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IL PROGETTO MICROCONTACT



Un nuovo Speciale sarà online a partire dal prossimo lunedì 26 febbraio 2018 sul Portale della Enciclopedia Italiana (www.treccani.it) nella sezione Lingua italiana. Dedicato a un progetto che si pone come obiettivo lo studio dei cambiamenti dei dialetti italiani esposti al contatto pluriennale con altri sistemi linguistici in terra straniera, lo Speciale sarà incentrato sulla seconda grande ondata di emigrazione, dopo la Seconda guerra mondiale, dall’Italia in direzione delle Americhe e del problematico adattamento dei migranti, una volta divenuti prima generazione di emigrazione, anche sotto il profilo linguistico. Che cosa scaturisce dall’incontro tra il dialetto, di norma l’unico sistema linguistico attivamente padroneggiato dai nostri connazionali, e le lingue di quelle che sarebbero diventate, per moltissimi, nuove patrie?

Per noi italiani, è motivo di orgoglio che in una prestigiosa università straniera siano linguisti italiani a promuovere un progetto di notevole portata e ambizione. Presso l’Istituto di Linguistica di Utrecht, deputato agli studi di linguistica e comunicazione nell’àmbito dell’Università di Utrecht (Paesi Bassi), la professoressa Roberta D’Alessandro, italiana come tutti i membri della sua èquipe di collaboratori, dirige il progetto ERC Microcontact. Language variation and change from the Italian heritage perspective.
Vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta. Scrive D’Alessandro in questo Speciale, presentando il progetto che viene illustrato nei suoi punti essenziali dai collaboratori: «Il progetto studia l’esito del contatto tra lingue strutturalmente molto simili tra loro, cioè tra le varietà parlate da emigrati italiani nel dopoguerra e le maggiori lingue americane. L’esame degli esiti del contatto tra tutti i dialetti e tutte le lingue romanze d’America (più l’inglese) ci permetterà di discernere tra due tipi di cambiamento, e di comprenderne i meccanismi». I due tipi di cambiamento rispondono alle domande: come avviene il passaggio di elementi grammaticali tra una lingua e l’altra? Come (e perché) cambiano le lingue? Ai fini della ricerca, vengono selezionate alcune varietà, sulla base di criteri strutturali e di documentazione storica: il veneto, il piemontese, il fiorentino, il senese, l’abruzzese costiero, il napoletano, il salentino e il siciliano.

I Paesi nei quali viene effettuato lo studio sono il Canada (Québec), gli USA, l’Argentina e il Brasile. Si tratta dunque di istruire molti volontari sul campo, affinché sottopongano domande su fenomeni pertinenti agli anziani di prima immigrazione dall’Italia: per fare un esempio, al vecchio zio più che ottantenne che decenni fa, padrone solo del suo dialetto, lasciò l’Abruzzo natìo per approdare a Mendoza in Argentina. Dove raccogliere poi tutto il materiale a mano a mano che lo si elabora? Il progetto Microcontact mette in campo un atlante interattivo, nel quale i dati possano essere caricati direttamente dai parlanti (o da chi ne ha raccolto le testimonianze).

Molto chiari i titoli degli interventi qui riuniti, tesi a definire il primo un quadro d’insieme e le linee guida del progetto, il secondo e il terzo i macrofenomeni linguistici che fanno da cornice ai microfenomeni di contatto, trattati nei successivi articoli:

1.    Roberta D’Alessandro, Il progetto Microcontact: l’eredità linguistica dei dialetti italiani
2.    Francesco Maria Ciconte, I fattori interni del cambiamento: l’evoluzione dei dialetti nel tempo
3.    Jan Casalicchio, I fattori esterni del cambiamento: i dialetti in contatto con altre lingue
4.    Alberto Frasson – Luana Sorgini, Il soggetto e l’oggetto in contatto
5.    Jan Casalicchio – Luana Sorgini, Il verbo in contatto
6.    Francesco Maria Ciconte – Silvia Terenghi, Il riferimento a spazio, tempo e persone: la deissi in contatto
7.    Jan Casalicchio, I linguisti raccolgono i dati