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La nostra storia

La fondazione dell'Istituto della Enciclopedia italiana avvenne nel 1925, su iniziativa di Giovanni Treccani degli Alfieri e di Giovanni Gentile. Nel tempo, Treccani ha accompagnato la storia d’Italia seguendone da vicino le vicende, divenendo testimonianza sistematica dell’identità culturale italiana, ma anche sicura guida nella scoperta del mondo contemporaneo, con aggiornamenti che hanno seguito da vicino le conquiste più recenti in tutti i campi del sapere.

Un lavoro infaticabile di interconnessione dei campi più disparati dell'eccellenza italiana – e di essi all'identità delle italiane e degli italiani - che continua anche nelle iniziative legate al mondo digitale: tradizione e innovazione al servizio della cultura.

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L’Istituto della Enciclopedia Italiana nacque a Roma il 18 febbraio 1925, come Istituto Giovanni Treccani per la pubblicazione della Enciclopedia Italiana e del Dizionario Biografico degli Italiani, su iniziativa dell’industriale tessile e senatore del Regno Giovanni Treccani degli Alfieri (1877-1961), che ne fu presidente fino al 1933, e del filosofo Giovanni Gentile (1875-1944).

L’obiettivo che si posero i fondatori dell’Istituto era quello di rispondere innanzitutto all’esigenza di dare anche all’Italia una grande enciclopedia nazionale. Gentile, che fu nominato direttore scientifico, si pose l’obiettivo di coinvolgere nell’impresa l’intera cultura nazionale, senza alcuna preclusione nei confronti degli intellettuali che non avevano aderito al fascismo, e di fatto collaborarono all’opera studiosi di diverso orientamento

Subito dopo la costituzione dell’Istituto iniziò dunque la fase progettuale dell’enciclopedia con la formazione del Comitato tecnico, incaricato di preparare il lemmario e garantire l’equilibrio tra le varie discipline: dal lemmario si passò poi allo schedario generale, ordinato per lemma, e a quello di assegnazione delle voci, che cominciarono a pervenire all’Istituto a partire dal 1928, e fu costituito un corpo di redattori disciplinari. Tra i moltissimi studiosi di chiara fama coinvolti nell’opera vale la pena di menzionare almeno alcuni nomi: Federigo Enriques per la matematica, Federico Raffaele per la biologia e zoologia, Roberto Almagià per la geografia, Nicola Parravano per la chimica, Enrico Fermi per la fisica, Guglielmo Marconi (presidente dell’Istituto dal 1933 al 1937) per il settore delle radiocomunicazioni, Giulio Bertoni e Bruno Migliorini per la linguistica, Ugo Ojetti e Pietro Toesca per l’arte.

Tra il 1929 e il 1937 venne pubblicata, al ritmo regolare di un volume ogni tre mesi per un totale di trentacinque, l’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti, affermatasi da subito come la più autorevole opera enciclopedica al mondo per la vastità dell’orizzonte culturale, la scelta dei collaboratori, l’ampiezza delle voci, l’organicità del progetto e il rigore nella sua realizzazione. Tra il 1934 e il 1938 uscirono i fascicoli di aggiornamento, destinati a confluire nella Appendice I, pubblicata, in volume unico, nello stesso 1938, anno nel quale divenne presidente Luigi Federzoni, in carica fino al 1943.

Quelli del secondo conflitto mondiale furono anni particolarmente difficili anche per una istituzione come l’Enciclopedia Italiana e videro tra l’ottobre e il novembre 1943 – oltre all’interruzione, quello stesso anno, della produzione di una Enciclopedia minore, in dodici volumi, che era stata avviata nel 1939 – il commissariamento straordinario dell’Istituto, la sua chiusura con licenziamento generale e infine il trasferimento a Bergamo, mentre qualche mese più tardi, dopo la liberazione di Roma, il governo italiano nominava a sua volta un proprio commissario, inaugurando così una condizione di doppia amministrazione che sarebbe durata fino al settembre 1945. Alla breve presidenza di Luigi Einaudi (dalla fine di maggio alla fine di agosto del 1946), allora governatore della Banca d’Italia, seguì un nuovo periodo commissariale, che si chiuse definitivamente con la nomina di Gaetano De Sanctis a presidente (1947-1954) e direttore scientifico, e di Domenico Bartolini a direttore generale: si ricostituiva così la redazione guidata da Umberto Bosco e veniva realizzata la Appendice II, in due volumi, pubblicata nel 1948-1949.

I decenni del secondo dopoguerra videro, sotto la presidenza di De Sanctis, poi di Aldo Ferrabino (1954-1972; dal 1965 anche direttore scientifico) e di Giuseppe Alessi (1972-1992), la realizzazione di molti nuovi progetti che si affiancavano a quelli della grande enciclopedia, che ha continuato ad essere aggiornata nel tempo da una serie di appendici (per un totale di ventiquattro volumi, esclusi gli indici, che si sommano ai trentacinque originari), e del Dizionario Biografico degli Italiani, la cui pubblicazione, prevista sin dalla fondazione dell’Istituto, fu avviata nel 1960 (ma il pluridecennale lavoro preparatorio era iniziato già negli anni Venti ad opera di Fortunato Pintor): diretto da Alberto Maria Ghisalberti e poi da Massimiliano Pavan, Mario Caravale e Raffaele Romanelli, è il più ampio repertorio biografico nazionale oggi esistente – copre la vita e le opere di italiani e italianizzati che abbiano lasciato un segno nella storia artistica, culturale, politica, religiosa, scientifica e sociale d’Italia dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente ai nostri giorni – ed è giunto all’ottantaduesimo dei cento volumi attualmente previsti dal progetto.

Accanto dunque alle due monumentali opere la cui realizzazione costituiva l’originaria ragion d’essere dell’Istituto, a partire dagli anni Cinquanta furono pubblicate opere assai innovative nell’impianto o nella scelta dell’argomento: in particolare il Dizionario Enciclopedico Italiano (dodici volumi più un atlante, 1955-1961), diretto da Umberto Bosco, che riprendeva il vecchio progetto gentiliano dell’Enciclopedia minore, ma innestava nella tradizionale organizzazione enciclopedica l’intero lessico della lingua italiana (formula che sarebbe stata conservata in seguito nel Lessico Universale Italiano, ventiquattro volumi più un atlante, 1968-1981; e ne La Piccola Treccani, dodici volumi, 1995-1997): come è stato osservato da Tullio Gregory, l’opera segnava «un nuovo momento nella storia del genere enciclopedico perché, secondo la felice intuizione dei suoi ideatori, univa insieme l’enciclopedia e il lessico della lingua parlata: res e verba. [...] Ogni voce che avesse un’entrata di carattere lessicale veniva completata con uno sviluppo enciclopedico, facendo così del lessico l’ingresso privilegiato in ogni campo del sapere»; l’impegno dell’Istituto in campo linguistico sarebbe proseguito con una lunga serie di opere, tra le quali si segnala in particolare il Vocabolario della Lingua Italiana, diretto da Aldo Duro, in quattro volumi, di cui uno in due tomi, pubblicati tra il 1986 e il 1994.

Degli stessi anni è la pubblicazione della prima enciclopedia tematica realizzata dall’Istituto: l’Enciclopedia dell’Arte Antica, classica e orientale, in sette volumi usciti tra il 1958 e il 1966 e seguiti da due supplementi rispettivamente di uno e di cinque volumi e da un atlante in tre volumi, diretta da Ranuccio Bianchi Bandinelli e poi da Giovanni Becatti e Giovanni Pugliese Carratelli. Assai numerose sono state, negli anni successivi, le altre opere specialistiche, tra le quali l’Enciclopedia Giuridica (trentatré volumi, 1988-1994, con successivi aggiornamenti annuali), l’Enciclopedia delle Scienze Sociali (otto volumi più un nono di supplemento e indici, 1991-2001), l’Enciclopedia dell’Arte Medievale (dodici volumi, 1991-2002), l’Enciclopedia delle Scienze Fisiche (sette volumi, 1992-1996), l’Enciclopedia dei Papi (tre volumi, 2000, poi edizioni aggiornate), la Storia della Scienza (dieci volumi, 2001-2003), l’Enciclopedia Archeologica (sei volumi, 2002-2005), l’Enciclopedia del Cinema (cinque volumi, 2003-2004), l’Enciclopedia dello Sport (quattro volumi, 2003-2005), l’Enciclopedia dei Ragazzi (sette volumi, 2004-2006), l’Enciclopedia della Moda (tre volumi, 2005), Federico II. Enciclopedia Fridericiana (tre volumi, 2005-2008), Scienza e Tecnica (sei volumi, 2007-2008).

Agli anni Settanta e Ottanta risale la realizzazione dell’Enciclopedia del Novecento (sette volumi, 1975-1984, seguiti da sei volumi di supplementi e indici tra il 1989 e il 2004), tesa a fornire un bilancio critico di un intero secolo e caratterizzata da un impianto non convenzionale, con 522 saggi dei massimi esperti nei diversi ambiti di ricerca – tra i quali ventuno premi Nobel – a sostituire i tradizionali lemmi informativi: Cellula di Jean Brachet, Memoria di Daniele Bovet, Neurogenesi di Rita Levi-Montalcini, Ermeneutica di Hans-Georg Gadamer, Filosofia di Eugenio Garin, Algebra di Irving Kaplansky, Europeismo di Altiero Spinelli, Psicologia genetica di Jean Piaget, Religione di Mircea Eliade, Sionismo di David Ben Gurion, solo per citare alcuni esempi. E alla stessa impostazione di bilancio critico di volta in volta di un’epoca, di un settore di studi, di un singolo argomento sono riconducibili opere quali Frontiere della Vita (quattro volumi, 1998-1999), XXI Secolo (sei volumi, 2009-2010) o le enciclopedie dedicate ai grandi classici della letteratura e della cultura italiana ed europea: Dante (sei volumi, 1970-1973), Virgilio (quattro volumi, 1984-1987), Orazio (tre volumi, 1996-1998) e ora Machiavelli. Enciclopedia Machiavelliana (tre volumi, 2014).

Gli ultimi decenni hanno visto la presidenza di Rita Levi-Montalcini (1993-1998), di Francesco Paolo Casavola (1998-2009), di Giuliano Amato (2009-2013) e di Franco Gallo (dal 2014). La storia più recente dell’Istituto è caratterizzata da innovazioni importanti, a cominciare dal passaggio al digitale con un sito web che si è rapidamente affermato come un punto di riferimento imprescindibile per le ricerche culturali e linguistiche on-line. Di notevole rilievo, a partire dagli anni Duemila, è altresì la pubblicazione di libri di pregio, che comprendono sia volumi d’arte – in particolare quelli dedicati alle città, ai siti archeologici, ai musei italiani: Pompei (2003), Venezia (2004), Firenze (2007), Palermo (2008), Bologna (2008), Roma - Musei vaticani (due volumi, 2010), Torino (2010), ecc. –, sia riproduzioni in facsimile di codici miniati: il Salterio di St. Albans (2007), la Tavola Ritonda (2009), l’Anatomia Depicta (2010) e molti altri.

L’Istituto continua così a tenere fede alla sua missione istituzionale: che è, come si legge nello Statuto, «la compilazione, l’aggiornamento, la pubblicazione e la diffusione della Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti iniziata dall’Istituto Giovanni Treccani, e delle opere che possono comunque derivarne, o si richiamino alla sua esperienza, in specie per gli sviluppi della cultura umanistica e scientifica, nonché per esigenze educative, di ricerca e di servizio sociale». Caratterizzate sin dalle origini dal rigore critico e dall’approfondimento scientifico e culturale, ma insieme dalla capacità di sintesi e di divulgazione ‘alta’, dalla presenza tra i collaboratori dei massimi esperti italiani e internazionali in ciascun ambito della ricerca, e allo stesso tempo dall’equilibrio tra campi disciplinari diversi, all’epoca della diffusione incontrollata delle notizie e delle conoscenze resa possibile dal world wide web, le opere Treccani, cartacee e digitali, continuano a svolgere quella indispensabile funzione di filtro e di validazione che costituisce il compito più alto di una casa editrice e che rappresenta allo stesso tempo una priorità strategica per la cultura del terzo millennio.