato in una delle tre porte monumentali che permettevano l'accesso alla città fortificata.Tracce di riconversione dell'impianto urbano classico in epoca bizantina sono emerse anche nell'area dell'anfiteatro, tra le cui strutture sorsero alcune abitazioni, e in un'area adiacente, ove venne edificata una chiesa.

Bibl.: P.A. Février, Nouvelles recherches dans la salle tréflée de la basilique de Tébessa, Bulletin d'archéologie algerienne 3, 1968, pp. 167-191; J. Christern, Das frühchristliche Pilgerheiligtum von Tebessa. Architektur und Ornamentik einer spätantiken Bauhütte in Nordafrika, Wiesbaden 1976; J. Durliat, Les dédicaces d'ouvrages de défense dans l'Afrique byzantine, Roma 1981; D. Pringle, The Defence of Byzantine Africa from Justinian to the Arab Conquest (BAR. International Series, 99), 2 voll., Oxford 1981.E. Zanini

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