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"EL PARON" NEL BIOGRAFICO TRECCANI


Nereo Rocco (Trieste, 1920 – 1979) è stato inserito nell’88° volume del Dizionario Biografico degli Italiani edito dall’ Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. La voce, redatta da Gabriele Moroni, ripercorre tutta la carriera da calciatore e da allenatore di un uomo che, per il mondo dello sport in generale e del calcio in particolare, sarà sempre “el paròn” (il padrone), il soprannome che accompagnò Rocco per tutta la vita «riassumendone le caratteristiche fisiche e soprattutto caratteriali: parlata triestina, fisico massiccio, tratto ruvido ma indole generosa, severo, esigentissimo con i giocatori, molto attento però ai rapporti umani».
Rocco (il vero cognome era Rock, austriaco, cambiato dal padre Giusto nel 1925 in Rocchi, diventato alla fine Rocco per un errore dell’anagrafe, un’italianizzazione per non urtare le autorità fasciste) debuttò in serie A il 6 ottobre 1929 con la maglia della Triestina (con la quale disputò 231 partite realizzando 70 reti) per poi passare al Napoli (47 partite e 7 reti) e terminare la sua carriera da calciatore nel 1942 con il Padova. Fu anche convocato da Vittorio Pozzo per il ritiro della Nazionale per il Campionato mondiale del 1934 senza però alla fine essere selezionato.
Come allenatore esordì nel 1945 con il Cacciatore (dal nome di un quartiere periferico di Trieste) in un campionato di dilettanti e l’anno successivo passò alla Libertas Trieste in serie C dove inventò il ruolo del battitore libero. Dopo Triestina e Treviso, approdò al Padova riuscendo nella stagione 1957-58 nell’impresa di arrivare al terzo posto alle spalle di Juventus e Fiorentina. Nacque in quegli anni il dibattito sul “catenaccio”, l’impostazione difensiva del Padova allenato da Nereo Rocco che trovò illustri sostenitori, primo fra tutti Gianni Brera. Il suo nome come allenatore (pur avendo lavorato anche con il Torino e con la Fiorentina) è comunque legato al Milan, squadra con la quale in due periodi distinti vinse tutto: 2 scudetti (1962 e 1968), 2 Coppe dei Campioni (1963 e 1969), 1 Coppa Intercontinentale (1969), 2 Coppe delle Coppe (1968 e 1973), 1 Coppa Italia (1977). E sempre al Milan è legata forse la delusione più grande: il 20 maggio 1973 all’ultima giornata di campionato con i rossoneri in vantaggio di un punto su Juventus e Lazio, il Milan affrontò il Verona alla stadio Bentegodi e fu sconfitta per 5-3, permettendo ai rivali bianconeri di agguantare lo scudetto. Rocco fu anche premiato nella stagione 1962-63 con il Seminatore d’oro come migliore allenatore italiano. 
Il quasi contemporaneo arrivo a Milano di Nereo Rocco e di Helenio Herrera all’Inter risultò ideale per esaltare la tradizionale rivalità fra i due club. Come sottolinea il Biografico Treccani, «al rigido Herrera, “il mago”, severo, autoritario, distaccato nei rapporti con i calciatori, elegante fino alla raffinatezza, cosmopolita, poliglotta, salutista, si contrappose Rocco, “el paròn”, legatissimo alle sue radici, disinvolto nell’esprimersi solo in triestino, epicureo, nottambulo, ruvido nel tratto ma umano, il “tu” ai giocatori, aperto al dialogo al punto da formare una commissione interna con cui consultarsi prima delle partite».
Ci piace chiudere con un episodio rivelatore della personalità dell’uomo. Nell’incontro Lazio-Milan del 21 aprile 1973, sul 2-1 per la squadra di casa, l’arbitro Concetto Lo Bello annullò per fuorigioco la rete del pareggio milanista. Espulso dal campo, Rocco si mise polemicamente sull’attenti di fronte all’arbitro siracusano. Il gesto gli costò una squalifica fino al 26 luglio, ridotta poi di un mese e mezzo.