Lemos, Tomás de

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Lemoslé-›, Tomás de. - Teologo domenicano (Ribadavia 1540 circa - Roma 1629). Nella controversia molinista tra domenicani e gesuiti fu incaricato, con il confratello Diego Álvarez, di rappresentare l'ordine nelle discussioni innanzi a Clemente VIII e Paolo V. Delle 47 dispute allora tenute (1602-06) egli raccolse gli atti (Acta omnium congregationum ac disputationum, ecc., pubbl. 1702). Molto discussa la sua Panoplia gratiae (4 voll., pubbl. 1676).

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Báñez, Domingo

Báñez ‹bàn'etℎ›, Domingo. - Teologo (Medina del Campo 1528 - ivi 1604), domenicano (1547); insegnò nell'università di Salamanca (1577-1600). È uno dei principali rappresentanti della rinascita del tomismo; il suo nome è soprattutto legato alla polemica con L

Gravina, Domenico

Gravina, Domenico. - Teologo domenicano (Napoli 1547 circa - Roma 1643), uno dei più dotti dell'epoca. Prof. nel collegio di S. Tommaso in Roma (1610), reggente dello studio di Taranto, promotore e vicario generale dell'ordine, scrisse in difesa dei domenicani (Vox turturis seu de florenti usque ad nostra tempora ... sacrarum Religionum statu, 1625) in polemica con R. Bellarmino (che contro gli ordini religiosi aveva scritto nel De gemitu columbae); l'opera ha il suo seguito in Congeminata vox turturis (in risposta al gesuita V. Roth)

Durando di San Porciano, Guglielmo

Durando (fr. Durand) di San Porciano, Guglielmo. - Teologo (Saint-Pourçain-sur-Sioule, Allier, tra il 1270 e il 1275 - Meaux 1334 circa). Domenicano, nel 1312 maestro di teologia a Parigi; fu lector sacri palatii ad Avignone. Anteriore al 1308 è la prima redazione del Commento alle Sentenze - fortemente antitomista - che modificò (in partic. libri 2-4) dopo il Capitolo generale dei domenicani a Saragozza nel quale Tommaso d'Aquino fu proclamato dottore dell'ordine; tuttavia il capitolo di Metz (1313) condannò le dottrine di D. poi specificate (1314) in una lista di 91 proposizioni; D

Paganèlli, Domenico

Paganèlli, Domenico (al secolo Stefano). - Architetto (Faenza 1545 - ivi 1624); entrato nell'ordine dei domenicani (1562), fu prof. di teologia a Pavia, Reggio nell'Emilia, ecc. Nel 1585 fu architetto del duomo di Loreto. A Roma lavorò a S. Pietro sotto Clemente VIII. Nuovamente a Faenza (1613), fornì i disegni per la cappella già del Rosario in S. Domenico (costruita nel 1611-13) e per gli stalli del coro della medesima chiesa, nonché per il palazzo Ginnasi, per la cappella della Madonna del Fuoco nel duomo di Forlì (1619), per il monastero delle domenicane a Castel Bolognese.

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