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BREVE STORIA DI CAPORETTO



All'esame di storia contemporanea un noto professore chiese al suo allievo l'anno e il mese della disfatta di Caporetto. Il perché di quella domanda così diretta e precisa l'allievo l'avrebbe compreso successivamente. Caporetto infatti non è solo uno degli eventi di maggiore interesse della nostra storia ma è stata una tragedia necessaria che ha formato anche inconsapevolmente le coscienze degli italiani.
Anche Giacomo Properzj si è posto la stessa domanda del professore all'allievo nel suo ultimo libro Breve storia di Caporetto (Mursia, 2017) e ha anche tentato di darne una risposta.
Sarà questo il tema di discussione dell'incontro che si terrà giovedì 1 febbraio a Roma alle ore 17.30 presso la Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica (piazza della Enciclopedia Italiana 4) Ci si domanderà, dunque, a che cosa sono servite le decine di migliaia di morti di Caporetto. A questo interrogativo sono state date una varietà di risposte che si riscontrano anche sul piano formale, con la scelta di materiali e registri diversi di narrazione (dai monologhi teatrali, alle interpretazioni del cinema e alle testimonianze dirette). Giacomo Properzj non si è limitato a spiegare la dinamica del singolo episodio, quanto a mostrare le conseguenze di quelle ferite, mantenendo una distanza emotiva ma al tempo stesso aprendo un dibattito anche doloroso.
Alla presentazione, organizzata dalla Treccani e dalla casa editrice Mursia, interverranno, oltre all’autore, Giuliano Amato, Liliana Cavani, Italico Santoro e Mauro Canali.