Vitale di Blois

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Vitale di Blois (lat. Vitalis Blesensis). - Poeta latino medievale (sec. 12º), autore di due commedie del genere detto elegiaco (il dialogo vi è inserito in una narrazione continuata, in distici elegiaci): il Geta, composto intorno al 1150, e l'Aulularia, composta verso il 1175. La prima è una curiosa trasposizione dell'Amphitryon di Plauto, la seconda deriva dal Querolus, adattamento del sec. 6º dell'Aulularia di Plauto.

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Querolus

Querolus Titolo («il brontolone») di un’anonima commedia latina in prosa ritmica, rifacimento dell’Aulularia di Plauto. Composta alla fine del 4° o al principio del 5° sec. d.C., è dedicata a un Rutilio identificato con il poeta Rutilio Namaziano.

Orderico Vitale Anglìgena

Orderico Vitale (lat. Ordericus Vitalis; fr. e ingl. Orderic Vital) Anglìgena. - Cronista inglese (n. 1075 - m. dopo il 1142). Assunse il nome di Vitale entrando nell'abbazia di Saint-Évroult in Normandia (1085). Scrisse dal 1120 al 1142 una grande Historia ecclesiastica in 13 libri, che è la principale fonte per la storia, specie normanna, dei suoi tempi, narrata con vivo senso politico, con l'appoggio della sua esperienza (fece frequenti viaggi, specie in Inghilterra) e di un ricco materiale documentario

Anfitrione

Anfitrione (gr. ᾿Αμϕιτρύων) Nella mitologia greca, figlio del Perseide Alceo, re di Tirinto, e di Astidamia (o di Lisidice). Bramava sposare Alcmena, figlia dell’altro Perseide Elettrione, signore di Micene; ma uccise per caso Elettrione; esiliato dal fratello di questo, Stenelo, andò a Tebe, dove Alcmena lo seguì sapendolo innocente. Qui A. fu purificato dal re Creonte. In seguito, per vendicare la morte dei fratelli di Alcmena uccisi dai Tafi (o Teleboi), partì contro Pterelao loro re e conquistò Tafo, aiutato anche da Cometo, figlia di Pterelao, che innamoratasi di A

Vitale du Four

Vitale (fr. Vital) du Four (lat. Vitalis de Furno). - Teologo francescano (Bazas, Bordeaux, 1260 circa - Avignone 1327), insegnò a Montpellier, poi a Tolosa; prese parte alle polemiche sull'insegnamento di Pier di Giovanni Olivi e contro Ubertino da Casale. Cardinale nel 1312, appoggiò l'elezione di papa Giovanni XXII (1316) ma si pronunciò contro di lui sul problema della povertà di Cristo e degli Apostoli (1322-23). Autore di questioni quodlibetali e disputate, nonché di un De rerum principio, aderì alla corrente bonaventuriana.

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