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CONTRO GLI OPPOSTI PESSIMISMI

Presentazione del volume di Luigi Spaventa


Lunedì 12 gennaio a Roma alle ore 17.30 presso la Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica (piazza della Enciclopedia Italiana 4) verrà presentato il volume di Luigi Spaventa Contro gli opposti pessimismi. Per uscire dal declino e dalla crisi (Castelvecchi Editore, 2014). La presentazione è organizzata dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani come ricordo dell’autore a due anni dalla sua scomparsa.

Luigi Spaventa, protagonista della vita economica e politica italiana, è stato uno degli economisti più influenti e ascoltati in ambito internazionale. Questo libro raccoglie per la prima voltai suoi scritti degli anni cruciali che vanno dal 2003 al 2011, pubblicati su la Repubblica e il Corriere della Sera e qui curati da Antonio Pedone. In questi saggi l’economista affronta con estrema chiarezza, lucidità critica e forza propositiva i temi principali ancora oggi al centro del dibattito di politica economica. Tra i primi a prevedere le conseguenze drammatiche della crisi del 2007, Spaventa descrive il formarsi degli squilibri economici e finanziari tra grandi aree (America, Asia, Europa) e gli errori del passaggio all’euro, le cause del diffondersi della crisi e i suoi effetti disastrosi sull’occupazione e sugli investimenti.
Spietata è la sua analisi delle incertezze e inadeguatezze delle politiche monetarie e di bilancio adottate per affrontare la crisi, dei mali oscuri della stagnante economia italiana e delle anomalie del suo sistema bancario e finanziario. La critica talvolta anche feroce del comportamento di operatori. Governi, istituzioni nazionali e internazionali, si accompagna sempre al richiamo delle occasioni che si sarebbero potute cogliere per avere un’Italia meno povera e meno ingiusta di quanto non sia divenuta in questi ultimi anni e la convinzione e l’indicazione che si poteva e ancor oggi si può fare meglio.


Alla presentazione del volume interverranno Franco Gallo, Ferruccio de Bortoli, Tullio De Mauro, Luigi Guiso, Antonio Pedone ed Eugenio Scalfari.