VESPASIANO da Bisticci

VESPASIANO da Bisticci

Enciclopedia Italiana (1937)
di Enrico Carrara

VESPASIANO da Bisticci. - Il popolano che non aveva altro cognome che dall'umile borgo ove nacque nel 1421, giunse ad essere detto "princeps omnium librariorum": eccelse egli infatti nella professione di procurare esemplari manoscritti nitidi se non sempre corretti, per il che occorrevano buone cognizioni bibliografiche, solerzia, buon gusto: e i Medici, gli Estensi, gli Aragonesi, Mattia Corvino, Federico di Montefeltro ne ebbero fornite le loro librerie. La sua bottega fu il ritrovo del mondo letterato dal 1440 al 1480. Poi la stampa soppiantò il manoscritto e la nuova generazione, del Poliziano e del Ficino, soppiantò la precedente, di Leonardo Bruni e di G. Manetti. Vespasiano non si acconciò né a questa né a quella novità e, rinunciando al lucroso commercio, si ritirò nel suo podere dell'Antella, dove morì il 27 luglio 1498.

In quell'ozio (1482) cominciò a scrivere, separatamente e con intenti e modi varî, le Vite di quanti aveva conosciuto: signori, dignitarî, letterati, amici. Alcune sono di meri ricordi episodici: altre "a modo di commentarı" tracciati alla buona per fornire ai dotti materia, onde stendessero in latino eloquenti biografie degne di quegli illustri. Ma in questo volgare discorsivo, che ha spesso la libertà sintattica delle pagine del Cellini, le Vite hanno un'immediatezza di rappresentazione che aggiunge un modesto pregio d'arte al loro valore documentario.

Le Vite, da lui stesso raccolte senza ritoccarle, furono primamente edite da Angelo Mai in Spicilegium Romanum, I (1839), in numero di 103; e da ultimo, criticamente, da L. Frati (Bologna 1892) con l'aggiunta di altre 6. Segue un Libro delle lodi delle donne... (ed. da L. Sorrento, Milano 1910); e un Lamento per la presa di Otranto (1481). Quasi al tutto ined. è un Trattato e conservazione dei Cristiani (1495).

Bibl.: E. Frizzi, Di V. da B., ecc., in Annali d. Scuola normale sup. di Pisa, III (1880); C. Neidhart, V. da B. und seine Papstleben, in Schweizerische Rundschau, 1927. - V. anche V. Rossi, Il Quattrocento, 2ª ed., Milano 1934, note 43, a p. 68, e 34, a p. 214.

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    Libraio (Bisticci, Rignano sull'Arno, fine del 1422 o inizio del 1423 - Antella 1498). Di famiglia modesta, aprì a Firenze un'officina libraria che divenne assai nota: essa rifornì di nitidi anche se non sempre corretti manoscritti signori e famiglie illustri (i Medici, gli Estensi, gli Sforza, i Montefeltro, ...