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IL COLLE PIÙ ALTO

Lunedì 12 febbraio a Roma alle ore 16.00 presso la Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica (piazza della Enciclopedia Italiana 4) verrà presentato il libro di Mario Pacelli e Giorgio Giovannetti Il Colle più alto. Ministero della Real Casa, Segretariato generale, Presidenti della Repubblica (G. Giappichelli Editore, 2017).
Chi ama le vicende istituzionali e soprattutto gli aneddoti dai quali sono quasi sempre punteggiate; chi è attratto dagli interna corporis, curioso di sapere ciò che essi, in quanto tali, sono tenuti a nascondere; chi della storia ama conoscere non solo l’essenziale (a cui gli storici, ciascuno dal suo punto di vista, la riducono), ma anche l’inessenziale; chi è attratto, insomma, da uno o più di questi piaceri, troverà il libro di Mario Pacelli e Giorgio Giovannetti godibilissimo. Né la godibilità va a scapito della serietà del lavoro e della affidabilità delle informazioni e dei dati che esso fornisce. Le fonti sono d’archivio e i percorsi storici sono tracciati con assoluta precisione.
L’arco storico coperto è molto lungo, va dallo Statuto albertino agli anni di Carlo Azeglio Ciampi. Ed è giusto che sia così, perché fu proprio lo Statuto a dare la prima conformazione giuridica e la prima disciplina pubblicistica ad un complesso, la Corona e ciò che essa aveva intorno, in precedenza lasciato al malcerto assetto, comunque più privato che pubblico, del patrimonio del re. Dallo Statuto il re avrebbe avuto la sua “lista civica”, la sua dotazione di beni e di personale – e già nel 1849 sarebbe nata la Real Casa, inizialmente sottoposta a un Sovraintendente, poi a un “Ministro”, istituito con regio decreto del 1856. Ce ne sarebbe voluto tuttavia di tempo perché il pubblico si scindesse nettamente dal privato, i dipendenti della Real Casa dalle persone che brulicavano a Corte, le spese e i beni dello Stato dalle spese e dai beni del sovrano. Alla fine fu il piglio decisionale di Pietro Acquarone, divenuto ministro della Real Casa nel 1939, a far nascere davvero quella amministrazione autonoma del Quirinale, che sarebbe stata il vero antecedente della presidenza repubblicana.
Per i cultori di cose istituzionali, può divertire la soluzione a cui ricorsero Enrico De Nicola, appena eletto presidente provvisorio dall’Assemblea Costituente, e Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio, per tenere in piedi la struttura del Quirinale, una volta abolito il Ministro della Real Casa. Il libro contiene poi due capitoli incentrati sui successivi presidenti, prima visti ciascuno alle prese con il Palazzo e la sua vita interna, poi, più largamente, raccontati nella loro elezione e nella storia della loro presidenza. Fra le curiosità, la mezza pera del parsimonioso Luigi Einaudi, prima che arrivasse la stagione – avrebbe scritto Ennio Flaiano – delle pere indivise; la passione per i treni di Gronchi, tradottasi non solo nel treno presidenziale con il quale faceva su e giù Roma Pisa, ma anche nella stanza dei trenini, attrezzata al Quirinale come solo un ragazzo avrebbe potuto sognare; poi, sempre a proposito di stanze, la stanza dei colonnelli, riservata a speciali appuntamenti di Segni, e, questa di sicuro più nota, la “sala situazioni” di Cossiga, ricca di tecnologie elettroniche.
Alla presentazione, organizzata dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, parteciperanno, oltre agli autori, Giuliano Amato, Sabino Cassese e Ruggero Po.