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Teresa Pàroli

Teresa Pàroli (Roma 1939), già professore ordinario di Filologia germanica (dal 1972 al 2011) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Università “La Sapienza” di Roma; professore emerito dal 28/2/2013.
Nella sua produzione (ininterrotta dal 1966) si è occupata, in diversi suoi lavori, di tutte le lingue germaniche (gotico, inglese, tedesco, lingue scandinave) e dei relativi testi, nonché della cultura ad essi sottesa, dal IV secolo al XVI. Parecchi suoi saggi sono stati pubblicati in altre lingue (inglese, spagnolo, norvegese) e altri ancora sono apparsi in pubblicazioni specializzate di Canada, Belgio, Norvegia, Austria, Islanda, Messico, Danimarca, Francia, Spagna, Croazia, Germania; ha trascorso periodi di studio anche di lunga durata all’estero, dove ha partecipato a Convegni e tenuto conferenze.
Nell'ambito della iniziativa della Università "La Sapienza", ha avuto la possibilità di invitare come Professori visitatori (da 1 a 3 mesi) di molte nazioni, instaurando una collaborazione estremamente proficua. Tra gli illustri Visitatori, si ricordano i professori: Peter Springborg, Università di Copenhagen, Danimarca, 1984; Jónas Kristjánsson, Università di Reykjavík, Islanda, 1985; Otto Gschwantler, Università di Vienna, Austria, 1986; Marina Munt, Università di Bergen, Norvegia, 1987; John McKinnell, Università di Durham, Inghilterra, 1991; Joseph Harris, Harvard Unversity, USA, 1992; Roberta Frank, Università di Toronto, Canada, 1993; Anatoly Liberman, Università del Minnesota, USA, 1996; François-Xavier Dillmann, École pratique des hautes études, Paris, Francia, 1998; Fred Robinson, Yale Unversity, USA, 2000.
Per tenere Conferenze sono stati invitati, tra gli altri, i professori: Helmut Gneuss di Monaco di Baviera, Hallvard Magerøy di Oslo, James Cross di Liverpool, Régis Boyer, Sorbona, Parigi.
Ha ottenuto dalla Università di Roma “La Sapienza” la istituzione di un Accordo culturale (attivo dal 1986) con la Università di Liverpool, che prevede uno scambio annuale di docenti sul tema "Rapporto fra Italia e Inghilterra in epoca medievale, in ambito linguistico, letterario e storico-culturale"; per parte inglese sono venuti a Roma, tra altri, i Professori: James E. Cross; Jocelyn Wogan-Browne, Dorothy Severin, Christopher Allmand, Godfried Croenen.
A proposito degli interessi scientifici e relativa produzione, per il gotico ha trattato di sintassi (1970, Le costruzioni partitive nominali nelle antiche traduzioni germaniche dei Vangeli) e di vari aspetti in saggi di tipo comparativo. Per il tedesco, ha commentato testi (volume del 1966, Commento a testi tedeschi antichi), ha scritto sul Nibelungenlied (1985, Varianti redazionali e struttura narrativa nel Nibelungenlied), sui "Lamenti di Maria" (1995, Il "Lamento di Maria" tra lauda e dramma), oltre che in lavori di taglio comparativo.
Per il nordico, analisi di versioni (1975), sulla mitologia e cultura (saggi sulla fine del mondo, 1978; sul lupo/malfattore, 1976, e 1986, Lupi e lupi mannari, tra mondo classico e germanico, a partire da Petronio 61-62), sulle pietre runiche di Jelling e loro interpretazione (Belgio, 1987, History, Theology and Symbolism in the Greater Jelling Stone), sui contatti con la cultura classica (1988, Classico e germanico, due culture contatto), sul carme eddico sul dio Baldr (1992, Baldr's Dreams: A Poet Awaiting Vision), sulle saghe della scoperta vichinga dell'America (Islanda, 1994, Bishops and Explorers: On the Stucture of the Vínland Sagas) e sugli "unipedi", ivi incontrati, e i loro precedenti nella cultura classica (Germania, 2009, How many are the unipeds' feet? Their Tracks in Texts and Sources); sull’incidenza della cultura nordica antica nelle Fiabe di H.C. Andersen (2005, Riflessi della cultura nordica antica nelle Fiabe di Hans Christian Andersen).
Nell'ambito dell'inglese antico si è occupata di prosa dell'alto medioevo nei saggi su Aelfric e prosa a lui precedente (1967 e 1968, Le opere grammaticali di Ælfric; Canada 1969, Rapporto preliminare sugli aspetti linguistici e culturali della grammatica latina in anglosassone di Ælfric; Croazia 2006, Da Beda ad Ælfric: latino e volgare nell'Inghilterra dell'alto medioevo (secoli VII-X)); su "monete e Vangeli" (2003, Monete e Vangeli nell'Inghilterra dell'alto medioevo).
Sempre per l’Inghilterra dell’alto medioevo ha spesso trattato di poesia (sul Beowulf, libro 1982, La morte di Beowulf; e saggi 1987, The Elusive Death of Beowulf; 2006, Al posto del nome: funzionalità letteraria dell'elemento onomastico nel Beowulf; sul Cristo I, saggi 1979, Il Cristo I anglosassone: tematica e struttura;1983, Dall'epica al dramma: la sezione VII del Cristo I anglosassone; su eroi e santi, 1995, Eroi e santi nella letteratura inglese antica, e Messico 1995, Héroes y santos en la literatura inglesa antigua; dei poemi Genesi e Esodo, 2009 Antroponimi, con i loro sostituti, e altri nomi nei poemi Genesi e Esodo dell'alto medioevo inglese; dei due poemi su S. Guthlac, edizione commentata, ora in lavorazione); sulla storia del cofanetto runico di Auzon (Danimarca, 1997, The Carrand Panel of the Auzon Casket: Stories and History).
Per il tardo medioevo inglese ha analizzato l'apologo sulla volpe e lupo (1989, Of the vox and of the wolf "La volpe e il lupo": funzionalità strutturale e intento umoristico in un apologo medio-inglese). Nell'ambito più generale della cultura, ma sempre a partire dai testi, ha scritto sulla nascita della letteratura inglese (1986, La nascita della letteratura anglosassone), sui rapporti tra corte e monastero (2001, La sala del banchetto e il refettorio nell'Inghilterra anglosassone).
Dato il taglio tipicamente comparativo della disciplina, spesso si è interessata di più ambiti linguistici germanici nello stesso lavoro, anche in rapporto con le fonti classiche latine e greche. In tale ambito vanno inquadrati i lavori sulla tradizione orale della poesia germanica (saggio 1975; Modalità del passaggio dalla tradizione orale alla codificazione nella poesia germanica antica; libro 1975, Sull'elemento formulare nella poesia germanica antica); sugli aspetti descrittivi della Visio Pauli più volte usata come fonte in ambito germanico (1980, Dalla promessa alla sapienza tramite la descrizione); sulla fondamentale funzione della cultura benedettina (1982, L'incidenza della cultura benedettina sulla formazione della letteratura germanica medievale), sugli aspetti cristologici (1982, Aspetti cristologici nei poemi inglesi e tedeschi tra VII e IX secolo); sui rapporti contrastivi tra iniziazione e conversione (1983, L'alternativa tra iniziazione e conversione nella cultura germanica medievale); sulla variegata tradizione della figura di Attila (1988, Attila nelle letterature germaniche antiche); sulle funzioni e figurazioni di santi e demoni (1989, Santi e demoni nelle letterature germaniche dell'alto medioevo); sulla considerazione sociale delle "lacrime degli eroi" (Austria, 1990, The Tears of the Heroes in Germanic Epic Poetry); sulla funzionalità narrativa della "soglia" (1993, La soglia come cronotopo narrativo ed esistenziale nel medioevo germanico); sulla figura dell'antieroe (1995, Profilo dell'antieroe); sui vari sistemi metrici tra alto e basso medioevo (2000, La metrica germanica); sulla compresenza storica di simposi e diete ascetiche (2005, Tra simposi e diete ascetiche: il cibo nella tradizione germanica dell'alto Medioevo germanico); sulle prime versioni del Pater noster (Spagna 2006, Considerazioni preliminari sugli adattamenti del Pater noster nel medioevo germanico; 2008, Testi di evangelizzazione nel medioevo germanico: il modello del Pater noster); sui problemi di integrazione culturale tra Mare del Nord e Mediterraneo (2007, Mediterraneo e Mare del Nord: contatti, integrazioni e divergenze fra lingue culture nell'alto Medioevo germanico); sulla funzione polivalente dell'acqua (2008, L'acqua come elemento tra vita e morte nella cultura germanica medievale).
Dopo un lungo lavoro di archivio a Parigi, ha scritto su studi e lezioni di Antoine Meillet nell’ambito delle lingue germaniche (1987, Antoine Meillet germanista), e ha pubblicato il carteggio tra Meillet e il suo allievo norvegese Alf Sommerfelt (1988, Alf Sommerfelt, Antoine Meillet e il germanico: aspetti di un rapporto, edito anche in norvegese, 1994, Om Alf Sommerfelt, Antoine Meillet og germanistikken, su richiesta della Accademia norvegese delle scienze).
Per gli autori nordici che hanno scritto in latino, si è occupata di Saxo Grammatico (1992, Ideali di vita e significato della morte nei primi nove libri dei Gesta Danorum); e inoltre della Historia del vescovo svedese Olao Magno (proposta interpretativa dell'opera, 1999, Olao Magno come narratore: una proposta di lettura della Historia; struttura del suo XVI libro, Francia 1997, The Book Structure of Olaus Magnus's Historia: the Case of Book XVI; la poliedrica raffigurazione dei Finni in tale opera, 2009, I Finni nell'opera storica di Olao Magno; Olao e le sue fonti latine, ora in lavorazione).
Ha organizzato il Convegno The Seventh International Saga Conference (Spoleto, settembre 1990, presso il Centro italiano di studi sull'alto medioevo di Spoleto, con il quale ha più volte collaborato e ancora collabora; e inoltre il Convegno internazionale La funzione dell'eroe germanico: storicità, metafora, paradigma (Roma, maggio 1993), che ha avuto luogo presso la Università di Roma “La Sapienza”.
Di entrambi i Congressi ha curato ed edito gli “Atti”. Come "editor" ha inoltre curato (tra 1979 e 2008) la edizione di altri sette volumi (spesso in Collane da lei dirette), tra i quali si ricordano: John McKinnell, Both One and Many. Essays on Change and Variety in Late Norse Heathenism, “Philologia: saggi - ricerche – edizioni”, a cura di Teresa Pàroli, 1, Editrice "Il Calamo", Roma 1994; Josip B. Percan, "Femina dulce malum". La donna nella letteratura latina medievale (secoli X-XIV), “Biblioteca medievale. Saggi - ricerche – edizioni”, a cura di Teresa Pàroli, 1, Edizioni Kappa, Roma 2003; Carla Cucina, Il Seafarer. La navigatio cristiana di un poeta anglosassone,Biblioteca medievale. Saggi - ricerche – edizioni”, a cura di Teresa Pàroli, 2, Edizioni Kappa, Roma 2008.