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CARAVAGGIO. L'OPERA OLTRE LA LEGGENDA


Domenica 23 aprile alle ore 13.30 presso il Caffè Garamond della Fiera Milano Rho, nell’ambito di Tempo di Libri – Fiera dell’editoria italiana, l’Istituto della Enciclopedia presenta il volume Caravaggio. L’opera oltre la leggenda
Il volume, ultimo della serie sui ‘grandi maestri del colore’, chiude la collana che l’Istituto della Enciclopedia Italiana ha dedicato ai classici della pittura, pubblicazione che, negli anni, ha saputo coniugare magistralmente autorevolezza e rigore dell’analisi scientifica e ricchezza e opulenza degli aspetti iconografici. Come i precedenti, infatti, anche il volume Caravaggio si compone di un saggio in cui l’autrice, Francesca Cappelletti − docente di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Ferrara e vicepresidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggisti per il MIBACT −, ripercorre la storia di Michelangelo Merisi attraverso le tappe più significative che hanno segnato L’opera oltre la leggenda di un pittore che, più di ogni altro, è riuscito a essere profondamente figlio del suo tempo e, insieme, a trascenderlo, mostrandosi costante punto di riferimento e ‘padre putativo’ per la successiva storia dell’arte europea.
La mano di Caravaggio è inconfondibile, così come lo sono i suoi personaggi che emergono prepotentemente dagli ‘scuri’ dei suoi sfondi: palcoscenici bui popolati da santi, madonne e miserabili, da angeli, mendicanti e bambini che compongono, tutti insieme, un’umanità sofferta e sofferente a cui sembra partecipare anche il Regno dei Cieli.  In tutte le sue opere, dai ritratti alle scene corali, il colore non è il solo protagonista. Il nero dei vicoli, il buio delle taverne o delle chiese sono sempre illuminati da una luce: un colore ‘parlante’ che ci mostra il rosso del sangue, sgorgare, vivido, dalle teste mozzate e dai martirii dei santi, il bianco delle vesti e l’azzurro del velo della Vergine che, dolente, osserva e veglia sulle miserie del mondo. Ma la vera forza della pittura di Caravaggio è quella del chiaroscuro: tutti i suoi dipinti sono imperniati su un dialogo intenso e continuo, per non dire assoluto, centrale ed essenziale, tra luce e ombra. Da qui l’uso di una tavolozza estremamente ridotta, sobria, con pochi colori.
Il lettore che, con curiosità e attenzione, si approccia all’opera, ha la possibilità di seguire da vicino un percorso artistico complesso, strettamente legato a una vicenda biografica ricca di luci e di ombre, di trionfi e cadute, attraverso alcune tappe ben precise: dagli esordi di un apprendistato ‘canonico’ all’emergere di un talento straordinario che lo vede assoluto protagonista in tutti i luoghi che ne segnarono l’esistenza. Roma, con le più importanti committenze e i cicli delle sue chiese; Napoli, città che, con la sua bellezza e il suo inferno, ben si adattava alla sua personalità tormentata e Malta, in cui trovò un momentaneo e apparente rifugio fino ad una morte che, coi suoi contorni velati di mistero, ne cristallizzò definitivamente la leggenda.
Una vita dunque carica di peripezie che, astratte dal contesto dell’epoca, possono sembrare difficili da conciliare con un’esistenza trascorsa in gran parte a stretto contatto con committenti aristocratici e ordini religiosi, nonché con la meditazione necessaria per raffigurare iconografie tanto complesse. In verità, alla luce degli studi storici, ci si può rendere conto che le vite di tanti altri artisti di quel periodo possono essere studiate proprio attraverso le testimonianze dei tribunali, e quindi Caravaggio non era certo l’unico ad avere una vita così complicata dal punto di vista della quotidianità, del rapporto controverso con la giustizia, delle difficoltà con gli altri pittori.
Si può affermare che Caravaggio costituisca un punto di snodo nella storia dell’arte europea, soprattutto nelle opere della Cappella Contarelli, per un modo completamente nuovo di dipingere, quello che i suoi biografi contemporanei molto efficacemente chiamarono «dipingere dal naturale», cioè con il modello vivente di fronte. Sebbene nella sua epoca alcuni considerassero addirittura un limite quello di non saper inventare ed essere troppo dipendente dalla presenza del modello, in realtà la pittura dal naturale divenne la maniera più originale di dipingere, conferendo un’impronta totalmente rivoluzionaria alla pittura europea del Seicento.
Il saggio, riccamente illustrato e corredato anche da opere di confronto, è completato da numerose note critiche che permettono di approfondire le tematiche evidenziate; è seguito poi da un ‘percorso artistico’, composto da circa 240 immagini, corredo iconografico imprescindibile per la completezza dell’analisi critica, che si sofferma sui particolari, istituisce confronti e, insieme, mostra ancor più da vicino l’assoluta potenza artistica e la modernità del linguaggio del grande pittore. Il volume, inoltre, è completato da un catalogo di 66 opere certamente attribuite al Caravaggio, secondo gli studi critici più recenti – non includendo quelle opere sulla cui attribuzione vi è ancora un dibattito critico in corso –, nonché da una vasta e puntuale bibliografia, comprensiva anche di fonti e raccolte documentarie.
Questa pubblicazione, dunque non si inserisce soltanto nel contesto di una collana sui grandi artisti, ma si presenta come un’opera monografica legata il più possibile alle fonti documentarie, in controtendenza rispetto alle rielaborazioni contemporanee. Non a caso il sottotitolo del volume è L’opera oltre la leggenda: si tratta di un tentativo di ripristino della verità storica e storiografica al di là di tutti gli aspetti romanzeschi che a volte condizionano la lettura dell’opera dell’artista.  Come per tutti gli altri volumi, è prevista un’edizione di lusso a tiratura limitata, di grande formato (26x33), arricchita da dodici tavole fuori testo e da un’immagine impressa in oro sulla copertina.
Interverranno Francesca Cappelletti, Emanuele Trevi e Cristina Terzaghi.