Tito. -
Vita e attivitàFiglio di un fabbro ferraio e di una donna slovena, seguì inizialmente il mestiere paterno. Dal 1911 attivo nelle organizzazioni sindacali e politiche della socialdemocrazia croata, soldato nell'esercito austro-ungarico durante la prima guerra mondiale, nel 1915 cadde prigioniero dei Russi. Tornato in Croazia (1920), entrò nel Partito comunista iugoslavo (clandestino dal 1921), e subì una condanna (1928) a cinque anni di reclusione. Membro del comitato centrale e dell'Ufficio politico dal 1934, in seguito alle epurazioni dei compagni esuli a Mosca assunse (1937) una posizione di assoluto rilievo in seno al comunismo iugoslavo fino a diventare segretario generale del partito. Dopo un periodo d'incertezza, corrispondente agli anni dell'accordo tedesco-sovietico (1939-41), T. guidò (dal 1943 con il titolo di maresciallo) la guerra di liberazione, promuovendo lo sviluppo dell'insurrezione antitedesca e la lotta alla monarchia e ai ceti dirigenti. Tale impostazione suscitò i primi contrasti con la dirigenza sovietica, incline a rinviare i problemi sociali e istituzionali. Nel frattempo, a causa dell'ambiguo comportamento di D. Mihajlović (capo delle formazioni partigiane di ispirazione monarchica), T. ottenne l'appoggio degli Anglo-Americani e, forte di un vasto consenso popolare, nel 1945 divenne capo del governo e ministro della Difesa. Il contrasto con l'Unione Sovietica e i primi accenni della politica neutralista si manifestarono nella primavera del 1945, sviluppandosi nel biennio successivo, quando Belgrado svolse una politica estera volta a realizzare l'antico progetto di una confederazione balcanica. Dopo la rottura con il Kominform (1948) e i processi politici contro gli elementi "titoisti" nelle democrazie popolari, T. incrementò i rapporti politici ed economici con i paesi occidentali. La fase di distensione sovietico-iugoslava, aperta dalla morte di Stalin, culminò nell'incontro tra T. e Chruščëv a Belgrado (1955) e nello scioglimento del Kominform (1956), ma dopo l'intervento sovietico in Ungheria T. riassunse una posizione critica nei confronti di Mosca. In seguito cercò di ispirare i paesi neutrali del Terzo mondo, organizzando la conferenza (tenuta a Belgrado nel sett. 1961), che diede vita al movimento dei paesi non allineati. Contrastanti tendenze di liberalizzazione e di accentramento caratterizzarono l'attività di T., che, di fronte alle gravi tensioni nazionali sviluppatesi all'inizio degli anni Settanta, promosse con la costituzione iugoslava del 1974 una soluzione fortemente federalista. Presidente della Repubblica dal 1953 (a vita dal 1963), segretario generale del partito e poi della Lega dei comunisti (1952), T. venne acclamato presidente a vita di quest'ultima nell'apr. 1974.
TITO (T. Flavius Vespasianus). - Imperatore romano. Figlio primogenito di Vespasiano e di Flavia Domitilla, nacque nel 39 d. C. Quando il padre fu eletto imperatore nel 69, egli divenne Cesare. Aveva già partecipato a varie campagne, fra queste la gu... Leggi
TITO. - Personaggio del Nuovo Testamento, discepolo di San Paolo, nominato la prima volta in Galati, II,1: "Poi, dopo quattordici anni, di nuovo ascesi a Gerusalemme con Barnaba, avendo preso anche Tito", dove T. espressamente è chiamato greco, cioè ... Leggi
TITO. - Nome di battaglia di Josip Broz, capo politico e militare iugoslavo, nato il 25 maggio 1892 a Kumrovec (Zagabria). La sua vita giovanile è oscura e avvolta nel mito anche per calcolo politico. La madre era slovena; il padre faceva il fabbro f... Leggi
TITO (App. II, 11, p. 999). - Dal 7 marzo 1945 primo ministro, T., nell'aprile 1945 si recò in visita a Mosca, nel marzo 1946 visitò Varsavia e Praga, nel novembre 1947 Sofia, e nel dicembre di questo stesso anno Budapest e Bucarest, firmando nelle c... Leggi
Matačić ‹màtačič'›, Lovro von. - Direttore d'orchestra iugoslavo (Susak, Fiume, 1899 - Zagabria 1985). Attivo inizialmente a Belgrado, Zagabria, Lubiana e Novi Sad, dal 1942 al 1945 ha diretto l'Opera di Vienna, organizzando poi i festival di Dubrovn
Šufflay ‹šùflai›, Milan. - Storico e letterato croato (Lepoglava, Zagabria, 1879 - Zagabria 1931), prof. di storia nell'univ. di Zagabria (dal 1908). Scrisse numerosi saggi di storia croata, della Dalmazia e dell'Albania. Antiserbo e magiarofilo, fu
Jelačić ‹i̯èlačič'› (o Jellačić, o Jellachich) de Bužim (croato Bužimski), Josip, conte. - Generale e patriota croato (Petrovaradin 1801 - Zagabria 1869), figlio del barone e gen. austriaco Franz (Petrinja, Croazia, 1746 - Szela Apati, Ungheria, 1810
Ranković ‹ràṅkovič'›, Aleksandar. - Uomo politico iugoslavo (Draževac 1909 - Dubrovnik 1983). Aderì al partito comunista nel 1928; si unì a Tito nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale, assumendo lo pseudonimo di Marko; fu poi (1946