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CREATORI DI MODA ITALIANA DEL NOVECENTO


Giovedì 11 maggio alle ore 16,30 a Roma presso la Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica (piazza della Enciclopedia Italiana 4), per la serie I seminari del Biografico, si terrà un incontro sul tema Creatori di moda italiani del Novecento. Cultura, arte, impresa.  
Forse non tutti sanno che fino alla fine dell’Ottocento la moda non esisteva: tutto era affidato al lavoro delle singole sartorie. L’alta moda, così come la conosciamo oggi, nasce a Parigi agli inizi del 900. Il capostipite dei creatori di moda è stato l’inglese Charles Frederick Worth, che arrivato a Parigi quando era ancora ventenne alla fine dell’800, apre una sartoria in Rue de la Paix e inizia a firmare e a presentare le sue creazioni una volta all’anno e a vestire come Eleonora Duse e Sarah Bernhardt. Con Worth inizia così a delinearsi la una figura stravagante e creativa: il couturier (creatore). La vera consacrazione dell’alta moda avviene però nei primi anni del 900 in occasione dell’Esposizione Internazionale al Papillon d’Elegance dove le vecchie sartorie trasformatesi in “maisons” (case di moda), presentarono per la prima volta le loro creazioni a un pubblico internazionale.
L’Italia inizia invece ad operare nell’alta moda nel 1949, terminata la guerra. La moda italiana diventa un cult internazionale quando le sorelle Fontana balzano alla ribalta grazie al vestito da sposa realizzato per Linda Christian in occasione del matrimonio con Tyrone Power.
In quegli anni in cui gli americani prendono possesso di Cinecittà e il cinema da quel momento porta molto lavoro alle sorelle Fontana ma anche ai nuovi stilisti nascenti quali: Emilio Federico Schubert, Valentino, Roberto Cappucci, Iole Veneziani, Biki, Germana Marucelli. Il boom degli anni ’50 consente all’Italia di andare in competizione con paesi come la Francia, da sempre leader del settore.
La prima sfilata italiana, alla quale si fa risalire la nascita dell’alta moda italiana, avviene a Firenze ad opera del marchese Giovanni Battista Giorgini che il 12 febbraio 1951 organizza nella sua casa fiorentina il “First Italian High Fashion Show”. Con cocciuta determinazione riesce a convincere i presidenti dei magazzini americani a venire a Firenze il giorno dopo le sfilate di Parigi e organizza una sfilata con dieci stilisti italiani ciascuno dei quali presentava con diciotto modelli. All’High fashion show partecipano oltre alle sorelle Fontana, Emilio Schubert, la casa di moda Fabiani, Noverasco, Veneziani, e anche Germana Marucelli, anticipatrice del new look di Christian Dior. Il gruppo dei compratori tornò in America entusiasta e quando Giorgini organizzò la seconda sfilata vennero dall’America in 300. Fu un successo strepitoso tanto che il comune di Firenze, per la sfilata successiva, autorizzò l’utilizzo di Palazzo Strozzi prima e Palazzo Pitti poi.
Prima delle sfilate di Giorgini, il fenomeno commerciale della moda non esisteva. Le case di alta moda, infatti, vendevano solo ai privati. Intanto dal ’58 al ’63 il grande boom fa aumentare i consumi del 5% e l’esportazione passa da un passivo di 187 miliardi, a un attivo di 124,3 miliardi. Molti stilisti iniziarono a creare l’alta moda pronta, ovvero il prodotto di alta moda confezionato ad hoc per essere fruibile non solo da un’élite. 
Negli anni successivi, dopo la crisi degli anni Sessanta e Settanta, sarà l’alleanza tra stilismo e industria, e quindi tra creatività e imprenditoria, a segnare l’affermazione del made in Italy nel mondo, anche grazie il lavoro di creatori di moda del calibro di Giovanni Armani, Valentino, Laura Biagiotti, Albini, Missoni, Krizia, solo per citarne alcuni.
All’incontro, organizzato dall’Istituto Treccani, interverranno Eugenia Paulicelli, Maria Natalina Trivisano, Stefano Dominella, Elisabetta Merlo, Clara Tosi Pamphili e Valeria Pinchera.