Martedì 15 novembre dalle ore 11.00 alle ore 13.00 presso la sede dell’Istituto della Enciclopedia Italiana (Sala Igea, Palazzo Mattei di Paganica, piazza della Enciclopedia Italiana 4, Roma) verrà realizzata la nuova puntata di Piazza Enciclopedia, trasmissione trasmessa sulla Web TV del sito della Treccani (www.treccani.it), dedicata al tema Prodotto Nazionale Sapere, perché in India sì e in Italia no?
Il sapere è da sempre la merce più importante prodotta dall'uomo, è quello che ha trasformato una materia come il petrolio nell'oro nero in grado di produrre ricchezze impensabili e, spesso, essere causa scatenante di guerre e conflitti. Cosa sarebbe infatti il petrolio se il sapere non avesse inventato il motore a scoppio, gli aerei, le trasformazioni chimiche? L'India ha deciso così di calcolare quanto sapere viene prodotto, quanto costa produrlo, come circola e si diffonde tra la popolazione e ha deciso di calcolarlo definendo il nuovo PIL della ricchezza, appunto il Prodotto Nazionale Sapere . Chi ha deciso di farlo è la Confindustria indiana, utilizzando un modello di Umberto Sulpasso, che per primo ha insegnato Economia del Sapere e al quale ha affidato un gruppo di economisti per il suo calcolo. L'economia indiana verrà calcolata in modo da poter valutare dove e come può crescere meglio, dove e quanto lo Stato può spendere per perseguire e aumentare i suoi tassi di sviluppo. In pratica, da questo calcolo dovrebbe scaturire un progetto di sviluppo economico del paese basato sulla civiltà del sapere.
Ma se questo succede in India che già cresce a tassi enormi rispetto a quelli italiani, perché non si fa qualcosa di analogo in Italia dove la crescita è ai minimi storici e dove il tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, continua a rappresentare un problema significativo? Cosa impedisce all'Italia di quantificare il "motore" più importante dello sviluppo e tentare di dare un futuro ai suoi giovani, un mercato competitivo e innovativo alle sue aziende, un criterio di spesa pubblica orientata ad una crescita moderna? Si ricorda che quando Giuliano Amato era Presidente del Consiglio fece stanziare nella finanziaria 100 miliardi di lire per la nascita della “Educational Credit Card”, un’idea configurata da tempo dall’economista Umberto Sulpasso, per cui ogni ragazzo al compimento dei 18 anni avrebbe avuto una carta di credito di alcuni milioni di lire da spendere in software, computer e corsi a distanza online.
A queste domande si cercherà di rispondere nel talk televisivo Piazza Enciclopedia . Il dibattito,una vera e propria tavola rotonda con ospiti d’eccezione, è inoltre allargato ai presenti e ulteriormente esteso ad altri esperti collegati in videoconferenza e a coloro che vogliono interagire inviando “tweets”.
Interverranno Rajiv Kumar (Presidente Confindustria e Confcommercio indiana), Umberto Sulpasso (autore del libro Darwinomics), Michele Bagella (Università degli Studi di Roma Tor Vergata), K. Fabian (Former Ambassador of the Indian Republic), Franco Tatò (Amministratore Delegato della Enciclopedia Treccani), Stefano Turi (Direttore Agenzia Sviluppo Lazio), Aurelio Regina (Presidente Industriali Lazio) e Victor Uckmar (Università di Genova). Gli interventi saranno moderati dal Presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Giuliano Amato.
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