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L'Istituto presenta un volume dedicato alla miniatura

La collana di libri d’arte dell’Istituto della Enciclopedia Italiana dedicata alle epoche storiche, dopo i volumi su due tecniche artistiche, l’oreficeria e le vetrate, che nel Medioevo conobbero un periodo di grande splendore, presenta oggi un’opera che, in maniera ampia ed esaustiva, indaga un’altra pregevole eredità della civiltà medievale: la miniatura. Nel lungo periodo che separa la fine del mondo antico dall’affermarsi del Rinascimento, l’illustrazione libraria ha dato vita a un inestimabile patrimonio, straordinario per ricchezza e varietà, che, passato in buona parte indenne attraverso i secoli senza aver subito rifacimenti o ridipinture, rappresenta un’incomparabile antologia della pittura medievale. Questo progetto nasce dalla convinzione che proporre a un pubblico di studiosi e di appassionati le preziose testimonianze del nostro passato contribuisca a valorizzarne le radici storiche e civili. Il volume, realizzato con la direzione scientifica di Enrico Castelnuovo, raccoglie i saggi di eminenti studiosi che analizzano il sorgere e l’evolversi dell’arte della miniatura in Europa: così Maria Grazia Ciardi Dupré Dal Poggetto prende in esame i modi e le tecniche dell’illustrazione, il rapporto tra copisti e miniatori e quello tra questi e i committenti, a partire dal periodo paleocristiano per arrivare, passando per il Duecento e il Trecento, al Gotico internazionale; Fabrizio Crivello esamina i diversi luoghi e centri di produzione del manoscritto miniato, dagli scriptoria monastici e conventuali agli studia universitari di Parigi, Bologna e Oxford, e analizza il fiorire in tali ambiti di scuole diverse; segue un’indagine condotta da Costanza Segre Montel sui marginalia e le drôleries, decorazioni fantastiche e bizzarre che animano i margini dei manoscritti medievali. Questa parte testuale si chiude con la sezione degli Apparati, a cura di Paola Elena Boccalatte, che comprende un glossario, un dizionario biografico sui maggiori miniatori affermatisi in Occidente e un’antologia di fonti. L’opera dedica ampio spazio all’Atlante iconografico che prende l’avvio da una delle più importanti testimonianze della tradizione classica, il Virgilio Vaticano, celebre manoscritto miniato romano del V secolo, per arrivare alla stagione del Gotico internazionale, quando presso le corti il codice miniato di lusso diviene quello che oggi definiremmo uno status symbol. La storia della miniatura medievale abbraccia il mondo occidentale – dalla sfrenata fantasia dei miniatori irlandesi alla rinascenza carolingia, dalle corti cosmopolite di Francia e degli Svevi alle visionarie apocalissi iberiche, alle monumentali bibbie atlantiche – e impreziosisce ogni sorta di testo – dagli evangeliari ai poemi cavallereschi, ai bestiari, agli erbari e ai Tacuina sanitatis, che rivelano un nuovo interesse per la natura, ai raffinati libri d’ore destinati alla devozione privata. L’introduzione della stampa a metà Quattrocento modificherà fortemente il rapporto tra immagine e testo e porterà al tramonto di quell’arte che per secoli aveva ‘illuminato’ il libro con la ricchezza delle sue forme e dei suoi colori.