Fogliétta, Uberto

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Fogliétta, Uberto. - Storico (Genova 1518 circa - Roma 1581). Abbreviatore e protonotario apostolico (1545), dopo un primo opuscolo De philosophiae et iuris civilis inter se comparatione, pubblicò (1559) Delle cose della Repubblica di Genova, denunciando gli abusi della nobiltà vecchia di Genova: opera che gli recò rinomanza e il bando da quella Repubblica. Fu poi al servizio di Emanuele Filiberto di Savoia nel 1564, quindi nel 1568 del card. Ippolito d'Este della cui villa di Tivoli cantò le bellezze nel Tyburtium, e infine del card. Luigi d'Este iunior. Scrisse inoltre Clarorum Ligurum elogia (1572) e altre opere; nel 1576, revocato il bando, fu eletto storiografo della Repubblica e scrisse Historiae Genuensis libri XII (dalle origini al 1627).

Approfondimenti

FOGLIETTA, Uberto > Enciclopedia Italiana (1932)

FOGLIETTA, Uberto. - Storico, nato a Genova circa il 1518 da famiglia cospicua, che fu ascritta alla nobiltà nel 1528. Interrotti per rovesci familiari gli studi giuridici, verso il 1538 si recò a Roma, e grazie al buon ricordo lasciato da uno zio, A... Leggi

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Ligòrio, Pirro

Ligòrio, Pirro. - Architetto e pittore (Napoli 1513 circa - Ferrara 1583). Trasferitosi a Roma giovanissimo (1534), si dedicò allo studio delle antichità. Nel 1542 si impegnò a dipingere grottesche nel palazzo d'Urbino in via Lata; ma dei suoi saggi pittorici restano soltanto due affreschi (Decollazione del Battista e Danza di Salomè, 1545 circa) nell'oratorio di S. Giovanni Decollato

Costantini, Alessandro

Costantini, Alessandro. - Musicista (Staffolo 1581 circa - Roma 1657). Fu maestro di cappella a Loreto e organista a S. Pietro in Vaticano. Compose musica sacra e madrigali. Il fratello Fabio (Staffolo 1575 circa - Tivoli 1645 circa) fu maestro di cappella a Roma, Orvieto, Tivoli, Loreto. Compose lavori di genere sacro e curò raccolte di musiche di celebri autori romani.

Fàcio, Bartolomeo

Fàcio (o Fàzio), Bartolomeo. - Storico umanista (La Spezia 1400 circa - Napoli 1457), discepolo di Guarino Veronese. Nel 1444, mandato ambasciatore di Genova al re Alfonso di Napoli, ne divenne segretario e storiografo regio. La sua opera maggiore è il De rebus gestis ab Alphonso I (in 10 libri, sino al 1455). Pregevoli le biografie di contemporanei, nell'opuscolo De viris illustribus, importante fonte anche per la storia dell'arte. Per salvare la sua posizione di regio storiografo, criticò l'Historia Ferdinandi regis di L. Valla, ma questi replicò duramente (Recriminationes in Facium, 1445).

Èste, Luigi d'

Èste, Luigi d'. - Cardinale (Ferrara 1538 - Roma 1586). Figlio di Ercole II duca di Ferrara e di Renata di Francia, destinato alla vita ecclesiastica dal padre e dallo zio, Ippolito II, manifestò un'indole ribelle e una vera ripugnanza alla vita religiosa. Nonostante ciò, alla fine accettò il cappello cardinalizio da Pio IV (febbr. 1561). Non fu privo di sensibilità artistica: finì infatti la villa d'Este a Tivoli e il palazzo dei Diamanti a Ferrara, e protesse il giovane T. Tasso.

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